Dall'Italia, Nicola Ryan Carrassi punta sui giovani cervelli creativi del mondo

Nicola Ryan Carrassi
Nicola Ryan Carrassi

DI CATERINA DEL PRINCIPE

 

Negli Stati Uniti è uno sceneggiatore/produttore considerato geniale, che ha collezionato nomination a premi importanti, e che rappresenta uno dei pochi italiani capaci di scrivere soap opera che scalano la classifica Nielsen. In Giappone, con venti anni di anzianità nel business dell’animazione, e non solo, è considerato con grande rispetto, e ancora oggi è interpellato dalle più grandi case di produzione, quando si tratta di sbarcare in Europa con nuovi prodotti.

 

In Italia ha lavorato per le principali e più importanti aziende della comunicazione e dell’intrattenimento: dal trionfo dei Pokémon al concerto di Venezia di Ennio Morricone. Dalla fondazione della prima web tv europea (1999), con Giuseppe Mascitelli ad Alboran, (Mediolanum Comunicazione), alla direzione di TGCOM Teens, (con una media di un milione di pagine viste nel 2000). E ancora, nel resto del mondo, per la precisione in oltre 35 paesi, si è distinto come sceneggiatore, scrittore, creativo, consulente strategico, che ancora oggi lavora per le principali multinazionali dello show biz. Se aggiungiamo che è anche un giornalista, un ghost writer, un autore musicale, con un passato come attore e doppiatore, probabilmente siamo prossimi alla trappola del 'fa un po' di tutto e niente'. E' difficile, infatti, in una società che ha bisogno di 'etichette' ed è sostanzialmente abitudinaria, inquadrare una figura come quella di Nicola 'Ryan' Carrassi, (conosciuto anche come ‘Nicola Bartolini Carrassi’, in Italia, e negli USA come ‘Ryan Carrassi’). Dotato di carisma, leadership e un'attitude molto apprezzata negli States -suo primo paese di adozione, seguito dal Giappone- ha fatto della versatilità e della genialità i sui marchi di fabbrica, eccellendo in campi che vanno dall'arte creativa all'imprenditoria, dalla scrittura all’innovazione. A 47 anni appena compiuti, Nicola 'Ryan Carrassi' vanta 30 anni di carriera, durante i quali ha fatto il giro del mondo per due volte, e ha dato vita ad una carriera ‘mostre', non solo originale e difficilmente replicabile, ma 'pesante' anche per la persona che è oggi. 'Dopo aver vissuto per lavorare, ora lavoro per vivere: mi guardo alle spalle, e mi chiedo come possa aver prodotto un volume di lavori, creazioni etc... che mi lascia basito.”, ci dice Carrassi senza ombra di falsa modestia, ma con uno stupore genuino e spontaneo. “In vari magazzini conservo per annate i lavori principali: le poche volte che mi sono trovato a sfogliare un raccoglitore o a vedere dei video, sono rimasto sconvolto: davvero io ero quel 'pazzo'? Come ho fatto a fare tutte quelle cose? La conclusione è che sia stato per anni in un mood di mania/ipomania performante, e, indubbiamente, un po' scollato dalla realtà: non ho mai temuto nulla, non sono mai sceso a compromessi, mai data una mazzetta, mai presa una. Avevo un ego che faceva provincia? Macché, 'universo'. E già da questo esordio, capiamo che probabilmente, ‘come lui ne esistono uno su un milione’, come disse la sua 'musa' e ispiratrice Alessandra Valeri Manera, capo struttura della fascia ragazzi Mediaset, che Nicola affiancò in giovane età, firmando alcuni dei più grandi successi di Canale 5, Italia Uno e Rete 4 della fine anni '80 al 2001. E anche la stampa estera ne ha sempre riconosciuto i meriti: dall’Hollywood Reporter, a World screen News. Il concetto più evidenziato è sempre stato quanto Carrassi fosse carismatico e orientato ad un 'attitude' vincente.



