NGC MEDICAL: PARTNERSHIP PER L’INNOVAZIONE IN SANITà

DI Katrin Bove

 

Nuovi bisogni di salute, aumento della cronicità e allungamento della vita a distanza di quarant’anni dall’istituzione del Sistema Sanitario Nazionale: sono questi i punti principali del convegno sul tema “Partnership per l’innovazione in sanita’: un confronto con gli stakeholder”, che si è tenuto a Roma, presso Palazzo Giustiniani del Senato, lo scorso 27 settembre, su iniziativa di “Lazio salute e sanità per l’eccellenza”, in collaborazione con Sda Bocconi e con il contributo non vincolante di Ngc Medical. Fondata a Milano nel 1989, da trent’anni Ngc Medical rappresenta l’eccellenza nazionale nella gestione in service delle sale operatorie e di emodinamica. Progetta e realizza strutture sanitarie pubbliche e private all’avanguardia, dotandole delle più avanzate apparecchiature elettromedicali e di dispositivi medici di qualità necessari per lo svolgimento di ogni specifica attività clinica. 

Il convegno è nato dall’esigenza di affrontare il tema del controllo della spesa sanitaria, che rappresenta la principale voce di spesa dei bilanci delle Regioni: una priorità per il decisore pubblico, che deve assicurarsi che questa spesa sia in linea con le necessità e anche con le preferenze dei cittadini. Il sistema sanitario, quindi, è chiamato a trovare soluzioni efficienti per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario, assicurando la qualità dei servizi con soluzioni che siano efficienti ed eque. L’obiettivo era quello di favorire il dialogo e le  eventuali conseguenti sinergie, tra tutti i soggetti istituzionali (Ministero, Agenas, Regioni, Aziende Sanitarie e Università, in particolare) ed economici coinvolti nel settore sanitario, con l’intento di contribuire a porre le basi per l’individuazione di soluzioni condivise.               

Hanno introdotto il tema alcuni docenti della School of Management dell’Università Bocconi, tra i quali la professoressa Veronica Vecchi, che ha sottolineato come “la creazione di valore nel sistema degli acquisti dipende dalla capacità di avviare modelli di collaborazione. L’utilizzo della parola partnership non deve fare pensare necessariamente al partenariato pubblico-privato ai sensi del codice dei contratti o a faraoniche concessioni. Il pubblico, inteso come policy maker e le aziende sanitarie, deve comprendere, stimolare e catturare quei modelli strategici che si stanno diffondendo nel mercato basati sui concetti dell’impact investing (investimenti fatti in società, organizzazioni e fondi con l’intento di generare un impatto sociale o ambientale misurabile e favorevole a fianco o in sostituzione di un rendimento finanziario), dello shared value creation (la creazione di valore condiviso si basa sul concetto che la competitività di un'azienda e la salute delle comunità circostanti sono reciprocamente dipendenti), del total societal impact (l’insieme di misure e valutazioni degli effetti economici, sociali e ambientali positivi e negativi che un'impresa ha sul mondo). Un esempio interessante, da questo punto di vista, sono i Social Impact Bond: uno strumento finanziario finalizzato alla raccolta, da parte del settore pubblico, di finanziamenti privati. La remunerazione del capitale investito tramite questi strumenti è agganciata al raggiungimento di un determinato risultato sociale. In un modello di Social Impact Bond realizzato correttamente, il raggiungimento del risultato sociale previsto produrrà infatti un risparmio per la Pubblica Amministrazione e quindi un margine che potrà essere utilizzato per la remunerazione degli investitori; quindi, modelli contrattuali pubblico-privato in cui il pagamento dell’operatore economico è basato sul conseguimento di outcome sociali. A parere della professoressa Vecchi “il privato può aiutare l’efficienza e l’efficacia dell’azione del sistema pubblico, che ha fatto sensibili miglioramenti sul fronte del recupero dell’efficienza”. La professoressa ha anche sottolineato che la sanità italiana è quella che costa meno in assoluto al mondo rispetto al livello di prestazioni che è in grado di offrire e che i risparmi devono essere reinvestiti. “Questo è il motivo per il quale” – ha concluso – “per raggiungere nuovi livelli di innovazione non si può prescindere dalla collaborazione con il privato, tenendo conto che i modelli di collaborazione possono essere molteplici”.

Il tema degli alti livelli di efficienza del sistema sanitario è stato toccato anche dall’ex senatore Stefano De Lillo, organizzatore e moderatore dell’incontro, il quale ha spiegato come siano due gli elementi decisivi: l’innovazione e le partnership. 

Davide Arcidiacono, presidente e amministratore delegato di Ngc Medical, ha spiegato che la sua azienda è impegnata in due direzioni decisive: fornire al mercato la tecnologia all’avanguardia e affiancarsi al mercato – percependo le sue esigenze – al fine di trovare nuovi modi di fornire questa tecnologia, come la partnership tra pubblico e privato. “Per migliorare i servizi per i cittadini”, ha detto, “occorre intervenire sul settore della gestione degli acquisti, con i canali più adatti e giusti, monitorando la gestione”.