La lettera di Katrin Bove -Settembre 2019

Auguri, Ministro

 

E’ del tutto normale che con un nuovo Governo si rinnovino, nei vari settori, aspettative e risposte che il Paese attende. Anche nel campo della salute pubblica, in queste prime settimane di vita della nuova maggioranza, sono stati sottolineati problemi annosi da risolvere. E’ stato lo stesso Presidente del Consiglio a indicare un primo intervento, relativo alla creazione di un’Agenzia Nazionale per la Ricerca, che nelle intenzioni potrebbe certamente concorrere a razionalizzare questo settore e a renderlo più corrispondente ai livelli europei. Altri problemi ch vengono evocati sono quello relativo alla mancanza di personale medico, che finora è stato gestito dalle singole regioni, senza un piano di intervento straordinario e scelte conseguenti che riguardino l’intero Paese e alla costante crescita dei pazienti anziani, dovuta all’invecchiamento della popolazione. 

Ci sono, però, almeno altri tre problemi che non possono essere sottaciuti. Il primo riguarda la disparità del trattamento sanitario e delle prestazioni mediche tra il Nord e il Sud del Paese, rispetto al quale sarà necessario intervenire per contenere il numero delle migrazioni dei pazienti e per rendere omogeneo il sistema salute. Il secondo problema è relativo all’enorme numero di malati cronici. In base ai dati del XVI  Rapporto Osservasalute, sono quasi 24 milioni gli italiani con una patologia cronica – di questi, 12,5 milioni sono afflitti da multi-cronicità – per una spesa sanitaria che sfiora i 67 miliardi di euro. Il numero salirà a 25 milioni nel 2028, con una spesa di 70,7 miliardi. Ipertensione, l’artrosi/artrite, osteoporosi, diabete e malattie cardiache, le criticità più allarmanti. Quest’emergenza implicherà un fatto non trascurabile in termini di risorse, in quanto le prestazioni di cui necessiteranno i malati cronici non potranno essere coperte dal settore sanitario, ma dovranno gravare in gran parte sul settore socio-assistenziale. E’ necessario promuovere un piano nazionale di prevenzione e interventi immediati nell’ambito della disabilità, accompagnato da un altro intervento su larga scala – e questo è il terzo problema – per tentare di risolvere il terzo problema che vogliamo qui citare: quello dell’aderenza alle cure. I dati parlano da soli: assume regolarmente le terapie solo il 57,5% degli ipertesi, il 63,4 dei diabetici, il 52,1% di chi è ammalato di osteoporosi, fino arrivare al record del 13,4% nel caso delle sindromi ostruttive delle vie respiratore. Non parlo di coloro che non possono curarsi per mancanza di risorse finanziarie, ma di coloro che scelgono di non curarsi. 

E’ proprio il caso di formulare i migliori auguri al nuovo Ministro della Salute, Roberto Speranza.


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