I primi anni di carriera in tv ripercorsi con Petra Loreggian (RDS) e Giampaolo Gambi (Detto Fatto)


Una carriera ‘monstre’ e un know how’ sterminato. C’è quasi da aver paura o da pensare a un bluff…

 

‘Se non avessi anche bluffato, senza spinte e raccomandazioni a differenza di altri, certo non sarai riuscito a fare ciò che ho fatto. Anche io stento a credere a tutto questo, oggi… Ho esordito nello spettacolo a 14 anni, alternando l’attività artistica alla scuola. Poi ho affiancato alla conduzione e all’attività di doppiatore quella di giornalista per la carta stampata, e quelle di adattatore, traduttore e direttore dei dialoghi per il doppiaggio; sono successivamente arrivate le opportunità manageriali, tra tv e cinema, e quella di autore di libri, di sceneggiatore per il cinema e film tv, live e animati, in Italia, ma soprattutto all’estero. Sono sempre stato sulla linea di confine, davanti e dietro ai riflettori. Anche perché - a differenza di oggi- non sono mai stato bravo a fare una sola cosa in un solo ambito, avevo bisogno di stimoli simultanei, che compensassero anche il mio entusiasmo mutevole. Quando mi stancavo di una cosa, facevo le altre due, e viceversa, in un groove continuo, senza mai fermarmi. É come se dagli esordi avessi ‘guardato’ all’America, dove la versatilità e l’eccellenza in più campi sono lo standard. In realtà dovevo fare i conti con entusiasmi, energie, umori, percezioni sempre trascinati all'ennesima potenza. Era come stare sulle montagne russe: avevo bisogno di continui stimoli, carburante da bruciare, mete da conquistare. Questo lo dico con il senno di poi, dando ‘ordine’ a un trentennio vissuto in totale incoscienza, alla massima velocità, senza grandi riferimenti, che non fossero -inconsapevolmente- l’onestà intellettuale, e un ‘candore’, molto nascosto, ma non tenuto a freno. Il mio tallone di Achille: un aspetto fondamentale del mio carattere che ho dovuto mantenere ben nascosto... Arrivai ad invidiare chi aveva il 'pelo sullo stomaco', perché a me manca ancora oggi. Mi creai un personaggio, osservando gli altri imparai ad imitarli, a comportarmi come loro, ma alla fine il mio vero carattere emergeva sempre, e anche il mio non essere disposto a scendere a compromessi ha bloccato la mia carriera. La mancanza di raccomandazioni ha fatto il resto. Altrimenti a quest'ora sarei ancora in molte aziende dove ho scalato le gerarchie in breve, grazie ai risultati ottenuti, oggettivamente dimostrabili. Ma sarei infelice. Alla fine le cose sono molto più semplici, è bello mostrare e valorizzare anche le proprie vulnerabilità, che non necessariamente devono essere vissute come un limite o una vergogna: anzi. Conoscere me stesso, prendermi per mano, e volermi bene è stata la cosa migliore che abbia fatto nella mia vita. L'ho fatto tardi, dopo i 35 anni. Ma l'ho fatto. E tutto il resto è passato in secondo piano, nel mucchio delle cose 'impermanenti', che non hanno alcuna importanza. Bisognerebbe insegnare a scuola tecniche di Mindfulness, di consapevolezza, di reale valorizzazione di se stessi e dei propri talenti, lontano dalla competizione e da un mondo impazzito dove devi emergere per forza a tutti i costi

 

I primi anni di carriera in tv (2^parte) con Petra Loreggian (RDS) e Giampaolo Gambi (Detto Fatto)


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Il tuo passato è ingombrante?

