Global Service d’eccellenza

Fondata a Milano nel 1989, da trent’anni NGC Medical rappresenta l’eccellenza nazionale nella gestione in service delle sale operatorie e di emodinamica.
Da sempre attenta ai bisogni del settore sanitario, NGC Medical progetta e realizza strutture sanitarie pubbliche e private all’avanguardia, dotandole delle più avanzate apparecchiature elettromedicali e di dispositivi medici di qualità necessari per lo svolgimento di ogni specifica attività clinica.
Il patrimonio di NGC Medical è costituito da eccellenze tecnico-professionali, che lavorano all’interno delle specifiche divisioni, grazie alle quali siamo in grado di offrire servizi all’avanguardia, personalizzati, sicuri e di qualità.
NGC Medical è una realtà dinamica orientata al cambiamento e all’innovazione, caratterizzata da solidità e concretezza che derivano da comprovata professionalità.

 

Davide Arcidiacono, amministratore delegato di NGC Medical. Al vostro gruppo tutti riconoscono un ruolo di eccellenza nazionale nella gestione in Global Service delle sale operatorie e di cateterismo cardiaco. Può spiegare in sintesi quali sono stati gli sforzi sviluppati in questi trent’anni per assumere questo ruolo?

Il Servizio Sanitario Nazionale  è entrato in funzione tra il 1979 e il 1980 e il suo finanziamento era statale, cioè a carico della fiscalità generale. Negli anni l’aumento degli oneri e dei servizi, gli sprechi, le duplicazioni di interventi, hanno fatto lievitare notevolmente la spesa sanitaria. Ragion per cui nel 1989 è stato istituito il “ticket”, introducendo il concetto di compartecipazione alla spesa sanitaria da parte del cittadino e liquidando di fatto i principi universalistici e del diritto alla salute sanciti dalla Costituzione. Tra il 1992 e il 1993 è stata realizzata quella che fu definita “l’aziendalizzazione” del Sistema Sanitario Nazionale. Con tale scelta si cominciava a rinunciare all’omogeneità delle prestazioni sul territorio nazionale, trasferendo i poteri alle regioni e rendendole economicamente e politicamente responsabili dei propri sistemi sanitari.
In tale contesto, a fine degli anni ’80, ispirandosi a un’idea che prendeva corpo soprattutto nella sanità lombarda, nasce NGC Medical, con lo scopo di facilitare e rendere più efficiente l’offerta ospedaliera, favorendo anche l’introduzione di innovazione tecnologica e biomedicale, a tutto vantaggio di aziende pubbliche e private del Ssn, medici e cittadini. Questa è la missione di NGC, leader di mercato nella gestione in Global Service di sale operatorie e reparti ospedalieri e con progettualità diffuse in molti Paesi del mondo.

 

Dal suo punto di osservazione privilegiato, può descrivere le peculiarità principali e le eventuali criticità del “sistema salute” pubblico e privato italiano? Quali differenze vi sono?
In tutto il mondo oggi è quanto mai acceso il dibattito sulla sostenibilità dei vari sistemi sanitari. In passato, il nostro Sistema Sanitario Nazionale è stato considerato da molte organizzazioni internazionali come uno dei migliori e ciò sulla base di tre indicatori: miglioramento dello stato di salute della popolazione; risposta alle aspettative di salute e di assistenza sanitaria dei cittadini; garanzia delle cure sanitarie.
L’Italia tuttavia è, da un lato, condizionata dal pesante debito pubblico accumulato e dall’altro, risente, come tutti i Paesi industrializzati, del pesante incremento della spesa dovuta all’innovazione scientifica e tecnologica.
Pertanto, l’esigenza di una revisione del sistema nasce, oltre che dalla sostenibilità economica, anche da fattori demografici, quali l’invecchiamento della popolazione e, di conseguenza,  l’aumento delle cronicità e di nuovi bisogni di salute. 
Le politiche di spending review se da un lato hanno generato una forte riduzione del disavanzo sanitario, dall’altro hanno provocato preoccupazioni sul mantenimento dell’equità d’accesso alle cure, sull’allungamento delle liste d’attesa e sulla mobilità sanitaria.              
Da questo scenario emerge la necessità di focalizzare l’attenzione sulla sostenibilità sociale ed economica del Servizio Sanitario Nazionale, orientando l’attività di policy verso strategie decisionali efficaci, modelli organizzativi appropriati e sostenibili, strumenti di valutazione e misurazione dei servizi e dell’innovazione.
È ovvio che la percezione che i cittadini hanno dei due sistemi sanitari, pubblico/privato, è ben connotata e differenziata. Il Sistema pubblico si connota per la lentezza del suo funzionamento, per l’inefficienza complessiva del servizio erogato nonché per la diversa offerta quali-quantitativa da regione in regione. Di contro il Sistema privato si caratterizza per la velocità di accesso, per l’efficienza e efficacia dei servizi erogati, per la possibilità di scelta delle prestazioni più adeguate. La maggiore criticità del privato è determinata dal costo di questo servizio, non accessibile a tutti.

