L’ARGILLA COME TERAPIA: LA FONDAZIONE LENE THUN ACCANTO AI PICCOLI MALATI

Di Renato Pedullà

Quando si sente il nome Thun, salgono immediatamente alla mente i graziosi angioletti colorati di terracotta, ormai conosciuti in tutto il mondo. La famosa azienda nasce a Bolzano nel 1950  dall’intuizione della contessa Lene Thun e del conte Otmar che, spinti dalla voglia di donare qualcosa di fattivo a loro stessi ma soprattutto agli altri, iniziano a creare, con amore e fantasia i primi angioletti. Da quel giorno l’azienda ne ha fatta di strada, non parliamo più di un laboratorio con pochi maestri artigiani, la Thun infatti è oggi una importante realtà industriale che conta circa 1200 punti vendita in Europa, di cui quasi 340 monomarca. Per dar seguito a quelle che erano le intenzioni della madre la contessa Lene,  il figlio Peter , da circa dieci anni fa si prodiga affinché a mezzo di una Fondazione vengano realizzati progetti di terapia ricreativa, attraverso la modellazione dell’argilla, prevalentemente, nei reparti di onco-ematologia pediatrica sull’intero territorio nazionale. La fondazione opera secondo due modalità: Laboratori permanenti, che sono stabilmente costituiti e attivi all’interno di strutture ospedaliere italiane nei reparti pediatrici che ospitano pazienti lungodegenti (in particolare oncomeatologia, day hospital e neuropsichiatria); Laboratori sociali, costituiti da laboratori intensivi e di durata limitata, offerti a strutture o associazioni che operano nell’ambito di patologie gravi e croniche nell’età pediatrica e adolescenziale. E’ stato dimostrato che l’argilla-therapy allevia le sofferenze dei bambini che devono subire pesanti cure chemioterapiche ma riescono, con la manipolazione dell’argilla e con la creazione di piccole opere personali, a staccare da quella che è la routine ospedaliera, riuscendo a carpire momenti di gioia e positività nelle grigie giornate all’interno dei reparti oncologici.

Oltre alla magica esperienza della manipolazione dell’argilla, si offre a questi bambini l’opportunità di creare delle piccole opere collettive, che possono essere esposte negli spazi comuni degli ospedali o anche fuori. Questi progetti hanno inoltre lo scopo di ampliare gli effetti del metodo offrendo al piccolo paziente un importante percorso di crescita, valorizzazione e riconoscimento delle proprie capacità proiettando il suo quotidiano verso il mondo esterno ed il futuro. La Fondazione realizza un progetto annuale per ogni laboratorio permanente e un progetto speciale nel periodo natalizio. Tanto per dare dei numeri, al fine di far capire meglio la portata dell’opera prestata dalla Fondazione Lene Thun, esistono in Italia 22 laboratori permanenti ( Policlinico Gemelli e Ospedale pediatrico Bambin Gesù a Roma, Ospedale Infantile Regina Margherita a Torino, Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo, Istituto Nazionale dei Tumori a Milano, Clinica di Oncoematologia pediatrica a Padova, Ospedale Tappeiner a Merano, oltre che altre strutture  a Napoli, Bolzano, Cagliari, Catania, Cosenza e così via) , 5mila partecipanti, oltre 250 volontari, 13 laboratori sociali, 800 incontri. Ma i numeri sono in crescita, la Fondazione crede nella bontà e nella sua evoluzione e già nel 2017 i progetti permanenti stanno passando da 22 a 33, sono previste start up in quattro nuovi ospedali (Verona, Firenze, Taranto  e Palermo), il coinvolgimento concreto tra bambini e famiglie sarà di circa 9mila persone. Il Natale è la festa per antonomasia di tutti i bambini, ancor di più per quelli che durante queste festività vivono un periodo di sofferenza, ecco allora che la Fondazione ha organizzato a Roma, negli ultimi anni,  un particolare progetto, chiamato “ le sfere dei desideri”, dove i bambini coinvolti hanno modellato una sfera di argilla con il proprio desiderio per il futuro. Questi oggetti sono divenuti gli addobbi dell’albero di Natale che ogni anno viene piantato in Piazza San Pietro e tanti altri piccoli oggetti sono stati esposti in Vaticano. Tanti bambini, le loro famiglie e lo staff della Fondazione hanno avuto, inoltre, l’onore e il piacere di presenziare a una udienza di Papa Francesco. Ultimamente la Fondazione ha svolto la sua attività anche nelle zone terremotate dell’Abruzzo e del Lazio, portando nei luoghi colpiti dal sisma il messaggio positivo dell’argilla-therapy. In questi luoghi sono stati costruiti dei laboratori dove i ragazzi e i bambini hanno potuto scoprire la forza e l’efficacia di questa terapia. Per concludere, Il messaggio che la famiglia Thun vuole dare con la propria Onlus è forte e tangibile: donare gioia agli altri, attraverso la scoperta della propria fantasia con la realizzazione di opere concrete.