GIAN MARIA MOSSA Giovane & vincente

GIAN MARIA MOSSA
GIAN MARIA MOSSA

DI Andrea Giacobino

 

Un grande toro rosso su sfondo scuro di fronte alla scrivania ci accoglie nell’ufficio dell’amministratore delegato di Banca Generali Gian Maria Mossa. “E’ una delle mie opere preferite, dell’artista Christian Balzano, me l’ha regalata mia moglie qualche settimana prima di imbarcarmi nell’inizio della mia esperienza in Banca Generali; è un richiamo esplicito a prendere in mano il proprio destino e a reagire alle avversità” mi spiega il top manager vedendomi incuriosito dai tratti del quadro. 

Quarantatreenne, milanese, sposato con due figli, laurea in economia e un avvio di carriera nella Ras di Mario Greco nel risk e nella direzione commerciale e marketing, per poi passare in Banca Fideuram dove ricopre diverse responsabilità fino a quella della Direzione Sviluppo Commerciale e Private a riporto del Ceo; Mossa nasconde dietro le sembianze di giovane manager (dimostra anche meno anni della sua classe ’74) un percorso di grandi esperienze, sempre in prima linea a livello operativo. 

Dopo la full immersion ad inizio carriera nell’analisi dell’asset management, dei prodotti, con occhi sia quantitativi di chi “mastica” il risk, sia qualitativi di chi ne pondera gli effetti sul mercato, ha dedicato gli ultimi 10 anni allo sviluppo della consulenza finanziaria, di cui è diventato uno dei testimoni dell’eccellenza del settore con il successo di Banca Generali che guida da quasi due anni. Nell’estate del 2013 l’allora Ceo Piermario Motta, a sua volta ex consulente e figura storica del settore, lo chiama al suo fianco come Vice Direttore Generale con il chiaro obiettivo di affidargli la ricerca di nuovi spazi di sviluppo. 

Nel giro di pochi mesi nascono nuovi prodotti come la polizza multilinea Bg Stile Libero che rappresenta una delle soluzioni di maggior successo nell’industria negli ultimi anni con oltre 7,5 miliardi di euro di raccolta, parte il progetto per la creazione di una piattaforma proprietaria nella consulenza patrimoniale, e si gettano le basi per quella svolta verso il posizionamento “private” che connota attualmente Banca Generali. “Mi ha subito entusiasmato l’atmosfera da start up che si respirava in banca, creando nuove idee e progetti al fianco non solo di un manager eccezionale come Piermario ma anche di un team di persone con cui ci siamo subito trovati e che presto sono diventati amici; parlavamo la stessa lingua in termini di valori e determinazione nel lavoro; e da lì è nata la volontà di guardare oltre e di fare qualcosa di distintivo nel nostro settore”. 

 

Sì perché Mossa non si accontenta di rincorrere gli altri, ma cerca una pista tutta sua dove poter dar ossigeno al talento della banca e delle sue persone. E in effetti la strategia messa in piedi nello sviluppo della società riflette queste caratteristiche. Nonostante le tendenze diverse presenti sul mercato, il timbro di Banca Generali si distingue per l’assoluta centralità della figura dei consulenti intorno a cui costruire soluzioni d’eccellenza. “La nostra vision è molto chiara: vogliamo essere la prima banca private per qualità e innovazione del servizio, e la nostra mission ha una forte connotazione valoriale, perché puntiamo ad essere persone di fiducia al fianco dei clienti nel tempo per prenderci cura dei suoi progetti di vita”. L’orientamento trova riscontro concreto nel modello di business che si basa su tre elementi fortemente caratterizzanti: una rete di consulenti di grande esperienza e competenza, l’approccio unico e distintivo al wealth management con soluzioni su misura per la protezione della ricchezza, e orientamento al digitale in modo aperto, cogliendo gli elementi costruttivi dalle best practice internazionali, per poter costruire soluzioni personalizzate. 

Queste caratteristiche non sono passate inosservate agli occhi attenti dal mercato. La banca del Leone ha vinto per il secondo anno di seguito il riconoscimento “Best Private Bank in Italy” dalle riviste specializzate del Gruppo Financial Times. Dal suo arrivo il titolo ha praticamente raddoppiato di valore e negli ultimi 12 mesi ha guadagnato circa il 30%. D’altronde i numeri di crescita sono esaustivi: le masse sono passate dall’estate del 2013 a fine 2017 da meno di 27 ad oltre 55 miliardi di cui il 64% riconducibili a clientela private a conferma della forza del posizionamento ormai assunto. I portafogli medi dei consulenti sono saliti al vertice del mondo Assoreti sopra i 28 milioni e la raccolta segna costantemente nuovi record anno dopo anno. “L’impegno nella crescita parte dalle nostre persone, professionisti e colleghi straordinari che con dedizione e determinazione credono fermamente nel percorso di crescita sostenibile della nostra banca. Dalla cura dei clienti al ritorno per gli azionisti, fino all’impegno sul territorio al fianco della cultura e del sostegno nel sociale, cerchiamo di trasferire i nostri valori a tutti gli interlocutori con entriamo in contatto”. 

Torno a guardare il Toro di Balzano e ripenso al suo messaggio “reagire con positività e slancio alle sfide” alla luce del cammino di Mossa e di Banca Generali. In queste settimane la sede della banca di Piazza Sant’Alessandro a Milano diventa uno spazio che ospita proprio una personale dell’artista con un concentrato della poetica dei tori. La sua metafora non poteva trovare casa migliore.