UROLOGIA LA CHIRURGIA ROBOTICA

di Alessandro Padova *

 

La nostra ricerca è focalizzata sulle applicazioni terapeutiche: Ri.MED possiede oggi un portfolio progetti diversificato e bilanciato, con chiari obiettivi di sviluppo di prodotto nell’ottica bench to bedside, grazie anche all’integrazione funzionale con l’IRCS  ISMETT di Palermo, centro di rilevanza internazionale per il trapianto e le patologie associate ad insufficienza d’organo. L’approccio scientifico si sviluppa su alcune principali matrici, quali l’ingegnerizzazione di tessuti e la bioingegneria, lo sviluppo di farmaci e vaccini e la medicina rigenerativa, tutti approcci focalizzati su aree terapeutiche di grande rilevanza, quali oncologia, osteoartrite, patologie neurodegenerative, cardiovascolari, metaboliche, malattie infettive, etc. Il motore di ricerca traslazionale della Fondazione Ri.MED può contare su competenze e piattaforme tecnologiche a supporto dei progetti di discovery e sviluppo preclinico: sono già state definite le piattaforme di bioinformatica, biologia strutturale e biofisica, computer-aided drug design, proteomica e bioingegneria, che verranno ulteriormente potenziate, sia in termini di risorse umane che di strumentazioni.

Attraverso lo studio dei pathway biomolecolari integrati con dati di genomica, proteomica, metabolica e secretomica, i ricercatori del team di Drug Discovery mirano ad elucidare i meccanismi pato-fisiologici e a validare nuovi target terapeutici; alcuni di questi progetti sono oggi nella fase di scoperta di potenziali farmaci. I laboratori di medicina rigenerativa e ricerca e sviluppo di terapie biologiche, strategicamente posizionati presso il nostro partner ospedaliero l’IRCCS ISMETT, sono focalizzati sullo sviluppo di nuove terapie cellulari per malattie terminali d’organo e complicazioni post-trapianto, nonché sulla validazione di nuove strategie vaccinali per malattie infettive. Il team di Bioingegneria è composto da ingegneri, biologi, chimici e farmacologi che lavorano in stretta collaborazione con medici e chirurghi: il focus delle ricerche è lo studio dei biomateriali e dei tessuti ingegnerizzati, la loro caratterizzazione reologico-meccanica e lo sviluppo di dispositivi clinici su questi basati.

Per fare qualche esempio, il nostro ricercatore Riccardo Gottardi ha creato un bioreattore per la generazione di cartilagine e osso ingegnerizzati: un minuscolo modello in vitro in grado di riprodurre esattamente l’insieme di tessuti vascolarizzati, cartilagine e osso dell’articolazione umana, utile per testare nuovi trattamenti per patologie quali l’osteoartrosi e l’osteoporosi. Il progetto è stato selezionato da CASIS, ente spin-off della NASA, per le prossime ricerche scientifiche da condurre in ambiente di microgravità sulla Stazione Spaziale Internazionale. Stiamo ottenendo ottimi risultati anche nello sviluppo di modelli computazionali: il dottor Salvatore Pasta ha elaborato un modello di medicina predittiva per il trattamento di patologie cardiovascolari: combinando la modellazione computazionale ed i biomarcatori epigenetici è possibile elaborare una strategia diagnostica per la stratificazione del rischio clinico, pensata per poter distinguere un aneurisma aortico “benigno” da uno che necessita di intervento immediato. Il modello è attualmente adottato per i pazienti con aneurisma aortico seguiti dal nostro partner ospedaliero IRCCS ISMETT, anche grazie al supporto del programma di ricerca sanitaria finanziato del Ministero della Salute. Grazie alla collaborazione con l’Università di Vienna, il dottor Ugo Perricone ha potuto sviluppare un approccio computazionale innovativo basato sull’utilizzo di mappe farmacoforiche dinamiche, in grado di registrare l’evoluzione delle interazioni tra un potenziale farmaco ed il suo bersaglio terapeutico. 

Non posso presentare in questa sede tutti i progetti,  davvero promettenti, attualmente in corso, ma ci tengo a citarne ancora due, poiché focalizzati su due aree terapeutiche che spiccano nel panorama traslazionale di Ri.MED, ovvero le neuroscienze e l’immuno-oncologia. Il dottor Roberto Di Maio ad esempio sta studiando come correggere il danno mitocondriale alla base del processo neurodegenerativo del Parkinson; la dottoressa Sandra Cascio, invece, partendo dallo studio dell’interazione tra infiammazione e cancro sta al momento testando nuovi farmaci che, inibiscono l’interazione fra MUC1 e CIN85 e di conseguenza bloccano i processi di metastasi: se i dati scientifici ottenuti finora verranno ulteriormente confermati, si metterà a segno un decisivo risultato per riuscire a bloccare la progressione tumorale e i processi di metastasi, ad oggi incurabili.

*Direttore generale Fondazione Ri.MED


La Fondazione Ri.MED: innovazione e capacità di traslare la ricerca biomedica

e le biotecnologie in nuove soluzioni terapeutiche per i pazienti

 

I risultati nel settore del Life Science si misurano sempre più sulla capacità di tradurre velocemente i risultati della ricerca scientifica in applicazioni cliniche. Diventa quindi fondamentale l’integrazione complementare di risorse e competenze di diverse matrici: la ricerca di base, la drug discovery e lo sviluppo preclinico di nuove terapie, ma anche i medical device, i biomarcatori e la sperimentazione clinica. Ne è un esempio la Fondazione Ri.MED - istituita nel 2006 con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri - che può contare su un team di ricerca interdisciplinare (biologi, ingegneri, medici, fisici, chimici computazionali, biotecnologi, etc.) e su soci fondatori quali il CNR, il più importante ente pubblico di ricerca italiano, l’Università di Pittsburgh e UPMC (University of Pittsburgh Medical Centre), questi ultimi tra i maggiori centri accademici e sanitari al mondo nel campo della ricerca biomedica di base e applicata. L’integrazione strategica di Ri.MED con il partner ospedaliero IRCCS ISMETT ha inoltre reso possibile lo sviluppo di progettualità multidisciplinari nel campo della medicina rigenerativa e delle terapie cellulari, nonché la creazione di una cell factory GMP. 

 

La Fondazione ha inoltre sviluppato una ricca rete di collaborazioni e convenzioni scientifiche con enti ed istituzioni di settore con la condivisione di laboratori e risorse; l’obiettivo delle è integrare competenze complementari a progetti di ricerca traslazionale congiunti, aumentandone la massa critica e le potenzialità di successo, anche dal punto di vista della capacità di competere al finanziamento delle linee di ricerca.

 

La ricerca scientifica di Ri.MED ha prodotto centinaia di pubblicazioni scientifiche e decine di brevetti: la generazione di proprietà intellettuale rappresenta un valore intangibile fondamentale nel bilancio della Fondazione, nell’ottica di sviluppare un innovativo modello di sostenibilità della ricerca. Alcune di queste invenzioni, oggi in fase di sviluppo preclinico, sono oggetto di accordi per la creazione di start-up, investimenti da venture funds, o per il licenziamento ad aziende del settore.