“Salute per tutti” cercasi

DI Gaetano Lanza

 

Il 7 aprile é stata celebrata la Giornata Mondiale della Salute, dichiarata dall’OMS, istituzione che quest’anno festeggia il suo settantesimo compleanno.

Il grido d’allarme lanciato é stato forte. Piú della metá della popolazione mondiale non ha copertura sanitaria.  Circa 100 milioni di persone nel 2010 sono cadute in estrema povertà a causa di spese sanitarie personali, vivendo con  meno di due dollari al giorno a testa. Le hanno definite “spese catastrofiche”.

Secondo la Dichiarazione di Tokio del 2017 nessuno dovrebbe scegliere tra buona salute e altre necessità di vita.

La copertura sanitaria universale (dalla sigla inglese UHC che sta per Universal Health Coverage) dovrebbe consistere nell’assicurare ad ognuno ovunque sulla faccia del pianeta un servizio sanitario di qualità sufficiente, senza che alcuno subisca difficoltà finanziarie. Lo slogan del 7 aprile é: Salute per Tutti.

L’obiettivo è quello di estendere la copertura sanitaria universale entro il 2030 a 1 miliardo di persone in piú.

Il nostro Paese come  é messo piú che bene rispetto alla media. E’ tra i Paesi a maggior indice di UHC. Il punteggio che gli ha attribuito l’OMS é 80/100.

La Ministra Lorenzin ha dichiarato: “Il nostro Paese è annoverato dall’Oms tra i migliori al mondo, e come ha ricordato anche recentemente l’Ocse si conferma ai vertici mondiali per l’aspettativa di vita e registra ottimi indicatori di salute sulle principali patologie così come per un’elevata qualità delle cure che ogni giorno vengono offerte ai nostri cittadini. Se leggiamo poi i dati del Piano Nazionale Esiti (PNE) edito dall’Agenas, da cui desumere le performance degli ospedali italiani – prosegue la ministra – possiamo trarre qualche elemento di fiducia: per esempio i tassi di mortalità dopo un by-pass coronarico o a trenta giorni da un ictus sono tra i migliori di Europa e la maggior parte delle strutture opera una frattura di femore entro le 48 ore. Ma non solo, l’Italia sta portando a compimento il piano di eradicazione dell’epatite-C, un unicum al mondo, con cui abbiamo già salvato, gratuitamente, oltre 120.000 persone”.

Anche Eurostat, per la veritá, ha diffuso per l’occasione il report di un’indagine che considera sia i servizi sanitari pubblici che quelli privati. Nel 2016, la maggior parte delle famiglie (71%) nell’Unione europea ha avuto accesso alle cure sanitarie senza problemi. In particolare il 31% delle famiglie ha dichiarato di aver avuto accesso ai servizi “molto facilmente”, il 18% “facilmente” e il 22% “abbastanza facilmente”. Il restante 29% delle famiglie ha invece riferito di avere “qualche” (16%), “moderata” (8%) o “grande” (4%) difficoltà di accesso ai servizi sanitari. Vediamo come é messa l’Italia secondo il report Eurostat. In Europa da una parte ci sono 7 Paesi con percentuali dichiarate di facilità di accesso superiori all’80% e sono Finlandia (87%), Regno Unito (86%), Germania (85%), Svezia (84%), Danimarca (82%), Lituania (81%) e Lussemburgo (80%) mentre dall’altra ci sono 6 Paesi con percentuali di difficoltà di accesso molto alte: Grecia (90%), Ungheria (74%), Cipro (72%), Lettonia (64%), Slovacchia (61%) e Italia (55,7%) tra questi. In particolare in Italia a dichiarare “grandi difficoltà” è stato il 6,5% delle famiglie, “difficoltà moderate”  il 15,5% e “solo alcune difficoltà” il 34,7% delle famiglie intervistate. Ovviamente il fattore reddito incide dappertutto.

Insomma, anche in quei Paesi come l’Italia in cui l’UHC secondo l’OMS e secondo la nostra ancora attuale ministra ha una media alta, rimane ancora molto da fare come Eurostat indica.

Per completezza diciamo pure che l’UHC deve comunque fare i conti con la parola magica “sostenibilitá”. Perché se da una parte é vero che UHC vuol dire salute per tutti, UHC non significa copertura gratuita per tutti i possibili interventi sanitari, indipendentemente dal costo, in quanto nessun Paese potrá mai fornire tutti i servizi gratuitamente a tutti su base sostenibile. E questo sará bene tenerlo in mente. Sempre per completezza aggiungiamo che l’UHC non riguarda solo le cure mediche, ma include anche servizi generali per la popolazione come vaccinazioni, campagne di salute pubblica, controllo dei siti pubblici e cosí via discorrendo.