PER BAT, ITALIA SEMPRE PIU’ STRATEGICA

Di Carlo Buonamico

 

British Andrea Conzonato è presidente e amministratore delegato di British American Tobacco Italia, che ha previsto un piano di investimenti in Italia da  un miliardo di euro nel quinquennio 2015-2019.


Dottor Conzonato, qual è la ragione per cui il nostro Paese rappresenta un focus importante che giustifica questi investimenti?
L’Italia è una realtà strategica per il Gruppo British American Tobacco (BAT): è il secondo mercato in Europa, dopo la Germania, e tra i primi 15 mercati al mondo. Il piano di investimenti di BAT in Italia, avviato nel 2015, ammonta a un miliardo di euro in 5 anni (2015-2019). A oggi (2015-2017) sono già stati investiti 616 milioni di euro, di cui 200 solo nel 2017 per l’acquisto di tabacco di alta qualità Made in Italy (20 milioni, proveniente dalle regioni Veneto, Toscana, Umbria e Campania) e di macchinari industriali (120 milioni nelle aziende situate nelle province di Treviso e Bologna) mentre, sempre lo scorso anno, oltre 60 milioni sono stati spesi in attività di marketing, distribuzione e ricerche di mercato su tutto il territorio nazionale. Anche per il 2018 si prevedono investimenti consistenti e in linea con gli anni precedenti (circa 200 milioni, ndr). Siamo inoltre orgogliosi che l’Italia sia il primo Paese al mondo in cui BAT è presente con la sua gamma più completa di prodotti di nuova generazione, dalle sigarette elettroniche Vype a glo, il nostro nuovo e più innovativo prodotto a tabacco riscaldato a potenziale rischio ridotto, rispetto al fumo. Dal 2012, a livello globale, abbiamo investito oltre 2,5 miliardi di dollari nei nostri prodotti di nuova generazione.


La parte principale degli investimenti (120 milioni di euro nel 2017) è destinata all'acquisto di macchinari e servizi di installazione, avviamento e manutenzione. Di che si tratta esattamente?
Scegliamo e investiamo nei migliori macchinari per le nostre 45 fabbriche dislocate in tutto il mondo. L’eccellenza, lo spirito innovativo e l’elevato livello tecnologico raggiunto dalle aziende italiane che producono macchinari industriali hanno fatto sì che l’Italia diventasse il primo fornitore di macchinari per il Gruppo BAT. Dalla manifattura al packaging, dalla produzione di filtri innovativi fino a strumenti per la lavorazione del tabacco.


Il mercato del tabacco rappresenta per lo Stato una "riserva" da cui attingere in caso di necessità di cassa, grazie alle accise. Quali sono le vostre previsioni in tal senso in relazione al nuovo Governo?
È indubbio che il mercato del tabacco contribuisca notevolmente agli introiti statali. BAT Italia, tra Iva e accise, versa ogni anno tre miliardi di euro nelle casse dell’Erario. L’aumento delle accise è un dato di fatto, accade ogni anno: il punto non è tanto il quando, ma il come e il quanto. Quello che chiediamo è una corretta programmazione, la prevedibilità della tassazione. In pratica, che si possa definire un calendario fiscale delle accise che dia certezza al regolatore (di quanto incasserà l’Erario) e agli operatori (di quanto pagheranno). Noi non contestiamo l’aumento delle tasse in sé ma crediamo che, per garantire la sostenibilità del mercato, la prevedibilità e la certezza di gettito per l’Erario, sia necessario definire un calendario fiscale così da rendere più efficaci eventuali interventi sulla tassazione, mantenendo l’equilibrio del mercato. Auspicabilmente, anche attraverso il coinvolgimento degli attori della filiera. Un calendario fiscale certo aiuterebbe a ridurre la discrezionalità e ad aumentare la capacità di investimento dei grandi player. Il modello a cui ci ispiriamo è quello tedesco, dove l’aggravio di fiscalità è indicizzato all’inflazione programmata. Sarebbe inoltre un modo per sottrarre elementi di discussione e confronto anche aspro sul tema delle accise. Si evoca spesso il tema della cosiddetta lobby: ove vi fosse un calendario di aumento pluriennale della fiscalità sul tabacco, nessun player avrebbe la necessità di sollecitare le Istituzioni ad approfondire, valutare e verificare le conseguenze di uno strappo fiscale importante e improvviso. Cioè quanto è accaduto nel 2017 sull’onda della ricerca di coperture per la “manovrina” di primavera.