 

Si, lo è stato. Poi l’ho lasciato andare. ‘Con il passato ci facciamo il sugo’… (ride). Lo volevo fare e l’ho fatto. Ora sono cambiate le priorità. Non devo compiacere neppure il mio ego. Non sento l’esigenza, o almeno non più, di un ruolo sociale. So chi sono, non devo dimostrare più nulla a nessuno, anzi come ho detto prima, è un falso problema, è un obbligo che impone la nostra società. Neppure a me stesso: ormai mi conosco e mi sono preso per mano. E, sinceramente, non ho più sentito l'esigenza nei confronti di chi mi ha bullizzato da bambino. Non nego che per anni, la voglia di rivalsa verso chi mi prendeva in giro, mi insultava, ridicolizzava, dicendo che non avrei mai potuto lavorare in tv o diventare ciò che desideravo, è stata un carburante eccezionale per rimboccarmi le maniche e costruire una carriera multipla. Sforzi e sacrifici ripagati, ma oggi li ritengo troppo esagerati. Rifarei tutto. Ma auspico che un giorno le persone facciano il loro percorso per se stesse, e non anche per 'dimostrare' qualcosa a quattro cretini che si coalizzano ma in realtà se la fanno sotto più di te, e non hanno un millesimo del tuo talento.  


Carrassi ospite di Bruno Vespa a 'Porta a Porta' presenta il film '2012' da lui co prodotto e sceneggiato


Ai tuoi tempi si parlava poco dell’argomento… Il bullismo non ti ha distrutto, ma dato il carburante per spingere ancora di più sull’acceleratore e realizzare i tuoi sogni. Eppure pochi anni fa sei stato coinvolto in un caso di cyberstalking.

 

Il bullismo subito da bambino ha lasciato ferite profonde, che hanno condizionato molto la mia esistenza. Ora sono ‘fiori’ del mio giardino: #mylifeinbloom non è solo uno slogan. Prima ho vissuto per il riscatto, ora coltivo compassionevole mindfulnes. Per quanto riguarda il cyberstalking, bisogna considerare che occupato com’ero nei mie viaggi fisici e… mentali (!), Non mi ero mai occupato della mia “reputazione digitale” finché non scoprii che c’erano ben 38 profili fake, usati da un piccolo ma agguerrito gruppo di “ossessivi fobici” - giudizio dello psichiatra forense - che si “divertivano” a pubblicare a mio nome, oppure a vandalizzare la voce su di me in Wikipedia. È stato orrendo. Ma, proprio per il mio passato e per il mio temperamento, ho le spalle larghe. Per questo sono e sarò in prima linea contro ogni prevaricazione, discriminazione e violenza, fisica e verbale. Non dimentichiamoci poi che i bulli o gli stalker devono si essere fermati, ma che sono forse messi peggio delle loro vittime. Sono persone disfunzionali, che sfogano le proprie frustrazioni su altri, che sembrano grandi e grossi, ma che hanno solo paura. Senza dimenticare che alcuni hanno delle vere e proprie patologie che devono essere curate. Ciò che ho imparato sul campo, avendo la possibilità di collaborare con staff d'eccellenza, è che si aiuta la vittima del bullo, e poi il bullo. Che solitamente, anche se non sembra, è quello che è messo peggio!

 

In una delle tue ultime interviste affermi di aver avuto la fortuna di aver vissuto almeno tre esistenze…

 

«Ho avuto molto dalla vita, e sono riuscito a trasformare tutti i miei desideri e sogni, anche di bambino e adolescente, in progetti di vita. Ho fatto ciò che ho voluto, quando ho voluto. Ho messo la carriera davanti a tutto, questa è stata la prima, egoica, esistenza. La seconda è arrivata quando sono diventato ‘Ryan’, la mia nemesi. Hollywood, il potere, il denaro… La voglia di scoprire che cosa non ho vissuto da adolescente (sono andato in discoteca la prima volta a …30 anni!!); Una salita sino alle stelle con relativa caduta. Questa è stata la seconda esistenza. A 45 anni ho realizzato che avevo contribuito anche troppo abbondantemente al mio ego: era arrivato il momento di dedicarmi agli affetti, alla qualità della vita mia e del prossimo, alle piccole cose della vita. Continuo a impegnarmi in numerosi campi, ma non ho più intenzione di sacrificare tutto all’affermazione personale. La meditazione e il buddismo non settario hanno spalancato, sorprendentemente e inaspettatamente, le porte della mia terza esistenza. Sono grato all’universo per tutto questo».

