CUORE: ''RIPARAZIONI'' STRADA MAESTRA

DI Francesco Musumeci

 

 “Così si evita al paziente l’antitesi tra guarigione e integrità fisica”

 Ma vanno scelti centri con esperienza riconosciuta in questa chirurgia

 

 La chirurgia delle valvole cardiache ha continuato a evolversi nel corso degli anni. Tecniche chirurgiche mirate alla riparazione delle valvole cardiache, ma soprattutto un approccio chirurgico sempre meno invasivo sono le innovazioni più importanti che hanno rivoluzionato il trattamento chirurgico delle patologie valvolari cardiache.

 La sostituzione delle valvole cardiache malfunzionanti per anni è stata considerata la soluzione chirurgica da preferire. La chirurgia riparativa, ha rappresentato una vera sfida per il chirurgo che deve mettere insieme conoscenze anatomiche e competenze tecniche. Dopo critiche iniziali, oggi la riparazione delle valvole, e in particolare quella della valvola mitrale, è riconosciuta essere lo standard di riferimento. Molti studi hanno, infatti, messo in evidenza la superiorità della riparazione valvolare, rispetto alla sostituzione della valvola con protesi valvolari meccaniche o biologiche, per il rischio chirurgico più basso e la migliore qualità di vita e sopravvivenza nel tempo. Oggi il riparo di una valvola mitrale insufficiente è possibile in oltre il 95 per cento dei pazienti con un’incidenza di complicanze inferiore all’uno per cento e un rischio di re-intervento inferiore all’uno per cento/anno.  La chirurgia riparativa della valvola mitrale dovrebbe pertanto essere concentrata in Centri di Cardiochirurgia qualificati, con alti volumi di attività e con esperienza riconosciuta in questa chirurgia, come raccomandato dalle linee guida europee.

L’apertura centrale dello sterno è stata e rimane ancora l’accesso più comunemente utilizzato per tutti gli interventi sul cuore, inclusi quelli sulle valvole. L’esposizione del cuore è eccellente e l’intervento chirurgico può essere eseguito velocemente e con grande attenzione ai diversi particolari.  

Nel corso degli anni il progresso clinico e tecnologico ha ridotto in modo significativo il rischio degli interventi di cardiochirurgia. Con il consolidamento dell'esperienza clinica, l’attenzione della cardiochirurgia si è indirizzata con crescente interesse verso una sempre minore invasività del trauma chirurgico, come da anni era avvenuto per le altre specialità chirurgiche. La minore invasività in cardiochirurgia non si deve identificare solamente in una incisione chirurgica più piccola. Si tratta piuttosto di un insieme di nuove tecniche e nuove tecnologie, tutte mirate a minimizzare il trauma dell’intervento attraverso una riduzione delle dimensioni dell’incisione chirurgica con l’obiettivo di consentire un recupero più rapido dall'intervento e, se possibile, di ottimizzare il risultato estetico portando così al paziente un vantaggio clinico, estetico e psicologico. Ed è proprio il mantenimento dell’integrità del torace, e dello sterno in particolare, che riducendo l’invasività dell’intervento porta vantaggi importanti per il paziente. Una migliore funzione respiratoria, meno dolore, una più bassa incidenza di complicanze, una ripresa più rapida dopo l’intervento e un migliore risultato estetico sono i principali vantaggi di un approccio mini-invasivo. Il raggiungimento di obiettivi così importanti è stato possibile grazie ai grandi sviluppi della tecnologia applicata alla medicina. Per eseguire un intervento chirurgico attraverso una incisione di 4-5 cm sono stati messi a punto strumenti chirurgici dedicati che consentono di operare in profondità. Telecamere ad alta definizione, oggi anche con la possibilità di una visione non solo ingrandita ma anche tridimensionale del campo operatorio, danno al chirurgo l’opportunità di una maggiore definizione di dettagli. Tutto ciò consente di potere portare a termine l’intervento chirurgico con la delicatezza e la precisione necessarie.

Minore invasività vuol dire, dunque, rispetto dell’integrità del torace nella sua struttura ossea e migliore esposizione del campo operatorio. Questo consente una maggiore precisione nell’esecuzione del gesto chirurgico, aspetto importante proprio nella chirurgia riparativa della valvola mitrale. Sul piano clinico, i risultati di questa minore invasività si riflettono in vantaggi importanti per il paziente sia nel decorso immediatamente dopo l’intervento chirurgico che nel lungo termine. Questi vantaggi sono ancora più evidenti nei pazienti ad alto rischio com’è il caso nei pazienti con disfunzione respiratoria, obesità o età avanzata, nei quali l’apertura dello sterno è un fattore di rischio aggiuntivo per complicanze nel decorso post-operatorio, come confermato da un grande numero di pubblicazioni scientifiche.

 Un ulteriore importante vantaggio per il paziente è il risultato estetico che si ottiene. La cicatrice di circa 4/5 centimetri è localizzata lateralmente nel torace, in prossimità dell’ascella. Nelle donne questa piccola incisione può essere eseguita nella piega sotto la mammella o nell’area peri-areolare della mammella, la stessa incisione normalmente in uso per la chirurgia estetica del seno. Da queste incisioni è possibile ottenere l’apertura necessaria per accedere all’interno del torace e quindi alla valvola mitrale ed eseguire qualunque tipo di intervento necessario per il paziente; una differenza enorme rispetto alla chirurgia tradizionale, che per intervenire sul cuore attraverso l’apertura dello sterno lascia al paziente l’eredità vistosa di una cicatrice di non meno di 20  centimetri di lunghezza. L’impatto psicologico sul paziente è prima e dopo l’intervento chirurgico. Il sapere che un accesso mini-invasivo riduce molto il rischio di complicanze nel decorso post-operatorio e i tempi di recupero fa si che il paziente accetti con più serenità la necessità di dovere intervenire chirurgicamente sul cuore. Ancora più importante psicologicamente e il guardarsi allo specchio e non vedere una cicatrice che attraversa il petto. Questo aiuta a dimenticare un evento difficile e traumatico che ha attraversato la vita del paziente. L’impatto psicologico è ancora più forte nei pazienti di sesso femminile nei quali la scelta degli abbigliamenti non deve essere condizionata dalla necessità di dovere nascondere la presenza di una cicatrice al centro del torace.

 

In conclusione, la cardiochirurgia valvolare mini-invasiva aiuta ad intervenire chirurgicamente sulle patologie valvolari del cuore consentendo una migliore esposizione del campo chirurgico ed un recupero post-operatorio più rapido, tutto questo col grande vantaggio aggiuntivo di non imporre al paziente l’antitesi tra guarigione e integrità della propria figura fisica.