Ad aprile Bat ha lanciato glo™, una nuova alternativa per i fumatori adulti: un prodotto a tabacco riscaldato che, grazie a una temperatura di utilizzo di 240 gradi, riduce sensibilmente le conseguenze derivanti dalla combustione a 900 gradi, tipica delle sigarette tradizionali. Che vantaggi ci sono per la salute degli utilizzatori?
glo è un dispositivo che riscalda - senza bruciare - a circa 240 gradi centigradi degli stick di tabacco fabbricati appositamente e, grazie all’assenza della combustione propria delle sigarette tradizionali, è un prodotto a potenziale rischio ridotto: infatti, il vapore formato dal riscaldamento dei suoi speciali stick contiene dal 90% al 95% in meno di sostanze tossiche (quelle che abbiamo misurato ad oggi) rispetto al fumo. glo produce anche meno odore, in quanto emette vapore di tabacco anziché fumo e non produce cenere. Anche se siamo consapevoli della necessità di studi a lungo termine, le ricerche scientifiche di cui disponiamo a oggi ci confermano che la tecnologia sviluppata per glo potrebbe ridurre significativamente i rischi per la salute rispetto al fumo.


glo utilizza stick di tabacco. Qual è la differenza rispetto a una sigaretta tradizionale? Quale impatto potrebbe avere il successo di questo prodotto sulla domanda e sull'offerta di tabacco in Italia, considerato che Bat utilizza tabacco coltivato nel nostro Paese?
glo usa degli stick di tabacco sviluppati esclusivamente per questo prodotto dagli esperti miscelatori e dai creatori di aromi di BAT, per offrire ai consumatori il gusto autentico del tabacco. Rispetto a una sigaretta tradizionale, il tabacco, di qualità Virginia, viene lavorato in modo diverso, con un processo che permette di incorporare livelli ottimali di glicerina che consentono, attraverso il riscaldamento dello stick a circa 240° centigradi, la formazione del vapore. BAT ha l’ambizione di generare oltre un miliardo di sterline dai prodotti di nuova generazione entro la fine del 2018 e di aumentare questa cifra a più di cinque miliardi entro il 2022. Anche con questi ambiziosi obiettivi di crescita per la categoria NGP, riteniamo che le sigarette rimarranno una parte significativa della nostra attività per molti anni a venire, anche come fonte di finanziamento per lo sviluppo dei nostri prodotti di nuova generazione. Saranno i consumatori a decidere. Inoltre, penso sia importante precisare che il nostro ampio portafoglio di prodotti innovativi si basa su quelli a tabacco riscaldato, che prevedono l’utilizzo di tabacco in foglie lavorato, e sui prodotti da vaping, per i quali è necessaria l’estrazione della nicotina dalle piante di tabacco. Per il prossimo futuro, quindi, non prevediamo alcun impatto sulla domanda di tabacco in Italia. Nel 2017 abbiamo acquistato 4.500 tonnellate di tabacco lavorato investendo 20 milioni di euro. Lo stesso è avvenuto nel 2015 e nel 2016 e, oggi, confermiamo il nostro impegno anche per il 2018.


glo produce anche minori quantità di monossido di carbonio, di anidride carbonica, di ossido e biossido di azoto: quali i vantaggi per l'ambiente?
I nostri scienziati hanno studiato gli effetti dell’uso di glo anche in ambienti chiusi, comparandoli con quelli del fumo di una sigaretta. Gli esperti della UK’s Building Research Establishment hanno adoperato dei volontari ai quali è stato chiesto di utlizzare glo o di fumare delle sigarette in una stanza che simulasse ambienti domestici, uffici oppure ospedali. Le sigarette possono introdurre elementi tossici e odori nell’aria sia attraverso la parte della sigaretta soggetta a combustione, responsabile del maggior numero di tossine, sia attraverso il fumo esalato, mentre glo non ha un’estremità che brucia e non produce cenere né fumo, ma vapore. Durante il suo utilizzo, glo genera un vapore composto pricipalmente da acqua, glicerina, nicotina e aromi: le sue emissioni, rispetto al fumo di sigaretta, in base agli studi disponibili non sembrano avere un impatto sull’ambiente circostante e appaiono in linea con il WHO outside air quality standard. Ferma restando la necessità di studi a lungo termine.


Un'ultima battuta sulle attese: quale quota di mercato vi aspettate possa raggiungere glo nei primi due anni dal lancio?
In meno di un paio di anni, l’offerta dei prodotti del tabacco riscaldato ha iniziato ad arricchirsi e, come suggerisce un nostro studio interno, i prodotti a tabacco riscaldato sembrano essere decisivi nelle dinamiche di crescita e nella composizione del mercato del tabacco futuro, come alternativa alle sigarette tradizionali. Secondo le nostre stime, il solo mercato del tabacco riscaldato aumenterà fino a raggiungere un valore di 15 miliardi di sterline nel 2020 (Cpto, consumer price turnover), rispetto ai cinque attuali. Oggi glo è presente, a parte l’Italia, inizialmente nella sola città di Torino, in Canada, Corea del Sud, Romania, Russia, Svizzera e Giappone. E contiamo di estendere la presenza di glo in 20 Paesi entro la fine dell’anno. A Sendai – una delle più grandi città del Giappone e la prima al mondo in cui il prodotto è stato introdotto, alla fine del 2016 – già un fumatore su dieci è passato a glo. In pochi mesi glo ha raggiunto il 4,3% del mercato del tabacco nipponico e il 20%, in crescita, del mercato dei prodotti a tabacco riscaldato.