 

In tanti anni hai conquistato la fiducia di grandi nomi di Hollywood, sia tra gli artisti -attori, registi, produttori- sia tra le multinazionali dell’intrattenimento e della comunicazione, gruppi come Comcast, Disney, Fox… Per non parlare del ruolo che ti sei costruito in Oriente

 

Per quanto riguarda Hollywood, lì, come dice Muccino, conta quanto hai, quello che fai e quello che hai fatto ieri. Continuerò per questo a prendermi cura del rapporto umano, raro e prezioso, costruito con artisti e maestranze proprio sulle basi opposte alle regole dello showbiz, (specifica che lui non frequenta attori e registi, ma persone. Per questo ha amicizie ventennali con icone del cinema e della musica che lo trattano come uno di casa, e che lui ricambia con totale riservatezza, e pura ‘fratellanza’). Sono poi estremamente onorato della per la stima che mi si riconosce in Giappone e in buona parte dell'Oriente. Nel paese del Sol Levante, più invecchi e più hai esperienza, più sei rispettato, al contrario di quanto avviene in Occidente. E sono grato anche alla Korea ed alla Cina,  che mi hanno accolto con entusiasmo e fiducia. Non ho intenzione di sparire, ma di avere esperienze meno frequenti, ma ancora più soddisfacenti e intense». 

 

Ti sei distinto anche come imprenditore: hai lavorato per tantissime aziende pur mantenendo la tua indipendenza e le tue 'compagnie'

 

Ho sempre rifiutato l'assunzione. Mi avrebbe fatto sentire come una catena al collo, e magari mi sarei 'seduto' sugli allori, perdendo gli stimoli. Quando arrivai a fare cinema, l'azienda, dopo un anno, mi offrì l'assunzione. Beh ci misi sei mesi a firmare il contratto. Non nego che fosse bellissimo avere giorni di ferie e di malattia pagati, tredicesima e quattordicesima mensilità etc etc. Il fatto è che in tutta la mia vita lavorativa, avrò fatto un centinaio di giorni di malattia, e nessuna vacanza, almeno sino a quando non ho avuto 35 anni. Quindi si, anche se tornassi indietro vorrei la mia partita Iva e la possibilità di andarmene da un posto nel caso mi stancassi o non avessi più stimoli.

 

Le tue avventure professionali sono state tante, almeno quanto i format, e le produzioni che hai firmato e che sono state distribuite e tradotte in oltre 35 paesi

 

Dalla Happy Team fondata nel 1987, alla 7Teen, leader del mercato ragazzi con clienti come Harlequin Mondadori, l'AC Milan, TGCom Mediaset, Panini Editore, RTI, De Agostini, e...moltre altre. Passando poi a Rco con l'espansione in europa, e ad HTG ora operativa in tutto il mondo. Ho avuto tutto ciò che ho desiderato, quando lo ho voluto. Ho trasformato tutti i miei sogni e desideri che avevo da bambino in progetti di lavoro reali. Ho peccato di felicità, ho avuto molto potere e popolarità -forse troppo presto per gestirli al meglio- e ho pagato tutto questo sacrificando la vita privata, rinunciando ad avere una famiglia, affetti e una vita privata. Quando arrivai al doppiaggio, feci una velocissima carriera, che ancora oggi non mi viene perdonata, da quelli che continuano a fare tutt'ora esattamente ciò che facevano trent'anni fa, calma piatta, orizzonti oscurati. Dava molto fastidio che un ragazzino senza raccomandazioni fosse così intraprendente e vincente. Ho dovuto costruirmi una corazza, fingere di avere il pelo sullo stomaco, come in realtà non ho mai avuto. Non ho avuto né sconti né agevolazioni. E senza protezioni da parte di politici o di altra natura, ho fatto la differenza lavorando tutti i giorni dell'anno, pasqua, Natale, e intere estati. Ed è solo grazie a questa presenza continua e ai successi che ho ottenuto che ho potuto costruire una carriera variegata, ma pagata col sangue. Poi un giorno mi sono detto che se avevo da dimostrare qualcosa a me o agli altri, ormai lo avevo fatto. E poi qui in Italia più hai successo, più sei specializzato, più macini successo e consensi meno ottieni. Non c'è proprio traccia della meritocrazia che ho trovato negli Stati Uniti, o il rispetto che c'è in Giappone. 