 

Quali provvedimenti ritiene di poter suggerire al prossimo  Governo al fine di migliorare il principio di universalità del Ssn e il suo livello di qualità della sanità italiana, tenendo anche conto che esistono milioni di persone che per ragioni economiche rinunciano alle cure mediche?
Le sfide che dovrà affrontare il Sistema Sanitario Italiano negli anni a venire sono diverse, soprattutto per garantire la sostenibilità e l’appropriatezza. 
Considerato infatti che con l’aumento dell’età media della popolazione, associato al progressivo cambiamento degli stili di vita, si dovranno affrontare una maggiore cronicità delle patologie e una crescita della componente socio-sanitaria della spesa delle famiglie, ritengo indispensabile pensare ora alle azioni da intraprendere per la sanità di domani. A esempio programmi di sanità integrativa.
Il Welfare aziendale in generale potrebbe essere una valida proposta. Le imprese ormai sono sempre più orientate a introdurre programmi di assistenza sanitaria integrativa per i propri dipendenti e le loro famiglie, spinte anche dai risultati incoraggianti che si generano sul clima aziendale e sulla produttività.
Una ridefinizione delle modalità di finanziamento dei sistemi che possano portare ad aggiornare le modalità di rimborso oggi presenti, tenendo conto della qualità e dei risultati di salute come elementi importanti quanto l’universalità e l’accesso alle cure.
La creazione di una sanità di valore, in base alla quale i costi sostenuti devono essere sempre in funzione del bene e del benessere dei cittadini e certificati dalla misurazione dei risultati raggiunti rispetto ai costi sostenuti per ottenerli. 
Insomma una Sanità più giusta e più equa per tutti.

 

Qual è l’importanza dell’innovazione tecnologica nell’ambito della vostra attività aziendale e in quale modo viene garantita?
NGC Medical è da sempre alla ricerca delle soluzioni tecnologiche più innovative sia nel mondo del medical device che in quello delle apparecchiature biomedicali. Con la gestione di oltre 60 strutture sul territorio nazionale siamo partner privilegiati delle aziende che producono tecnologia per la sanità.


In quali progetti innovativi siete impegnati in questo periodo?
Da qualche anno ci stiamo concentrando e investendo parecchie risorse in progetti di partenariato pubblico privato. Nel nostro Paese non ci sono precedenti applicati al modello del Global Service con medical device. 
Inoltre stiamo lavorando all’espansione e all’implementazione del nostro modello di business, anche attraverso partnership con player leader di mercato per differenziare e arricchire la nostra proposta al cliente.


Quali sono gli obiettivi strategici a medio-lungo termine della sua azienda?
NGC Medical, in qualità di market leader sarà sempre più impegnata a diffondere il mercato del Global Service con la certezza che possa diventare una reale ed efficace alternativa alle tradizionali offerte di prodotto e/o di servizio. La creazione di valore per il paziente sarà il “primum movens” di tutte le iniziative di NGC Medical negli anni a venire.