VERDE & REDDITIZIO

FRANCESCO CAPUTO NASSETTI
FRANCESCO CAPUTO NASSETTI

Gli investimenti sostenibili, quelli che hanno un impatto positivo sulla società e sull’ambiente, crescono in tutto il mondo e il loro valore complessivo ha sfiorato nel 2018 l’astronomica cifra di 31mila miliardi di dollari (+34% in due anni). A rivelarlo è la Global Sustainable Investment Alliance (Gsia), il network che riunisce le principali associazioni e forum internazionali specializzati in finanza socialmente responsabile. 

“Un’ottima notizia per tutti coloro che credono che la finanza non sia soltanto profitto fine a se stesso, ma anche uno strumento che ci permette di migliorare il mondo in cui viviamo”, commenta Francesco Caputo Nassetti, ceo della Swiss Merchant Corporation di Lugano e docente di Diritto bancario all’Università di Ferrara.

 

Dai dati forniti dalla Gsia emerge che l’Europa è al primo posto nel mondo con 14mila miliardi di dollari in asset socialmente responsabili, seguita dagli Usa (12mila miliardi), Giappone (2,18), Canada (1,69) e Australia/Nuova Zelanda (734 miliardi). “A dare impulso in Europa al settore della finanza ‘green’ – spiega Caputo Nassetti - è stato il piano d’azione della Commissione europea che ha introdotto nuove misure per orientare i flussi di capitale verso gli investimenti sostenibili e gestire in modo più efficace i rischi finanziari che derivano dai cambiamenti climatici, dal consumo di risorse e dal degrado ambientale, incoraggiando al tempo stesso un approccio di lungo periodo delle attività economico-finanziarie eco-friendly”. La Commissione europea sta anche preparando un regolamento per istituire un sistema unificato di classificazione delle attività economiche sostenibili (tassonomia) che servirà da base allo sviluppo dei futuri standard e label europei per fondi e prodotti finanziari, tra cui i green bond, già da tempo diffusi in Europa e in Italia.

