QUANDO LA REALTA' DIVENTA VIRTUALE

Di Danilo Quinto

 

Alessandro Rospigliosi, che ha girato il mondo per i suoi studi e la sua passione scientifica – parla cinque lingue, autore di pubblicazioni scientifiche e divulgative, laureato in Ingegneria Chimica presso la University College London ed il Politecnico di Milano, PhD in Chemical Engineering all’Università di Cambridge, con una tesi sperimentale dal titolo "Migliorare la conducibilità elettrica attraverso il DNA mediante sintesi molecolare" – ha recentemente costituito la “ROSS – Combining Technologies” che propone soluzioni integrate per la realizzazione di contenuti digitali avvalendosi di strumenti e tecnologie avanzate.

 

“Dopo un lungo periodo in Venture Capital sia a Londra che a Milano presso Quantica SGR che, ad oggi, è uno dei pochi fondi che può vantare un’operazione di notevole successo in campo biotech (EOS SpA ceduta alle Big Pharma Clovis Oncology e Servier), negli ultimi anni mi sono occupato degli investimenti esteri per una piccola multinazionale italiana solida e di successo.” racconta Alessandro Rospigliosi. “L’azienda opera nella progettazione e produzione di macchinari e impianti industriali. In questo settore, è prassi consolidata usare strumenti per il rilevamento tridimensionale e la modellazione CAD (computer-aided design). Sfruttando una di queste tecniche di rilevamento ho lanciato, in stretta collaborazione con Proxima Milano Srl, nota società di post-produzione specializzata anche su progetti di realtà virtuale, un proof-of-principle per offrire servizi di simulazione che possono trovare applicazioni in diversi settori.

 

Di quali applicazioni parliamo?

Così come quando siamo passati dalle lettere cartacee all’e-mail è relativamente evidente che ci stiamo dirigendo verso la “digitalizzazione” di ambienti reali e la creazione di contenuti virtuali (non più solamente con strumenti CAD). Questo può avere ripercussioni in molti campi come ad es.: dalla simulazioni virtuali in ambito sanitario alla progettazione/modifica di strutture in architettura, dall’immobiliare alla creazione di nuovi contenuti per il settore dell’entertainment. 

 

Abbiamo quindi partecipato a un bando per presentare un nostro progetto alla prima edizione di Innovabiomed, una fiera dedicata alle innovazioni in campo biomedicale tenutasi a Verona a inizio anno. Il comitato scientifico ha ritenuto questa proposta meritevole e ci ha permesso di presentare una moderna sala di trattamento di radioterapia (RT) usando gli strumenti di Virtual Reality (VR).

 

 

Come avete fatto, in un lasso di tempo relativamente breve, a cogliere quest’opportunità?

 

 “Devo dire che la collaborazione con Proxima Milano Srl e il pieno supporto del reparto di RT oncologica dell’Ospedale di Negrar, per cui ringraziamo sia il prof. Filippo Alongi, primario del reparto, sia i suoi collaboratori che ci hanno fornito il contenuto medico-scientifici, si è rivelato uno di quei casi di collaborazione pro-attiva e positiva “all’italiana”. Quando persone di buona volontà hanno interessi allineati e un obiettivo comune sono capaci di ottenere risultati brillanti. Abbiamo quindi creato un processo digitale di VR training che con gli adeguati supporti informatici (visori, sensori, tracker e workstation) consente agli utenti / studenti di vivere in prima persona un percorso formativo in cui si possono muovere, ascoltare spiegazioni sui diversi strumenti e interagire con un telecomando virtuale – copia perfetta di quello reale. Inserendo protocolli e programmi adeguati si potrà simulare un intero ciclo di trattamento percorrendone le diverse fasi”.

 

Com’è stata accolta dai visitatori e dagli specialisti questa presentazione?

 

“Lo stand è stato senz’altro uno dei più frequentati. Non nascondo che alcuni visitatori possono essere stati attratti dall’aspetto ludico del nostro progetto. La realtà virtuale sicuramente affascina e attrae, ma possiamo anche dire che diversi specialisti hanno apprezzato i nostri sforzi e capiscono i vantaggi di quest’innovazione: il trasferimento del know-how tecnico-scientifico in modo sensoriale per coadiuvare e velocizzare l'apprendimento; la semplificazione e l’accelerazione del training non-tecnico per operatori sanitari (ad esempio per implementare operazioni di best practice, etc.); migliorare la precisione del personale adibito a operazioni delicate; evitare di danneggiare strumenti costosi in fase di formazione; evitare di contaminare ambienti sterili esponendoli a visitatori esterni; permettere la collaborazione tra professionisti in remoto evitando viaggi e spostamenti”.

 

Progetti per il futuro?

 

“Stiamo lavorando per migliorare il nostro prodotto e validarne l’impiego in campo accademico-sanitario. Una volta completata questa prima fase cercheremo di realizzare protocolli e modelli che permettano di andare oltre.

 

Crediamo che la VR sia un canale che si affiancherà a quelli tradizionali (Televisione, Internet, Cinema, Radio, Stampa) e per questo motivo dobbiamo essere pronti a poter creare contenuti virtuali sempre innovativi e renderli utili ai settori di appartenenza”.