Progetti per l’immediato?

 

Ho assistito alla decimazione di Aziende dove sono cresciuto, ho visto licenziare in tronco e lasciare a spasso i migliori manager che hanno fatto grande intrattenimento e cultura nel nostro paese. Sono qui fisicamente, ma il mio lavoro è all’estero. Non solo in Europa, negli States e in Giappone. HTG World Alliance, l’alleanza tra aziende che ho fondato tre anni or sono, è presente in 29 paesi nel mondo. Esattamente come il Ryancreation Creative Cove, che riunisce oltre 400 creativi da tutto il globo. In ogni caso il mio ruolo è legato a pochi e selezionati progetti: dal 2012 ad oggi ho iniziato un cammino che mi ha portato a ritirarmi parzialmente,  così da dedicarmi -finalmente- alla famiglia, agli affetti, a me stesso e alla mia spiritualità. Lavoro da casa, tra il mare aperto e i boschi alle spalle, viaggio pochissimo (Carrassi passava dai tre ai sei mesi all'estero). Tutto questo ha anche influito sulla salute. A vent'anni ho passato dei periodi lavorando anche 20 ore al giorno. Avevo un grande ego e molte energie. Ora non ho più il fisico - ride- e nessuna intenzione di sopportare il carico di lavoro e stress come ho fatto per oltre 25 anni. Spazio ai giovani!  



Ultimamente è stato un piacere lavorare con il Maestro Enzo Draghi e con tutti i suoi estimatori per il progetto Golden Age, e anche con l'amico fraterno Alessandro Porcella di Pa74Music... Insieme a lui e Enzo, con Raffaele Bernochi di 'AMEMI...Onlus' abbiamo poi avviato 'Anime di Cuore', un'operazione che unisce la passione dei cartoni animati più amati degli anni '80 e '90 alla raccolta fondi per progetti benefici. Abbiamo già fatto donazioni al Gasla di Milano e alla Lega Fibrosi cistica della Lombardia. Sono felice di poter recuperare i 'memorabilia' accumulati sin dall'inizio della mia carriera e trasformarli in aiuti concreti per chi ha bisogno. Ora che ho superato la boa dei trent'anni di carriera, è l'ora che restituisca al mondo ciò che mi è stato donato. Il resto delle mie giornate è costituito da lunghe passeggiate con il mio cane Tico, magari facendo 'bagni nel bosco', (Nicola pratica lo Shirin-Yoku, patica riconosciuta dalla medicina preventiva nipponica), o nel mare, che tutto unisce.

 

Nicola dedica molto spazio anche alla meditazione -pratica il buddismo non settario; quindi non quello che va di moda adesso tra Vip e non-, allo studio per l'ordinazione da monaco, ('non lo diventerò probabilmente mai" ci racconta sereno Carrassi, ''ma come molti altri ho il desiderio di approfondire la storia e l'esercizio dei precetti del Buddismi Vietnamita, percorrendo il percorso di chi si prepara all'ordinazione come monaco), alla lettura, (legge tre/quattro libri al mese ed è onnivoro), alle attività di counseling pro bono, (per aiutare i giovani esordienti), e a numerosi impegni per attività no profit, oltre a quelle già citate, (dalla difesa del pianeta, ai diritti degli animali, al supporto di Save The Children, Medicinema, e molte altre ancora). 

