PHOENIX: ALZATI E CAMMINA

DI Lidia Tamburrino

 

Si chiama PHOENIX il fiore all’occhiello di Orthomedica Variolo srl, tra le società leader in Italia dell’ortopedia su misura e dal 2016 unico rivenditore autorizzato per il Nord-Est (ha punti vendita a Padova, dove ci sono anche lo stabilimento e la sede legale, Treviso, Vicenza, Verona, Santorso, Trento e Gorizia) del rivoluzionario esoscheletro che permette a soggetti  con lesione midollare di poter tornare a camminare. Nata nel 1927, grazie alla Famiglia Pulin, questa società esprime il meglio della tradizione e dell’innovazione per la produzione di busti per scoliosi, plantari, tutori, protesi e vendita di articoli sanitari. Tutti prodotti di altissima qualità, realizzati da tecnici ortopedici specializzati. Lo scorso anno, l’azienda, per rendersi ulteriormente competitiva sul mercato e per offrire ai suoi clienti il massimo dell’efficienza, ha rinnovato tutti i sistemi di acquisizione di impronte plantari, che permettono una rilevazione precisa delle misure  e la realizzazione di plantari ortopedici per le patologie del piede, ma anche per lo sportivo. Da due anni, la Orthomedica Variolo srl è diventata punto di riferimento di coloro che sono sopravvissuti ai traumi della colonna vertebrale, riportando una lesione midollare. Queste persone possono avere una speranza di migliorare la qualità della loro vita grazie ai progressi della meccatronica, la disciplina che studia il modo di far interagire tre sotto-discipline – la meccanica, l'elettronica e l'informatica – per studiare e sviluppare macchine capaci di simulare il comportamento di organismi viventi e/o di loro parti. Su queste basi è nato il progetto della M.E.S. S.p.A., una società romana che ricerca e sviluppa soluzioni tecnologiche innovative, per consentire a persone con difficoltà motorie di “normalizzare” – per quanto possibile - la propria vita, attraverso un supporto a basso impatto fisico e visivo. Supportata da partners provenienti dal settore Ortopedico, come Orthomedica e da collaboratori di grande livello, come il Prof. Homayoon Kazeroony - dell’Università di Berkeley, esperto di robotica con oltre vent’anni di lavoro e progettazione diretta di esoscheletri di vario tipo - M.E.S.  si sta orientando sul  settore  bio-medicale.

Così, è nato “Phoenix”, dal nome della Fenice che risorge dalle ceneri. Le sue caratteristiche: è leggero e facile da indossare; con i suoi 12,5 kg circa, distribuiti nei moduli che lo compongono, consente un’agevole vestibilità;  ha una grande autonomia di utilizzo (4,5/6 ore) ed è munito di un computer che gestisce il movimento coordinato delle articolazioni; l’utilizzatore  può controllare  autonomamente  le  sue funzioni,  tramite comandi  manuali  posti  nelle  stampelle,  collegate al sistema tramite “wireless”, con possibilità di regolare ed impostare diverse velocità e la lunghezza del passo; è  ergonomico  e  le  ortesi KAFO di  arto inferiore, sono facilmente indossabili in autonomia.

“Phoenix”  consente  di  passare  dalla  posizione  seduta  alla posizione  eretta  e  viceversa,  di camminare  e  di  porsi  alla guida di veicoli. E’  composto  da  moduli funzionali utilizzabili separatamente. Il “modulo anca” è autonomo ed autosufficiente. Può essere regolato in base alle esigenze individuali. Fornisce assistenza sia in flessione che in estensione, senza ostacolare i movimenti e permettendo di sincronizzare i parametri del passo durante il cammino. Il “modulo ginocchio” compensa la debolezza o paralisi  del quadricipite. L’impedimento è controllabile in risposta alla flessione durante l’appoggio.  Non  impedisce l’estensione  in  ogni  momento, così come non impedisce la flessione e l’estensione durante l’oscillazione. Esistono due versioni: quella riabilitativa e su misura in carbonio: la prima è completamente regolabile all’altezza del tronco e degli arti inferiori, quella su misura viene costruita direttamente sulle misure anatomiche del paziente in modo da consentire leggerezza, sicurezza nella deambulazione perché gli arti sono allineati in base all’anatomia del paziente e maggiore velocità nella vestizione in quanto già adattato. Carlo Piscitelli Amministratore Delegato della M.E.S. Massimo Pulin, Presidente di Orthomedica,  “è  data  dalla  leggerezza del prodotto, dalla modularità e dalla vestibilità dello stesso. Poiché crediamo fortemente nel valore di inclusione sociale di questo dispositivo, oltre che nella capacità di miglioramento delle condizioni di  vita  delle persone con difficoltà motorie, l’obiettivo finale è quello di riuscire a garantire un prodotto dal costo contenuto”. Grandi i benefici per la salute dei pazienti associati  all’incremento  della  mobilità: aumento  della  forza, miglioramento  del  sistema  circolatorio, cardiovascolare, della capacità  respiratoria, delle funzioni vescicali ed intestinali riduzione  della  spasticità,  guarigione delle  ulcere  da  decubito  e  un  possibile miglioramento  dello  stato  psicologico  e sociale. Un passo che fa la differenza, questa missione, questa avveniristica protesi bionica.