  • Ma che cosa sono esattamente i green bond o “obbligazioni verdi”?
  • Si tratta appunto di obbligazioni, ossia titoli di debito, emessi per finanziare progetti con una “impronta verde”. Il funzionamento è lo stesso delle altre obbligazioni: una società o un ente pubblico emette un titolo di debito e l’acquirente, a una determinata scadenza, avrà diritto a riavere indietro i capitali investiti, più una certa quota di interessi. La differenza fondamentale sta nel modo in cui la liquidità raccolta va utilizzata. Nel caso dei green bond, deve finanziare un progetto che ha un impatto positivo per l’ambiente, come ad esempio l’efficientamento energetico, l’uso sostenibile della terra e dell’acqua, la produzione di energia da fonti rinnovabili, la riduzione e il trattamento dei rifiuti, oppure progetti legati all’edilizia eco-compatibile.
  • In un mercato globale sempre più sensibile alla salvaguardia dell’ambiente questo particolare tipo di obbligazioni sta vivendo un boom mondiale.
  • Vero. Dal 2007 a oggi, a livello mondiale, il mercato delle “obbligazioni verdi” è cresciuto esponenzialmente, con circa 500 miliardi di dollari di emissioni registrate sinora, di cui 200 miliardi nel 2018. Secondo l’organizzazione internazionale no-profit Climate Bonds Initiative, la “Bibbia” del settore, le emissioni di green bond dovrebbero raggiungere i 300 miliardi di dollari nel 2019, con una stima di mille miliardi per il 2020. Se consideriamo che il mercato globale delle obbligazioni ammonta a circa 100 mila miliardi di dollari, notiamo come ancora stiamo parlando di una realtà di nicchia, pur in forte espansione, specie dopo l’Accordo di Parigi sul clima. Resta il fatto che i green bond sono tra gli strumenti finanziari più innovativi ed efficaci a disposizione degli investitori consapevoli dell’impatto delle loro scelte sul Pianeta.
  • L’onda lunga della sostenibilità ambientale, dell’economia circolare e più in generale degli investimenti verdi pare che sia arrivata anche in Italia.
  • Dai dati più recenti emerge che l’Europa è il maggiore mercato regionale di green bond, con oltre 184 miliardi di dollari di emissioni ad oggi: in testa c’è la Francia, seguita da Germania, Olanda, Svezia, Spagna. L’Italia è il sesto mercato europeo>>, rileva Caputo Nassetti. <<Se fino al 2018 le emissioni di obbligazioni verdi erano episodiche, ormai è in atto un vero e proprio trend, come testimoniano i primi quattro mesi di quest’anno che hanno registrato in Italia 2,7 miliardi di provvista green sui 6 miliardi complessivi emessi dalle imprese, come Terna, Enel, Erg e Snam. Entro giugno, dovrebbe arrivare anche il green bond delle Ferrovie dello Stato destinato a finanziare la sostituzione di una parte dei treni regionali con convogli più efficienti e a minor impatto ambientale.
  • Al World Economic Forum, l’incontro annuale che si tiene a Davos, in Svizzera e che riunisce i leader mondiali del panorama politico, economico e dell’alta finanza, è stato stimato che il valore potenziale dell’economia circolare è di 3mila miliardi di dollari nel mondo. Può descriverci la situazione italiana?
  • L'economia circolare in Italia vale oggi 88 miliardi di fatturato, 22 miliardi di valore aggiunto, ovvero l'1,5% del valore aggiunto nazionale. Numeri che equivalgono a quelli di tutto il settore energetico nazionale o di un settore industriale storico come quello dell'industria tessile, non molto distante dal valore aggiunto dell'agricoltura. Nella green economy italiana sono impegnati oltre 575mila lavoratori e ogni anno questo settore diventa sempre più attrattivo per i giovani in cerca di occupazione e per i profili professionali più specializzati.
  • Il potenziale di crescita della green economy è dimostrato dall’aumento delle startup e delle aziende che utilizzano energie rinnovabili e nuove tecnologie per la sostenibilità ambientale. Quali operazioni avete concluso in Italia?
  • Nel 2017 Swiss Merchant Corporation, la boutique di corporate finance di Lugano di cui sono amministratore delegato, ha concluso la prima operazione in Italia di monetizzazione di “certificati bianchi”, ottenendo per una Energy Saving Company (ESCo) milanese, operante nel settore dell’efficientamento energetico, un sostanzioso anticipo (14 milioni di euro attraverso un finanziamento bancario a medio termine, ndr) sul portafoglio maturando di questi titoli che sono negoziati al mercato telematico del Gestore dei Mercati Energetici. Nello stesso anno abbiamo assistito un’azienda di Ancona produttrice di energia elettrica da fonti rinnovabili, con dieci impianti attivi in Italia (sette da biomassa, due da fotovoltaico e una centrale idroelettrica, ndr) ad uscire dal concordato preventivo attraverso un piano di ristrutturazione dei debiti e una serie di operazioni straordinarie di valorizzazione degli asset societari. Nel real estate abbiamo acquisito, in partnership con un importante developer immobiliare italiano, un prestigioso edificio a Bergamo che è stato ristrutturato e riqualificato in unità residenziali di pregio e uffici utilizzando tecnologie e materiali innovativi per ridurre l’impatto ambientale e i consumi energetici. Nel settore del trattamento rifiuti Swiss Merchant Corporation ha finanziato la start-up italiana Ecoplasteam spa, di cui è partner di minoranza, per realizzare in Piemonte un rivoluzionario impianto che produce un nuovo materiale plastico ecologico denominato “EcoAllene", proveniente dal riciclo dei contenitori per bevande ed alimenti conosciuti come “tetrapak”. Siamo particolarmente orgogliosi di questa operazione in quanto Ecoplasteam ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed ha vinto l’Iren Startup Award, il concorso internazionale che premia i progetti più innovativi nei settori dell’ambiente e dell’economia circolare.

GDN