Allo spot serve uno sguardo

 

LA TECNOLOGIA MORPHCAST, MESSA A PUNTO DALL’ITALIANA CIMMY DOPO TRE ANNI DI RICERCA, PERMETTE DI GIRARE FILMATI NON LINEARI:
SI MODIFICANO A SECONDA DI ALCUNE VARIABILI 

di Giampiero Moncada

 

Dopo gli spot su Internet diversificati a seconda del profilo socio-economico di chi li osserva, adesso arriva lo spot che cambia a seconda… dell’espressione del nostro viso! È Morphcast, tecnologia dell’italiana Cynny messa a punto dopo tre anni di ricerca.

L’invenzione, che in realtà è un progetto nel quale confluiscono diversi brevetti registrati dalla Cynny, è stata messa a punto da un’equipe guidata dal fiorentino Stefano Bargagni, dal 1979 imprenditore nel campo dell’innovazione tecnologica. Tra gli esperti di information technology, è famoso per essere stato il fondatore di Chl, la prima azienda italiana in grado di assemblare un personal computer secondo la configurazione stabilita dal cliente on line. Trasformando, con una sola mossa, il commercio elettronico, i cicli di produzione dei pc e la distribuzione commerciale. 

Se Morphcast avrà il successo atteso, si potrà parlare di una rivoluzione nella pubblicità on line, che è poi il settore con i maggiori tassi di crescita in questo momento. 

Ore 12 Italia ha incontrato Bargagni, per capire meglio che cos’è e come funziona questa novità tecnologica e quali sono le sue prospettive economico-finanziarie. 

 

  • Partiamo dal definire che cos’è Morphcast e a chi può servire.
  • È una piattaforma che permette di far girare all’interno di un sito o di una app dei filmati “non lineari”, ovvero che si modificano a seconda di alcune variabili. La più significativa di queste variabili è sicuramente l’espressione del viso dell’utente che sta guardando il filmato, ma potrebbero anche essercene altre come l’orario in cui il filmato viene visualizzato o l’area geografica nella quale si trova l’utente.
  • In altre parole, un filmato viene programmato con diverse possibilità di evoluzione. E il software che voi avete elaborato decide quale di queste opzioni mostrarmi a seconda che io abbia un’espressione allegra, triste, perplessa e così via?
  • Sì, per semplificare direi di sì. E questo ha un impatto immediato sul mondo dell’advertising, ovviamente, il cui obiettivo è di calibrare il suo messaggio il più possibile sulle caratteristiche dell’utente che lo sta ricevendo. Direi che questa è una rivoluzione epocale perché per la prima volta modifica il filmato “lineare”, ovvero una storia nella quale la sequenza di avvenimenti è determinata prima e non può essere modificata. C’era stato qualche esperimento di interattività, ma la tecnologia che la consentiva non è sopravvissuta. Oltre al mondo della pubblicità, comunque, ci sono altri ambiti nei quali questa tecnologia si può rivelare utilissima. Per esempio quello della formazione a distanza.
  • Ma che cosa c’è dietro questa specie di magia?
  • Innanzitutto, un lavoro di ricerca sull’intelligenza artificiale che il nostro team ha iniziato nel 2015 insieme a due atenei. E comunque si parte dagli algoritmi che sono stati elaborati dalla ricerca a livello universitario negli ultimi quindici anni. Poi c’è il significativo apporto della creatività italiana, riconosciuta in tutto il mondo: il numero due di Apple è toscano, per dirne una.  Naturalmente, di riconoscimento facciale si parla già da tempo e ci sono stati anche dei prodotti commercializzati, più che altro rivolti a software house. Ma quello che distingue il nostro prodotto è il ricorso all’intelligenza artificiale. Oltre al fatto che il software è residente su server.
  • Ecco, cerchiamo di capire come funziona: io acquisto Morphcast. Mi date un software? Mi fornite un servizio per creare un filmato “non lineare”? Mi date accesso a una piattaforma?
  • Chi acquista Morphcast dovrà scaricare un software con il quale potrà riassemblare le varie parti di un filmato che avrà prodotto con i mezzi tradizionali.
  • Cioè, avrà fatto delle riprese con i mezzi tradizionali, ma prevedendo le diverse evoluzioni di una storia?
  • Esatto. A quel punto, il filmato così assemblato dovrà essere caricato sulla piattaforma di Morphcast che lo renderà fruibile su Internet.
  • In sostanza, io che ho prodotto il filmato pubblicitario potrò farlo vedere, quindi, sul mio sito aziendale inserendo un link alla piattaforma di Morphcast. Chi visita il mio sito vedrà il filmato all’interno di una pagina web del mio sito ma le immagini, che poi saranno diverse a seconda delle espressioni del mio viso, arrivano in realtà dalla piattaforma Morphcast della sua azienda, Cynny?
  • Anche questa è una descrizione semplificata ma corretta. La cosa importante da sottolineare è che l’utente non deve scaricare un software per vedere il filmato e per farlo girare con le varie funzioni, cioè la storia che si modifica a seconda delle espressioni del viso e delle altre variabili previste dal suo autore.
  • Ma per produrre un filmato del genere bisogna lavorare di più. Bisogna, per esempio, girare più scene possibili, dato che poi Morphcast mostrerà quella più adatta all’utente. E anche gli autori dovranno lavorare di più, perché dovranno prevedere non una sceneggiatura ma diverse sceneggiature parallele. Un po’ quello che succede con i videogiochi
  • Non a caso il nostro architetto di software è un appassionato di videogiochi! Comunque, se c’è più lavoro di preparazione, c’è anche una maggiore efficacia del filmato. Ed è questo che conta.
  • Nel sito dimostrativo (www.morphcast.com), si vede che una possibile applicazione è la formazione a distanza: una ragazza segue una lezione on line e il software capisce, dalla espressione del suo viso, se non ha capito il concetto appena spiegato. Allora lo ripete in modo diverso, cercando di essere più chiaro. È davvero possibile per un software rendersi conto che un allievo non ha capito? Non ci riescono nemmeno gli insegnanti in carne e ossa con decenni di esperienza…
  • Il primo contratto che abbiamo fatto con questa tecnologia riguarda proprio la formazione, non la pubblicità: negli Usa è già operativo un progetto per insegnare che cosa fare in caso di arresto cardiaco a una persona che abbiamo vicina. Il software istruisce il profano a effettuare un massaggio cardiaco con il ritmo giusto. È importantissimo che le spiegazioni siano chiare, perché fa la differenza tra salvare una vita e non riuscirci.
  • Veniamo all’aspetto economico e finanziario. Avete appena chiuso un crowdfunding. Ma se avete già concluso la fase di ricerca, di solito la più costosa, e il prodotto è pronto per la commercializzazione, perché avete fatto un aumento di capitale?
  • Perché non abbiamo ancora raggiunto il break even. Finora, sono stati investiti nella società nove milioni, a cui si aggiungono alcuni finanziamenti bancari per ricerca e sviluppo, per un totale di circa dieci milioni. E con questa cifra abbiamo anche dato vita alla controllata Cynny space, che offre servizi cloud. Costituita nel 2013 è ormai in fase di redditività. Il grosso, naturalmente, è stato investito nella ricerca sull’intelligenza artificiale. Ora dobbiamo impegnarci sull’organizzazione commerciale. Abbiamo appena lanciato il prodotto al mondo della pubblicità e importanti nomi dell’advertising mondiale, registi britannici e statunitensi, si sono detti interessati e vogliono lavorare su alcuni progetti con Morphcast.