BASILICATA: SANITA' A MISURA D'UOMO

 

di MARCELLO PITTELLA*

 

Il Piano di Riordino del Sistema Sanitario Regionale di Basilicata, approvato con L.R. n. 2 del 12 gennaio 2017, a meno di 10 anni dalla precedente riforma dello stesso (Legge Regionale n. 12/2008), nasce come risposta alla rapida evoluzione degli scenari sociali, economici e normativi, che ha caratterizzato gli ultimi anni, imponendo una tempestiva ridefinizione degli assetti organizzativi e strutturali in grado di coniugarne la sostenibilità economica con la tutela dei Livelli Essenziali di Assistenza, in una logica di difesa dell’identità regionale e di adeguamento alle disposizioni normative vigenti. 

I vincoli di finanza pubblica che fanno da cornice all’intera programmazione sanitaria nazionale, così come definiti nella Legge di Stabilità 2016 e di recente ribaditi nella Legge di Stabilità 2017, gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera fissati con Decreto del Ministero della Salute n. 70 del 2 aprile 2015, le disposizioni improrogabili in tema di orari di lavoro e di riposo degli operatori sanitari, dettate dalla Legge n. 161 del 12 novembre in applicazione della Direttiva Europea 2003/88/CE del 4 novembre 2003, costituiscono l’espressione più evidente di un profondo mutamento degli scenari che ha investito la gestione del Sistema Sanitario Regionale, introducendo nuove regole, nuovi obblighi e nuovi principi destinati a modificarne strutturalmente le modalità organizzative e di funzionamento. 

L’analisi del contesto ospedaliero regionale condotta alla luce del nuovo quadro normativo delineatosi, se da una lato, ha evidenziato importanti punti di forza del Sistema Sanitario Lucano da mettere a valore, dall’altro, ha mostrato una serie di criticità, tali da comprometterne la tenuta complessiva, con conseguente grave pregiudizio per l’intera comunità regionale.

Nello specifico da tale analisi è emerso:    

  • il mancato o il parziale raggiungimento, da parte degli ospedali del SSR regionale, degli standard di volume e di esito richiesti dal D.M. n. 70/2015,
  • la presenza di disavanzi strutturali, in quasi tutti i presidi ospedalieri delle ASL lucane, superiori a 7 milioni di euro o al 7% dei rispettivi ricavi, a fronte dei quali, a partire dal 2017, è previsto per ciascuno di essi l’ingresso in piano di rientro, ai sensi delle prescrizioni contenute nelle Leggi di Stabilità 2016 e 2017;
  • la ridottissima capacità assunzionale delle Aziende del SSR fino al 2020, per effetto dell’applicazione dei vincoli sulla spesa del personale dipendente, imposti dalle varie Leggi Finanziarie che si sono succedute dal 2009 in poi (costo del personale pari a quello del 2004 ridotto del -1,4%);
  • l’inadeguatezza delle dotazioni organiche presenti nei presidi ospedalieri, già in grave sofferenza per il reiterarsi del blocco del turn over nell’ultimo quinquennio, rispetto ai nuovi vincoli normativi previsti dalla Legge 30 ottobre 2014, n. 161, con riferimento specifico all’art. 14, riguardante le disposizioni inerenti la durata massima dell’orario di lavoro e del riposo giornaliero del personale delle aree dirigenziali degli Enti del SSN.

Il mantenimento dello status quo a fronte di tali criticità avrebbe inevitabilmente comportato l’impossibilità del Servizio Sanitario Regionale di autosostenersi, con la perdita della piena sovranità della Regione nelle scelte e nella definizione delle politiche sanitarie da perseguire.

Da qui l’esigenza di avviare un percorso graduale di riorganizzazione sistemica del S.S.R., in grado di ridisegnare l’intera impalcatura istituzionale e strutturale della sanità regionale e favorire la nascita di un sistema orientato ai parametri di sicurezza, efficacia della cura ed efficienza gestionale, adeguato rispetto all’evoluzione delle condizioni di contesto e sostenibile economicamente, capace di recepire ed uniformarsi alle novità normative, assicurando ai cittadini lucani l’erogazione dei servizi sanitari secondo livelli quali-quantitativi coerenti con gli standard di riferimento e con le attese della popolazione.

I punti cardine attorno a cui ruota il processo di riorganizzazione del Sistema Sanitario Regionale della Basilicata sono i seguenti:

