PREVENZIONE: L'IMPEGNO DI ALT E' A 360°

DI Lidia Rota Vender

Nella percezione comune la parola prevenzione identifica la possibilità o il dovere di eseguire prelievi di sangue o sottoporsi ad esami funzionali capaci di prevenire le malattie percepite come le più gravi: il cancro, l’Aids, l’Alzheimer. Per anni poco interesse hanno suscitato le malattie cardiovascolari, che pure sono le malattie più probabili nella popolazione,  paradossalmente, perché sono anche le più facilmente prevenibili, con esami e farmaci, ma soprattutto con lo stile di vita. 

Il termine malattie cardiovascolari raggruppa malattie diverse conosciute con il nome dell’organo che colpiscono:  le chiamiamo infarto del miocardio, ictus cerebrale (ischemico nell’85% dei casi), arteriopatia periferica  (o malattia delle vetrine). Oggi è ormai chiaro, ma non ancora noto a tutti, che le malattie che in modo sommario e inappropriato definiamo cardio o cerebrovascolari riconoscono nella stragrande maggioranza dei casi una matrice comune, cioè un processo infiammatorio,  spesso progressivo e irreversibile,  delle pareti interne delle arterie, causato da diversi fattori che agiscono come complici per creare il danno,  potenziandosi a vicenda: un diabete non riconosciuto o non curato in modo appropriato, un sangue eccessivamente incline a coagulare in persone a volte geneticamente predisposte, un livello di colesterolo elevato e protratto nel tempo, l’abuso di sostanze che provocano vasocostrizione  e sofferenza della parete vascolare come nicotina, cocaina, caffeina, un elevato livello della pressione arteriosa non riconosciuto o non curato in modo appropriato ed efficace.  

Di fatto per lo più quelle che oggi raggruppiamo sotto il termine riduttivo di malattie cardiovascolari sono malattie di organi diversi causate dal medesimo meccanismo che inizia con l’infiammazione della parete, per cause diverse, e dalla successiva attivazione del sangue che sulla parte malata deposita piastrine e fibrina (trombo) con l’obiettivo di favorirne la guarigione, ma con l’effetto collaterale di causare la chiusura dell’arteria e la necrosi del tessuto che da quell’arteria riceveva nutrimento, qualunque sia: miocardio, neuroni,  muscoli, intestino, rene , retina …..potremmo continuare citando uno dopo l‘altro tutti gli organi del nostro corpo.   

Per creare consapevolezza sull’importanza delle malattie cardiovascolari e diffondere conoscenza sui meccanismi che le provocano trent’anni fa a Milano è nata ALT-Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari-onlus.  

Oggi è ormai dimostrato che dal punto di vista della fisiopatologia, la stragrande maggioranza delle malattie cosiddette cardio e cerebrovascolari è causata da una trombosi. 

Le malattie da trombosi nel loro insieme sono l’epidemia dei nostri giorni, colpiscono il doppio dei tumori, ma possono concretamente essere prevenute almeno in un caso su tre: non solo, ma possono essere riconosciute, diagnosticate, curate con efficacia. 

L’infarto è la malattia più probabile nella donna oltre i 50 anni: eppure le donne temono il cancro della mammella ma non l’infarto. Potenza delle campagne di comunicazione, che le associazioni che si occupano di cancro hanno realizzato con grande efficacia e da molti anni, mentre le associazioni che si occupano di prevenzione cardiovascolare non  c’erano o non riuscivano a farsi ascoltare. 

Per fortuna oggi il vento è cambiato: la percezione dell’impatto delle scelte quotidiane di ciascuno intermini di stile di vita sulla probabilità di evitare un evento cardio o cerebrovascolare è aumentata, le onlus dedicate alla prevenzione delle malattie cardio e cerebrovascolari si sono organizzate in  un network europeo (EHN- European Heart Network) che da Bruxelles continua ad esercitare pressione sul Parlamento della Ue perché prenda provvedimenti che rispettino la salute dei cittadini  e organizzano campagne di sensibilizzazione a livello  nazionale in tutti i Paesi della Ue. Il mondo dovrà affrontare nei prossimi anni un’epidemia globale di malattie cardio e cerebrovascolari: con un impatto di mezzo punto sul PIL per ogni aumento del 10% di queste malattie. L’aumento previsto nei prossimi anni va ben oltre il 10%.

Non fare nulla e stare a guardare sarebbe uno spreco ingiusto, perché possiamo prevenirne una gran parte: uno spreco che non ci possiamo permettere, per l’impatto sull’economia dei Paesi e delle singole famiglie. Lo sa bene chi è già stato colpito. 

