BLOCKCHAIN

Di Francesco Mucci

Negli ultimi anni il crescente interesse nei confronti della Blockchain, una piattaforma tecnologica in grado di rivoluzionare e di incitare a grandi cambiamenti in qualsiasi tipo di settore, ha fatto sì che quest’ultima trovasse spazio anche nell’ambito della tutela della Proprietà Intellettuale.

La Blockchain, nata nel 2009 per far circolare in sicurezza le criptovalute come Bitcoin ed Ethereum, consiste in un registro informatico pubblico e condiviso costituito da una serie di client, e può offrire un nuovo modello per la registrazione dei diritti d’autore o dei marchi permettendo a chiunque di rivendicare la paternità di un’opera tramite la sua iscrizione all’interno del registro digitale. 

Attualmente si sta pensando all’attribuzione di una sorta di certificato digitale di autenticità crittografato, mediante una marcatura temporale con l’evidenza di data, ora e codice ID di registrazione dell’opera artistica o intellettuale; che certifichi anche l’identità di chi si dichiari custode o autore dell’opera. Si potrebbe così passare da sistemi di registrazione centralizzati a sistemi decentralizzati in grado di snellire i depositi ed il trasferimento della proprietà in qualsiasi momento.

Sono diverse le start-up che nate con l’obiettivo di sopperire al lento processo di verifica e approvazione dell’invenzione da parte delle autorità regolatorie, e con l’obiettivo di arginare la pirateria informatica, diventata ormai il nemico numero uno degli editori tradizionali e dei broadcaster in genere. Basti pensare alla piattaforma di diritti d’immagine di Kodak in partnership con Wenn Digital chiamata KodakOne, nata con l’idea di creare un registro pubblico crittografato di proprietà dei diritti in esecuzione sulla piattaforma Ethereum adoperando i contratti intelligenti, già in uso nei diversi settori del commercio on line e nelle piattaforme più evolute dove è possibile concludere la transazione con l’utilizzo di procedure completamente automatizzate nel rispetto delle condizioni poste e in assenza di intermediari. Una piattaforma basata sull’architettura blockchain, dove i fotografi e le diverse agenzie potranno regolare i diritti e le licenze d’uso delle loro opere, mediante una nuova moneta virtuale denominata KodakCoin. A tutto ciò si affiancherà una vera e propria battaglia alla pirateria informatica con delle scansioni di internet alla ricerca di violazioni del copyright delle immagini.

Se invece andassimo a porre una lente d’ingrandimento sull’industria della musica, che veicola dati per più di un miliardo di canzoni in streaming al giorno, capiremmo meglio come la tecnologia corra molto più velocemente della normativa e delle leggi sulle royalty. Basti pensare alla battaglia legale dell’etichetta musicale Wixen Music Publishing contro il gigante dello streaming Spotify, condotta per ottenere un risarcimento danni di 1,6 miliardi di dollari, dopo che lo stesso colosso lo scorso maggio pagò un risarcimento di 43 milioni di dollari per le licenze meccaniche e di riproduzione che non erano state versatein precedenza. E proprio per sopperire a tale necessità che è stato creato un progetto pilota per la gestione e ripartizione dei diritti musicali con la startup londinese JAAK che vede coinvolti le principali case discografiche, editori , associazioni per i diritti degli artisti, società dell’industria musicale e distributori. Tra i nomi più noti al progetto ci sono Warner, BMG e tanti altri.

Forse l'aspetto più importante della tecnologia Blockchain è la possibilità di verificare le transazioni in ogni fase della catena. Un esempio è VeChain Thor, il più grande importatore cinese di vini pregiati, che mediante la combinazione della tecnologia Blockchain con la tecnologia a radiofrequenza RFID, consente di eliminare la contraffazione al dettaglio e risolvere i problemi legati al settore della gestione della catena di approvvigionamento con una soluzione all-in-one per il monitoraggio degli articoli. Il tag RFID ha lo stesso scopo del codice a barre o della banda magnetica sul retro di una carta di credito, ovvero quello di fornire le informazioni di identificazione dei prodotti tramite la loro scansione. 

Waltonchain è un altro progetto con obiettivi simili, che dopo aver stretto una partnership con il gruppo Alibaba, uno dei più grandi siti di e-commerce al mondo e una delle società più famose a livello globale con sede in Cina, come membro della loro IoT (Internet of things) Connectivity Alliance per formare sistemi facili ed efficienti che incoraggeranno la crescita del settore.

I benefici della Blockchain nella sfera della proprietà intellettuale sono immensi, e offrono una strada dove ci saranno meno controversie dovute alla prova dell’autenticità dell’opera con modalità più veloci. Seppur nelle sue fasi iniziali le numerose sfide sembrano trovare tuttavia il maggior potenziale catalizzatore, per l’adozione della tutela della proprietà intellettuale basata su Blockchain, nelle organizzazioni legali governative.