Introduzione del Presidente ISS, Prof. Walter Ricciardi sulla neonata CARDIOVASCULAR LASER SOCIETY

Il presidente dell’ Istituto superiore dI sanità, scrive alla cardiovascolare laser society, dandole Il benvenuto tra le pIù autorevoli socIetà scientifiche Italiane

Con molta soddisfazione abbiamo ospitato all’Istituto Superiore di Sanità il primo simposio internazionale della neonata Cardiovascular Laser Society, luogo di incontro privilegiato da 83 anni tra i clinici e la sanità pubblica di eccellenza e della ricerca del nostro Paese e non solo.

L’Istituto Superiore di Sanità è per sua natura sempre stato attento alle evoluzioni scientifiche ed ai mutamenti della ricerca. Una costante che lo ha accompagnato negli oltre 70 anni della sua attività. 

Basti pensare ad alcune delle tappe più significative della sua storia come la realizzazione del primo microscopio elettronico italiano, la campagna per la sconfitta della malaria nella pianura pontina, i premi Nobel Chain e Bovet al lavoro nei laboratori del nostro Istituto, la “fabbrica” per la realizzazione della penicillina.

Viviamo un periodo complesso della storia del nostro Paese e dell’Europa, colpita da molte calamità naturali legate ai cambiamenti climatici. L’estate 2018 è stata caratterizzata dalla siccità del nord Europa che ha danneggiato le coltivazioni al pari di quello che era successo in Italia nel dopo-guerra.

Bisogna tener conto di questi aspetti quando si sviluppano nuove tecnologie di settore, valutandone il loro impatto sull’ambiente che ci circonda, al pari delle ormai tradizionali valutazioni di Health technology assessement, con cui già ci si  confronta.

Questa neonata Società Scientifica, rappresenta un moderno modello di sinergie tra strutture ospedaliere pluri-specializzate che utilizzano strumenti fortemente innovativi per la gestione del SSN fondamentali che permettono di  contribuire al dibattito ed alla crescita del nostro sistema sanitario.

Tutto questo perché è una società scientifica  moderna, votata alla medicina multidisciplinare in linea con i  migliori modelli della clinical governance e della assistenza al paziente per percorsi di cura, cari all’Istituto Superiore di Sanità, e fondamentali per la sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale che proprio quest’anno compie 40 anni. 

Un plauso alle sinergie messe in piedi dalla Cls, tra specialisti che vedono lavorare assieme: cardiologi interventisti, radiologi interventisti, elettrofisiologi interventisti, chirurghi endovascolari, cardiochirurghi mininvasivi e neurochirurghi vascolari che hanno in comune l’utilizzo di queste nuove tecnologie che offre il laser per poter affrontare le patologie cardiovascolari più’ complesse che non trovano beneficio dai trattamenti convenzionali.

Piace constatare che, in questo settore, l’Italia è davvero all’avanguardia a livello mondiale facendo scuola anche negli Europa e negli USA, e questo è un vanto del SSN in quanto i centri che raccoglie la vostra società scientifica, distribuiti in oltre 80 tra aziende ospedaliere di rilevanza nazionale e universitaria, ne costituiscono un network scientifico di vera eccellenza.

Mi compiaccio che la Cls abbia già avuto riconoscimenti internazionali con oltre 350 specialisti già iscritti, con soci anche negli USA, in Sud America, Europa e Giappone: prova ne è stato anche il prestigioso collegamento, avuto nel corso del congresso, con la Fondacion Cardiovascular de Buonos Aires e con il Prof. Parodi, con colui cioè che ha inventato l’endoprotesi aortica che ha rivoluzionato davvero a livello mondiale il trattamento degli aneurismi dell’aorta.

L’utilizzo del laser ha aperto nuovi e impensati orizzonti in vari settori che vanno dal trattamento delle lesioni coronariche complesse alle lesioni arteriose degli arti inferiori come ad esempio il piede diabetico o alla rimozione degli elettro cateteri da stimolazione cardiaca infetti, evitando interventi chirurgici tradizionali a cielo aperto e permettendo di svolgere tutte questa procedure in maniera mininvasiva con grande beneficio per i pazienti e per il SSN, riducendone costi e degenze.

Concludo augurandomi di poter dire nel prossimo futuro, che l’ISS ha contribuito a lanciare la neonata società verso traguardi di eccellenza nazionale ed internazionale, che valorizzano la ricerca e la medicina italiana anche nel settore cardiovascolare.