  • revisione strutturale dell’offerta ospedaliera, in conformità agli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, fissati con Decreto del Ministero della Salute n. 70 del 2 aprile 2015, orientata ai principi di razionalizzazione delle strutture e di innalzamento della qualità complessiva nell’erogazione dei servizi di cura ed assistenza, fino ad ora ostacolati dalla compresenza di troppe specialità all’interno dei Presidi Ospedalieri, con una conseguente frammentazione e dispersione di risorse;
  • revisione strutturale dell’offerta sul territorio, orientata a dare concreta attuazione al modello distrettuale, con la effettiva implementazione dei Distretti della Salute secondo i principi ed i criteri definiti dalla programmazione sanitaria regionale, al fine di spostare progressivamente il baricentro assistenziale dall’ospedale al territorio, con sicure ricadute positive sia in termini socio-assistenziali, attraverso l’avvicinamento dell’assistenza al cittadino, che in termini economici, in considerazione degli enormi risparmi conseguibili evitando il ricorso all’ospedalizzazione; 
  • potenziamento della rete dell’Emergenza Territoriale, con un sistema unitario ed integrato di postazioni 118 diffuse capillarmente su tutto il territorio regionale, coordinato da un’unica cabina di regia, in grado di assicurare maggiore flessibilità organizzativa e maggiore efficienza all’intero sistema; 
  • accentramento delle funzioni di committenza e di governo della domanda, attraverso la creazione di un unico soggetto istituzionale al fine di consentire alla regione di avere un unico interlocutore di riferimento territoriale e quindi un unico momento di responsabilità aziendale; 
  • razionalizzazione delle attività di supporto, quali nello specifico la diagnostica per immagini e la diagnostica di laboratorio, con immediati benefici in termini economici, e conseguenziale potenziamento dei servizi resi ai cittadini;
  • semplificazione e razionalizzazione dell’articolazione complessiva del sistema regionale, riducendo le strutture di governo e gli apparati amministrativi, al fine di ottimizzare la gestione delle attività logistiche ed amministrative;
  • sviluppo di molteplici processi di integrazione gestionale e professionale sia all’interno delle Aziende, che al di fuori di esse, finalizzati a favorire l’utilizzo appropriato delle risorse umane e tecnologiche, in conformità con l’applicazione delle nuove disposizioni normative in tema di orari di lavoro e di riposo del personale sanitario contenute nella Legge n. 161/2014.

Il perseguimento dei suddetti obiettivi è garantito da una riprogettazione degli assetti organizzativi e strutturali del Sistema Sanitario Regionale, secondo un percorso graduale di implementazione, che prevede nella fase immediata la stessa configurazione istituzionale, con la conferma del numero complessivo delle Aziende (un’Azienda Ospedaliera Regionale, 2 Aziende Sanitarie e 1 IRCCS), ma con operazioni di riorganizzazione tra di esse ed al loro interno e con l’implementazione di un modello organizzativo a rete. 

Nello specifico il Piano di riordino del Sistema Sanitario Regionale, di recente approvato dalla Regione Basilicata:

  • ha accentrato le funzioni ospedaliere per acuti in due soli ospedali, uno per provincia, attraverso, da una parte, lo scorporo di 3 presidi dall’ASL e l’incorporazione degli stessi nell’AOR per costituire un’unica struttura ospedaliera articolata in più plessi e, dall’altra attraverso l’unificazione dei due presidi per acuti attestati all’altra ASL per costituire un’unica articolazione ospedaliera per acuti con due distinti plessi sul territorio provinciale.
  • ha ridefinito l’assetto dell’Emergenza Urgenza coordinato da un’unica cabina di regia, attestata presso una delle due Aziende Sanitarie, in grado di assicurare maggiore flessibilità organizzativa e maggiore efficienza all’intero sistema. 

Il nuovo impianto progettato, con specifico riferimento al modello a rete, consente, sotto il profilo assistenziale, di elevare significativamente il livello qualitativo dell’offerta, innalzando i profili di specializzazione delle strutture attraverso l’assegnazione di una specifica mission a ciascuna di esse, all’interno di un sistema unitario ed integrato di cure, coordinato da un’unica regia, in cui il paziente rimane al centro dei processi assistenziali e dove si favorisce la crescita e l’interrelazione tra le professionalità interne all’intera regione, con un conseguente proficuo potenziamento reciproco delle competenze.       

La rete ospedaliera regionale è riprogettata secondo livelli gerarchici di complessità delle strutture, tramite un modello integrato, in base alle specificità di contesto ed in conformità ai modelli definiti dal D.M. 70/2015, per effetto del quale gli ospedali lucani non costituiscono più contenitori indistinti e autoreferenziali ma, al contrario, rappresentano entità organizzate in rete secondo gerarchie e complessità crescenti, dotate di specifiche funzioni all’interno di una programmazione unitaria regionale, con un numero definito di specialità, coerenti con gli standard relativi ai bacini di utenza, sulla base dei quali parametrare gli organici e la destinazione delle altre risorse.

La piena attuazione del nuovo assetto istituzionale e strutturale del Servizio Sanitario Regionale, che prevede a regime una riorganizzazione che distingua la committenza dalla produzione delle prestazioni sanitarie, e di cui questo Piano di Riordino rappresenta una fondamentale tappa intermedia, in considerazione delle novità apportate sul tessuto organizzativo delle Aziende e della portata degli effetti sul versante assistenziale, deve necessariamente prevedere una gradualità di interventi, ragion per cui è stato strutturato un percorso di progressivo avvicinamento al modello definitivo, che nella fase attuale è in grado di assicurare le condizioni di tenuta e di compatibilità del sistema sanitario, in ossequio alle disposizioni sancite dal nuovo quadro normativo. 

 

 

* Presidente Regione Basilicata.