GUIDA ALLA LIPOPLASTICA: cos'è e come funziona la tecnica chirurgica contro il grasso

Franco Bassetto
Franco Bassetto

DI Franco Bassetto

 

L’intervento di Lipoaspirazione è uno dei più richiesti in Chirurgia Plastica ed Estetica.

La prima testimonianza sul suo utilizzo risale al 1921, in seguito molte sono state le  evoluzioni di questa tecnica, ognuna delle quali con una specifica indicazione e selettività, a seconda del tipo di paziente, della localizzazione dei cuscinetti adiposi, lipodistrofici, della loro consistenza, del risultato morfofunzionale che chirurgo e paziente vogliono ottenere dall’intervento. Fondamentale quindi è la visita chirurgica, durante la quale dobbiamo eseguire una opportunamente ‘intervista’ mediante una corretta anamnesi, per rilevare 1) la presenza di patologie importanti concomitanti (cardiovascolari, dismetaboliche, etc), 2) di allergie a farmaci, 3) precedenti interventi chirurgici dello stesso tipo o che, comunque, possano aver procurato cicatrici nelle zone da trattare.

Durante la prima visita inoltre dobbiamo effettuare un esame obiettivo per 1) individuare le zone sulle quali intervenire e le eventuali cicatrici cutanee preesistenti, 2) misurare l’altezza ed il peso corporeo (BMI), 3) valutare le circonferenze corporee, 4) effettuare il pinch test delle aree da trattare, ovvero una valutazione dello spessore del tessuto adiposo, al fine di fare una stima della quantità di tessuto aspirabile. Valuteremo inoltre lo stato della cute della paziente, la sua elasticità, così da prevedere la possibilità di una valida contrazione cutanea postoperatoria, o di lassità cutanea e necessità di un eventuale intervento di dermolipectomia, che dovrà essere prospettato al paziente fin da subito.

Utile inoltre l’esecuzione di foto preoperatorie e la consegna al paziente della “Guida al Consenso Informato” con spiegazioni dettagliate su accorgimenti pre e postoperatori, sui farmaci e comportamenti assumibili nel preoperatorio. 

Dopo aver eseguito esami preoperatori (Elettrocardiogramma, esami ematochimici etc) il/la paziente sarà sottoposto all’intervento chirurgico al fine di “armonizzare i profili corporei”.

 

 

 

 

LA TECNICA CHIRURGICA

 

La definizione classica di Lipoaspirazione prevede l’introduzione di cannule a calibro e punte differenti, a seconda della profondità in cui dobbiamo agire, attraverso piccole incisioni, collegate ad un sistema  di aspirazione che consente di rompere ed aspirare il tessuto adiposo, controllandone la quantità. Attualmente le metodiche maggiormente utilizzate sono:

 

LA LIPOPLASTICA SUPERFICIALE (SAL)

 

Utilizzata per lipoaspirazioni superficiali, i ‘vantaggi’ di questa tecnica possono essere così riassunti: 1) è molto precisa, perché utilizza delle cannule assai sottili (2-3mm); 2) è meno traumatica di altre; 3) può essere consigliata anche per pazienti di età compresa tra i 40 e i 45 anni; 4) sfrutta al meglio la retrazione cutanea post infiammatoria.

Essa prevede la tecnica di tumescenza della zona da trattare, ovvero di infiltrazione dell’area con anestetico locale e vasocostrittore; può essere effettuata in anestesia generale o locoregionale con sedazione. Può comportare una “importate” perdita ematica, per cui non può essere utilizzata per l’asportazione di grossi volumi di tessuto adiposo, ed ha insito un aumento del rischio di complicanze quali l’ematoma ed il sieroma.

 

LA LIPOPLASTICA RECIPROCANTE (PAL)

 

Utilizza la tumescenza mediante l’infusione di grossi quantitativi di soluzione salina+anestesia locale+adrenalina. Può essere utile nel body sculpting in quanto agisce più superficialmente, penetrando più facilmente nei tessuti.

Caratteristica è la cannula motorizzata, la cui punta si sposta automaticamente avanti ed indietro di 2 mm alla velocità di 4000 cicli al minuto, con minore fatica per il chirurgo, maggiore quantità di aspirato e riduzione del tempo chirurgico e della degenza postoperatoria.

Le incisioni cutanee sono piccole, le complicanze ridotte e non si verificano importanti perdite  ematiche.

 

LA LIPOPLASTICA ULTRASONICA 

 

Basata sull’uso degli ultrasuoni e sul principio fisico della cavitazione. Questa tecnica è selettiva per il tessuto adiposo, rispettando le strutture vascolonervose connettivali adiacenti; consente di affrontare lipodistrofie molto importanti e di proporla nel trattamento dell’obesità, permettendo l’ aspirazione di più di 10 lt di tessuto adiposo in un’unica seduta. Tale aspirazione provoca il “reset” del metabolismo basale del paziente, spesso con riduzione dell’indice di massa corporeo e delle comorbidità obesità associate. Svantaggi di tale metodica sono la possibilità di provocare ustioni cutanee, un tempo operatorio allungato e i costi.

 

LA LASERLIPOLISI

 

Basata sull’utilizzo di una cannula da aspirazione ad emissione di Laser Nd-Yag, la  tecnica provoca una lisi degli adipociti con minore perdita ematica ed ecchimosi postoperatorie, nonchè buona retrazione cutanea dovuta al calore provocato dalla frequenza laser che stimola la produzione di fibre collagene ed elastina. Svantaggi di tale metodica sono la possibilità di provocare ustioni, e l’impossibilità di utilizzare questa metodica per la rimozione di importanti volumi.

 

PLASMALIPOLISI

 

Simile alla precedente, sfrutta il principio della termolisi degli adipociti provocata da una fibra ottica contenuta all’interno della cannula da lipoaspirazione. La tecnica però è caratterizzata da elevati costi, allungamento dei tempi operatori, e conseguente impossibilità di utilizzare la metodica per la rimozione di importanti volumi.

 

 

WATER-ASSISTED LIPOPLASTICA

 

Basata sull’utilizzo di una cannula molto sottile, che infiltra fluido pressurizzato nei tessuti durante la procedura, provoca un distacco del tessuto adiposo minimamente traumatico nei confronti dei tessuti vicini. La metodica appare essere più “gentile” rispetto alla tradizionale tumescente e consente l’asportazione di importanti volumi di tessuto adiposo, utilizzabile anche per Lipofilling. Non produce però una retrazione valida dei tessuti trattati  

 

 

LE COMPLICANZE

 

Contrariamente all’opinione dei “non addetti ai lavori”, la Lipoaspirazione può portare complicanze locali o generali, che se non opportunamente trattate, possono provocare anche conseguenze letali. Tali complicanze possono essere: 1) un’infezione a livello dei fori di entrata della cannula, 2) un’emorragia, con conseguente anemizzazione, 3) un ematoma e/o sieroma con edema persistente ed organizzato, 4) un’ustione, nel caso di riscaldamento dei tessuti, 5) la tromboflebite, più frequente nel trattamento delle lipodistrofie degli arti inferiori, 6) l’embolia adiposa, molto rara.

La Lipoaspirazione può anche creare esiti con disarmonie corporee quali le asimmetrie, le depressioni e le ondulazioni cutanee suscettibili comunque di trattamenti considerati “di ritocco” mediante Lipoaspirazione o innesto di grasso nelle zone depresse.

Possiamo trovarci, infine, di fronte ad una scarsa o nulla retrazione cutanea, con necessità di reintervenire per lassità cutanea soprattutto di addome, interno cosce e braccia, per cui può essere indicata una dermolipectomia di quella regione.