 

Ci salutiamo ricordando una citazione di Albert Pike: “Ciò che abbiamo fatto solo per noi muore con noi; ciò che facciamo per gli altri e per l’umanità rimane ed è immortale”.

 


Un nome, anzi due, che hanno generato un collettivo e due 'marchi di impresa' presenti in tutto il mondo.

Il logo del collettivo di creativi presenti in tutto il mondo che ha raccolto l'eredità artistica e la cifra stilistica di Carrassi
Il logo del collettivo di creativi presenti in tutto il mondo che ha raccolto l'eredità artistica e la cifra stilistica di Carrassi

A cura di Marco Soldà

 

 

PROLOGO

"Ryan Carrassi" è stato dal 2003 al 2013, nella sua accezione, uno pseudonimo multi-uso - una "reputazione distintiva" - adottato in modo informale e condiviso da decine di artisti in Italia e nel mondo, attenti alla filosofia e alla qualità, che hanno 'firmato' produzioni, prima kids e teens -poi a targert allargato- rispettando la tradizione di etica e creAttività generata in oltre 25 anni di attività accumulati dall'artista e creativo Nicola Carrassi, fondatore del Collettivo.

I volti dei primi 12 membri del collettivo, presenti dalla sua nascita
I volti dei primi 12 membri del collettivo, presenti dalla sua nascita

GENESI

Lo pseudonimo, o nome d'arte, "Ryan Carrassi" nasce nel 1999, quando a Los Angeles è adottato per la prima volta dal creativo, produttore, scrittore e imprenditore Nicola Carrassi, per distinguere i propri lavori statunitensi, da quelli realizzati sino ad allora in Italia e in Europa. Carrassi utilizza lo pseudonimo come nome alternativo a Nicola Bartolini Carrassi, sino al 2003. Al termine del 2004 seguono un anno sabbatico ed uno di ricerca, e nel 2006, Nicola cede il nome d'arte "Ryan Carrassi", che già da anni (dal 2003) è divenuto, sia uno pseudonimo condiviso, sia un marchio d'impresa parallelamente e contemporaneamente utilizzato da numerose aziende, in Europa e Stati Uniti.

Nasce poi RCO EUROPE che acquisisce l'uso non esclusivo di "RyanCarrassi" e 'RyancreatioN', e successivamente di 'Nicola Bartolini Carrassi', come marchi.

Nel 2013 i marchi 'Ryancarrassi', 'Ryancreation', 'Nicola Bartolini Carrassi divengono proprietà della HTG che li condivide con RCO. Continueranno ad utilizzarli, così da perpetuare l'eredità creativa e filantropica dell'artista. 

 

I membri del collettivo sparsi nel mondo sono oltre 400
I membri del collettivo sparsi nel mondo sono oltre 400

ANNI RECENTI

Il 5 Novembre 2015, rinnovando l'entusiasmo, la filosofia e l'esercizio dell'eredità artistica e produttiva, il collettivo assume, contemporaneamente alla sua espansione nel mondo l'identificativo 'Ryan Creation Fluid Creative Cove', che sostituisce l'uso di 'Collettivo Creattivi RyanCarrassi'. Il secondo pseudonimo, Nicola Bartolini Carrassi, viene invece quasi totalmente dismesso come pseudonimo e come marchio tracciando una linea di demarcazione con il passato kids e teen nato durante gli anni Fininvest/Mediaset. Si archiviano così 15 anni di leadership nel mondo del doppiaggio, dell'editoria, del marketing e della creatività, rivolte al solo pubblico infantile o di nicchia.


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