OBESITA', MALE SOCIALE. COMBATTERLA E' UN DOVERE

Di FRANCO BASSETTO

 

In questi ultimi anni l'affermarsi delle tecniche di Chirurgia Bariatrica, ultima fra tutte la Sleeve Gastrectomy, oltre al bendaggio gastrico, il palloncino gastrico, derivazione e/o bypass intestinale, ha comportato un costante aumento di richieste di chirurgia plastica morfologico riabilitativa per i pazienti obesi dimagriti. Tali pazienti infatti, una volta ottenuto un adeguato dimagrimento corporeo, si rivolgono alla Chirurgia Plastica in quanto affetti da: 1) ptosi e rilassamento cutaneo, dovuti alla riduzione dello spessore del tessuto adiposo sottocutaneo e alla perdita di tono dei tegumenti e delle fasce, 2) lipodistrofia residua localizzata refrattaria ad ogni tipo di trattamento medico o fisico.

Tali esiti assumono quindi significato morfologico, ma soprattutto funzionale, in quanto possono influenzare negativamente sia l’attività motoria che l’equilibrio psicologico del paziente, nonché la vita di relazione, compresa la vita sessuale; talora, inoltre, possono essere associati ad altre patologie, conseguenti la procedura bariatrica, quali ad esempio la diastasi dei muscoli retti dell’addome, associata o meno a comparsa di ernie addominali e/o laparoceli, in sede di pregresso accesso chirurgico, eventualità questa che, se non trattata può a lungo andare, complicarsi in ostruzione fino all’ infarto intestinale, con, nei casi più gravi, anche exitus del paziente. Il programma morfo riabilitativo della chirurgia plastica post bariatrica va quindi attentamente discusso e programmato con il paziente.

Attualmente gli interventi chirurgici, che rientrano a fare parte del percorso post-bariatrico del paziente obeso dimagrito, sono riconducibili generalmente ad Interventi di riduzione dell’ampiezza” o ad “Interventi a carico della regione mammaria.

Al primo gruppo appartengono: 1) l’Addominoplastica, associata talora al riposizionamento del pube, con o senza correzione della diastasi dei muscoli retti e delle ernie/laparoceli ad essa correlati, ovvero l’asportazione del tessuto cutaneo e sottocutaneo addominale in eccesso; 2) la Brachioplastica, ovvero l’asportazione dell’eccesso cutaneo e sottocutaneo a livello della faccia mediale delle braccia; 3) la Torsoplastica Circonferenziale, ovvero il rimodellamento corporeo inferiore di addome, dorso e regione glutea; 4) la Gluteoplastica, ovvero il rimodellamento della regione glutea; 5) la Dermolipectomia inguinocrurale, ovvero l’asportazione dell’eccesso cutaneo e sottocutaneo a livello della faccia mediale e laterale delle cosce; 6) la Lipoaspirazione, ovvero l’asportazione mediante cannule, del tessuto adiposo sottocutaneo in eccesso; 7) la Ritidectomia, ovvero il rimodellamento dell’ovale del volto, talora associato anche ad un ritensionamento della regione cervicale.

Tra gli interventi a carico della regione mammaria, sono compresi: 1) la Mastopessi, talora associata a impianto di protesi mammaria, cioè il rimodellamento del seno ptosico mediante riconizzazione della ghiandola mammaria ed eventuale integrazione volumetrica; 2) la Mastoplastica Riduttiva, cioè la riduzione delle mammelle nei casi di Ipertrofia mammaria o Gigantomastia; 3) il trattamento della Ginecomastia, cioè di quella patologia maschile tale per cui vi può essere un’ipertrofia della ghiandola mammaria e/o un’ipertrofia del tessuto adiposo associato ad essa, che rende la forma del seno femminile. 

Tali interventi chirurgici, se effettuati in pazienti obesi dimagriti, sono spesso accompagnati da complicanze, in quanto al calo ponderale non corrisponde una diminuzione del rischio di complicanze trombo-emboliche. Frequenti inoltre sono i rischi di sieromi, emorragie intraoperatorie o formazione di ematomi postoperatori. E’ stato infatti dimostrato che l’assetto vascolare del paziente obeso si ipertrofizza a livello addominale durante l’aumento ponderale per far fronte alla aumentate esigenze metaboliche, permanendo tale nonostante il dimagrimento, e predisponendo il/la paziente ad importanti sanguinamenti intra e postoperatori. Per tale motivo, tali interventi non possono e non devono essere affrontati “a cuor leggero” e dovrebbero essere effettuati in Struttura adeguata munita di Recovery Room, osservazione intensiva post intervento, gestita dal Servizio di Anestesia e Rianimazione. 

Per quanto riguarda invece l’effettuabilità di questa tipologia di interventi, le normative regionali, non sono uniformi da Regione a Regione: tali interventi infatti sono oggetto di una normativa specifica in alcune Regioni, in altre sono rimborsati, in tutto o in parte, senza normative specifiche, in altre ancora sono considerati, impropriamente, interventi a mera finalità estetica.

In linea con le direttive della Regione Veneto, che negli ultimi anni sta sviluppando dei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali al fine di rendere chiaro il percorso del paziente per le diverse tipologie di patologia, l’Azienda Ospedaliera di Padova ha creato un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per il paziente obeso adulto, che identifica gli interventi di chirurgia plastica postbariatrica, come parte integrante del percorso stesso, e di conseguenza a completa rimborsabilità da parte del Sistema Sanitario Nazionale. 

Allo scopo inoltre di fornire al paziente idonee informazioni sugli interventi, e ai chirurghi adeguata formazione, e soprattutto al fine di uniformare le norme di accesso di tali interventi al Sistema Sanitario Nazionale, è nata AICPEO, ovvero l’Associazione Italiana dei Chirurghi Plastici Estetici dell’Obesità. Tale Società (www.aicpeo.it), ramo della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, ha lo scopo di rendere accessibili tali interventi chirurgici in tutte le Regioni Italiane, essendo essi da considerare a scopo morfofunzionale e non impropriamente solo estetico, uniformando la normativa delle diverse realtà Regionali, ed evitando quel “turismo chirurgico” che tale problematica può provocare.