ORTOGNATODONZIA, I NUOVI PAZIENTI. SEMPRE PIU’ ULTRA 40ENNI RICORRONO ALL’APPARECCHIO AI DENTI

DI Caterina Del Principe

Sempre più adulti mettono l'apparecchio ai denti, una tendenza in crescita che si è consolidata negli ultimi anni. Negli studi dentistici specializzati in ortognatodonzia, infatti, oltre un paziente su 5 ha più di 40 anni. Con più del 70% rappresentato da donne. Persone che sfoggiano con grande disinvoltura un sorriso 'in fase di correzione'. E che non hanno nessun imbarazzo a 'confessare' l'utilizzo dell'apparecchio, anche quando si tratta di un dispositivo del tutto nascosto e che non sarebbe stato notato dagli interlocutori.

A tracciare l'identikit del “paziente orgoglioso” è Raoul D'Alessio, docente alla scuola di specializzazione di Ortognatodonzia dell'Università Cattolica di Roma ed esperto di estetica facciale. Recentemente ha dedicato una giornata ai dispositivi più all'avanguardia, ospitando, nel suo studio di Roma,  i massimi esperti tedeschi della metodica linguale INCOGNITO 3 M Unitek (per il quale è specialista con certificazione ed attestato di eccellenza): un’apparecchio ortodontico realizzato su misura per ciascun paziente e posizionato sul lato interno dei denti, quindi non visibile ed adatto agli over 40.

Per la maggioranza dei pazienti, spiega D'Alessio, "l'uso dell'apparecchio è finalizzato alla correzione di malocclusioni". Oggi, ricorda l'esperto, "sappiamo che i nostri denti, come l'intero organismo, sono sottoposti a continue modifiche. E l'assetto della masticazione influisce sulla salute del corpo nel suo complesso. E' necessario quindi intervenire per mantenere la funzionalità ottimale", sottolinea. Avere portato l'apparecchio da piccoli con terapie troppo brevi, inoltre, non esclude che "a distanza di 20-30 anni ci sia bisogno di nuovo di un trattamento, magari meno lungo, per ricreare un equilibrio di tutto l'apparato masticatorio che, nel tempo, può squilibrarsi", precisa D'Alessio.

Oggi le nuove tecniche ortodontiche, con apparecchi che, in molti casi, possono essere anche totalmente nascosti, non necessitano di controlli troppo ravvicinati, riducono il disagio psicologico e, quindi, facilitano la scelta da parte degli adulti.

"Secondo le stime - spiega D'Alessio - se parliamo solo di 'correggere' il sorriso, circa l'80% dei pazienti odontoiatrici potrebbe beneficiare dei nuovi congegni poco visibili, facili da gestire ed efficaci". Il restante 20% "presenta problemi ortodontici più complessi - continua D'Alessio - Spesso si tratta di interventi sulle mandibole o sull'articolazione . In questo caso sono necessari metodi più tradizionali che comunque sono ormai resi accessibili e sopportabili".

Oggi, ricorda infine D'Alessio, in generale "c'è una maggiore sensibilità estetica da parte del paziente. E la richiesta al dentista è quella di porre attenzione alla salute della bocca insieme alla bellezza del sorriso. Il professionista contemporaneo, insomma, ha il dovere di coniugare, armonicamente, questi fattori senza dimenticare la deontologia: salute, etica ed estetica sono i pilastri per l'odontoiatria moderna", conclude D'Alessio.