I piatti di Leonardo: chef stellati al circolo della Confcommercio

DI Carlo Maria Buonamico

 

Se Leonardo fosse un nostro contemporaneo potrebbe essere un influencer. Le sue invenzioni, i suoi studi e le sue idee furono così innovative da essere riuscite a contaminare scienza, arte e ingegneria anche nei secoli successivi. E in larga parte sono attuali ancora oggi. 

Il suo genio fu così grande da uscire prepotentemente anche dove non te lo aspetti. Come in cucina. Lo ha messo in evidenza l’evento “I piatti di Leonardo”, tenutosi ieri 7 maggio presso il circolo della Confcommercio di Milano in occasione della Milan Food Week, dove chef stellati hanno tratto ispirazione da cibi e materie prime tipiche dell’epoca leonardesca per dare vita a creazioni culinarie attuali, che avrebbero saputo soddisfare anche i palati medieval-rinascimentali.

 

Grazie alle liste della spesa di Leonardo ritrovate all’interno del Codice Atlantico gli chef hanno potuto inventare piatti a partire da ingredienti quali la rapa – la patata sarebbe stata introdotta nei menù solo un dopo un paio di secoli – il broccolo, la carota e i ceci.  Non solo vegetali, però. Diversamente da quanto comunemente noto Leonardo non era vegetariano. Infatti acquistava anche rane, pavoncelle, agnello e altri piccoli animali. Non tutti finivano però sulle mense della sua bottega. Come segnalano alcune  cronache dell’epoca, Leonardo talvolta amava liberarne alcuni per rispetto della loro vita.

 

Facendo un volo di cinquecento anni ecco che Leonardo diventa pop e finisce in piatti che potremo ritrovare nei menù dei ristoranti più internazionali. Tra quelli realizzati durante la manifestazione, ad esempio, “Una carota bellamente intagliata” dello chef Donato De Santis della Cucina Paradiso di Buenos Aires che prevede cottura nello zafferano e impiattamento con foglia d’oro in omaggio alla tradizione lombarda della nascita del risotto alla milanese, “Un cuore di carciofo” di Heros De Agostinis del Beck at Brown’s di Londra o “Una zampa di rana su una foglia di tarassaco” di Tano Simonato del ristorante Tano passami l’olio di Milano.

Piatti abbastanza poveri, ma completi, che ben si allineano alla “Ricetta del viver bene” scritta da Leonardo stesso nel Codice Altantico. Dopo averlo conosciuto come ingegnere, inventore e pittore Leonardo si rivela anche filosofo e nutrizionista.

 

La ricetta del viver bene 

“Se vuoi star sano, osserva questa norma:

Non mangiar senza voglia e cena lieve, 

Mastica bene e quel che in te riceve

Sia ben cotto e di semplice forma. 

Chi medicina piglia, mal s’informa. 

Guarti dall’ira e fuggi l’aria greve; 

Su diritto sta, quando da mensa leve; 

Di mezzogiorno fa’ che tu non dorma. 

El vin sia temperato, poco e spesso, 

Non fuor di pasto né a stomaco vuoto. 

Non aspettar, né indugiare il cesso.

Se fai esercizio, sia di picciol moto.

Col ventre resuppino e col capo depresso non star, 

E sta coperto ben di notte. 

El capo ti posa e tien la mente lieta. 

Fuggi lussuria e attieniti alla dieta.”