Quando eravamo ragazzi. Luigi Necco, che trovò il tesoro

 

DI Marco Toti

 

Luigi Necco se n’è andato, qualche giorno fa, in qualche letto del “Cardarelli” di Napoli, sua meravigliosa città natale: forse, con quel bel sorriso, disincantato ma bonario, con cui accompagnava le nostre domeniche alla TV. Un napoletano versatile, che ha autenticamente vissuto: di vasta cultura, fu anche gambizzato dal clan di Cutolo, all’inizio degli anni ‘80. Con lui se ne vanno, crediamo del tutto, la nostra giovinezza ed una certa idea di TV. Ce lo ricordiamo, attorniato da scalmanati concittadini che inneggiavano al Napoli di Maradona, poi vincitore di due scudetti: che erano lì non tanto per festeggiare le prodezze dei propri eroi, ma, più ingenuamente, per farsi vedere in TV dalla mamma. Era la seconda metà degli anni ’80: l’Italia era ancora una nazione tutto sommato naif, ed erano di là da venire, imprevedibili, le tempeste che avrebbero poi sconvolto il paese, rendendolo poi irriconoscibile. Lui, Luigi, commentava con simpatia e arguzia le partite, in talora rocambolesca sintesi differita, da Napoli e da Avellino, per “90. minuto”.

Ma Luigi era anche archeologo. Dal 1993 al 1997, subito dopo la più che decennale esperienza di “90. Minuto”, ideò e condusse, su Rai3, “L’occhio del Faraone”, trasmissione per cui elaborò ben 360 documentari sull’archeologia di area mediterranea. Un suo preciso successo sul campo ha dell’incredibile: egli riuscì, con l’istinto acuto e preveggente dell’appassionato, a ritrovare il mitico (ma reale) “tesoro di Troia”. Non credendo alla vulgata accademica, si dedicò ad una dispendiosa e ardua ricerca: quella del tesoro che H. Schliemann aveva rinvenuto a Troia, nel 1873, dato per distrutto nei bombardamenti di Berlino del 1945; inseguì e, infine, realizzò il suo sogno di adolescente, individuando i ladri ed il nascondiglio ove era custodito il tesoro trafugato. Nel 1997 pubblicò, sul tema, “Il giallo di Troia. Alla ricerca del tesoro di Schliemann”. 

Sembra quasi, quest’ultima, la trama di un intelligente e divertente film per adolescenti, “The Goonies”: ma è tutto vero. Solo un popolo come quello napoletano, composto da autentici filosofi, poteva esprimere un personaggio come Necco. Noi, nel nostro piccolo, conserviamo nel cuore l’eco di una sua battuta divenuta quasi mitologica: “Milano chiama, Napoli risponde”. 

Ciao, Luigi.