COME VA IN FUMO UN MILIARDO L'ANNO

IL CONTRABBANDO DI SIGARETTE MESSO A NUDO

DA UNA INDAGINE DI INTELLIGIT, CHE SVELA

GLI ASPETTI POLITICI; ECONOMI E SOCIALI

DI QUEST’ATTIVITA’ CRIMINALE TRANS-NAZIONALE

DI CATERINA DEL PRINCIPE

 

Ogni anno lo Stato perde quasi un miliardo di euro per mancati introiti a causa del contrabbando di sigarette.

E’ questo di sicuro il dato che fa maggiormente effetto tra quelli presentati nello studio “Il contrabbando di sigarette come fenomeno transnazionale: flussi e connessioni tra Italia e Grecia”, curato da Andrea Di Nicola (professore di Criminologia), e Giuseppe Espa (professore di Statistica economica), fondatori di “Intellegit”, la start-up sulla sicurezza dell’Università di Trento, e realizzato con il contributo di British American Tobacco Italia (BAT Italia).

Al di là della stima annuale del consumo di sigarette illegali in Italia – che si attesta su percentuali del 5-6% di sigarette illecite sul totale in commercio e, dunque, lontano dai picchi registrati nei decenni scorsi e negli altri Paesi europei – quello del contrabbando di sigarette, ormai, è un tema di urgente attualità geopolitica ed economica internazionale. Per il nostro Paese, infatti, assume un ruolo strategico, dal momento che l’Italia è interessata dal fenomeno sia come mercato di destinazione finale sia come area di transito dei commerci illegali da e verso gli altri Stati dell’Unione Europea. Tra questi la Grecia ricopre un ruolo cruciale quale principale hub di transito verso l’Italia di “illicit whites” – che in Italia rappresentano il 60% del mercato illegale totale - ovvero marchi prodotti lecitamente fuori dall’Unione europea e contrabbandati sul mercato illecito dei Paesi dell’Unione europea. 

Nel 2016 sono arrivati in Grecia quattro miliardi di sigarette di contrabbando di cui 1,54 miliardi erano costituiti da “illicit whites”, vendute nel mercato illecito greco ad un prezzo di circa 1,5 euro. I carichi di sigarette arrivano nel Paese ellenico sia via mare (principalmente dall’Asia e dal nord Africa attraverso Cipro) che via terra, principalmente dai Paesi della Penisola Balcanica e dalla Turchia. Nelle rotte verso l’Italia, i carichi di grandi dimensioni partono solitamente dagli scali di Patrasso e del Pireo per raggiungere quelli dell’Adriatico (con particolare frequenza, i porti di Ancona, Taranto e Bari), mentre i carichi di dimensioni più ridotte sono trasportati su piccole e veloci imbarcazioni verso i porti e le spiagge pugliesi, seguendo, a esempio, la rotta Corfù-Bari. Nonostante questo “attacco” da più fronti, la Grecia rimane uno dei Paesi europei dove le autorità locali stanno svolgendo un più efficace lavoro di prevenzione, confermato dal numero dei sequestri che ammontano a 1.532 solo nel 2016, per un totale di 541 tonnellate di merce sequestrata.

Il rapporto inoltre cataloga, per la prima volta in assoluto, tutti i marchi di “illicit whites” rilevati sul mercato italiano riportando informazioni sul pacchetto, il produttore, il proprietario del marchio ed eventuali varianti, nonché le città di vendita, il prezzo e la quota di mercato. Si tratta di una catalogazione innovativa, utile a realizzare la prima (e unica a livello Ue) fotografia precisa del fenomeno con l’obiettivo di contribuire a contrastarlo in maniera capillare. Lo step successivo, suggerito dai ricercatori e dagli esperti, dovrebbe essere la creazione di un unico database internazionale che possa essere costantemente aggiornato e messo a disposizione di tutti gli Stati - e delle relative Forze dell’Ordine - per realizzare una comune strategia di contrasto che muova da una unica interpretazione del fenomeno.

“Il fenomeno del contrabbando – spiega Andrea Conzonato, South Europe area director di British American Tobacco e amministratore delegato di BAT Italia - in Italia mostra un’evoluzione ciclica ma stabile, addirittura in leggero calo rispetto al 2016: si passa infatti da un’incidenza del 6,4% al 4,3% nel 2017. Un andamento positivo ascrivibile principalmente a due fattori: gli elevati controlli delle Forze dell’Ordine sul territorio, e politiche regolatorie e fiscali equilibrate. Ritengo che questa indagine, che per la prima volta si affaccia al di fuori dei confini Italiani guardando alla complessa area del Mediterraneo, a conferma della natura transnazionale dei traffici illeciti che oggi più che mai necessitano di un approccio integrato tra pubblico e privato per essere efficacemente contrastati, possa rappresentare un contributo concreto alla lotta al mercato illecito. Sostenendo questo studio vogliamo offrire a Istituzioni e Forze dell’Ordine il nostro supporto per tracciare le rotte, le modalità e le dimensioni di un fenomeno che – conclude Conzonato - assieme possiamo sconfiggere o, quantomeno, tenere costantemente monitorato affinché non si riacutizzi”.