ALT è stata fondata a Milano nel 1987per riempire un vuoto: si è data la missione di sensibilizzare la popolazione sull’impatto che i fattori di rischio legati allo stile di vita hanno sulla probabilità di incontrare o evitare una malattia da trombosi, di attirare l’attenzione dei medici sull’importanza della trombosi come causa di malattie diverse, perché curino, come sanno fare, in modo appropriato l’organo colpito, ma non dimentichino di cercare e capirne le cause, genetiche o legate a fattori di rischio transitori, e di sostenere il paziente nel modificare i fattori di rischio modificabili legati allo stile di vita, affinché non si ripeta un secondo evento; e di spingere le Istituzioni a legiferare favorendo l’adozione di uno stile di vita sano per tutti.  Se le Istituzioni avessero preso rapidamente sul serio il loro compito, oggi avremmo città piene di verde, con nuovi alberi che dovrebbero sorprenderci per la quantità e invitarci ad uscire e ad abbandonare la pigrizia, con aria pulita ovunque, anche a Milano e in Lombardia, che dal satellite appaiono coperte da una nuvola nera di smog, triste primato condiviso con la Polonia. E avremmo scuole che considerano l’attività fisica come una materia prioritaria e fondamentale per nutrire i corpi dei nostri bambini, così come le altre materie ne nutrono la mente.  

La scienza ci fornisce ogni giorno nuove evidenze sulla stretta relazione fra fattori di rischio e Trombosi e sull’altrettanto stretta ed efficace relazione fra riduzione o eliminazione del fattore di rischio e riduzione della probabilità di malattia. Ognuno deve fare la propria parte, per sé e per la comunità. 

L’Unione Europea sta facendo la sua parte anche se molto lentamente, ma quando il grande elefante si muove, l’effetto si sente: la legge contro il fumo, le leggi sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico, i progetti città sane, scuole sane … La Ue  mette a disposizione molto materiale e anche risorse, che spesso non vengono utilizzate in modo appropriato ed efficace. La crisi economica sembra ci stia convincendo a mangiare meno e meglio: l’Italia è un Paese privilegiato, che se vuole può consumare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, olio d’oliva,  pesce azzurro. Li produciamo in casa.  C’è più gente che corre nei parchi, è di moda essere in forma, fare attività fisica crea occasioni di socializzazione, se si vince la pigrizia iniziale poi diventa un bisogno e dà risultati, ma il numero delle persone destinate ad andare incontro a una malattia da trombosi è previsto in aumento, perché negli ultimi cinquant’anni la popolazione e’ aumentata, perché la vita si è allungata, perché troppi pagheranno gli errori alimentari e di  pigrizia di anni. L’“ormai è tardi” non è una scusa: smettendo di fumare oggi, in 12 mesi possiamo  abbassare il rischio di eventi vascolari, cominciando a fare attività fisica  riducendo il peso e mangiando meno e meglio possiamo ottenere un vantaggio straordinario, che si riflette, sulla salute del cuore e del cervello, non solo, ma anche sulla salute delle articolazioni, rallentando la progressione dell’osteoporosi, addirittura contribuendo  a prevenire molti tipi di cancro. Un ritorno sull’investimento straordinario.   

Non è il momento di deporre le armi: la battaglia di ALT ha ragione di essere, anzi, mai come oggi è urgente, per fermare una valanga di malattie che sta per rovinare la vita di molti ma che può essere fermata. Abbiamo le informazioni, abbiamo la conoscenza, dobbiamo trovare il modo di stimolare la volontà del singolo a smettere di affidare la propria salute solo ai medici, ai farmaci o agli esami o al destino: ridurre il consumo di sale e il peso contribuisce a ridurre la pressione del sangue di qualche mm di Hg almeno quanto un farmaco, fare attività fisica, se il corpo ce lo permette, riduce il livello di colesterolo e di zucchero nel sangue e il peso corporeo, mangiare meno e meglio permette di bilanciare le calorie introdotte con quelle consumate e riduce l’accumulo di grasso, muoversi riduce gli effetti negativi dello stress, al fumo si può dire basta, non serve, fa solo male, si può smettere. Tutto questo richiede volontà e costanza, i due attori principali di una commedia che può avere successo o essere un flop, il risultato dipende soprattutto da noi. 

ALT, le associazioni per la prevenzione cardiovascolare, le società scientifiche e i media sono componenti fondamentali della squadra che renderà efficace la prevenzione e otterrà il risultato di contribuire a ridurre l’impatto drammatico delle malattie cardiovascolari. Squadra della quale il paziente è un membro fondamentale.

Per saperne di più www.trombosi.org   www.giornatatrombosi.it