Il Successo dei cosmetici Made in Italy

RENATO ANCOROTTI
RENATO ANCOROTTI

 

>DI Carlo Maria Buonamico>>

 

Il comparto del cosmetico italiano continua a confermarsi anticiclico rispetto all’andamento della maggior parte dei settori produttivi. Le stime di Cosmetica Italia, associazione che raggruppa i produttori italiani di cosmetici, indicano che a fine anno le aziende potrebbero complessivamente registrare un +2,8 per cento di fatturato, pari a circa 11,7 miliardi di euro.

Risultati incoraggianti, per un segmento di mercato a torto ritenuto solo voluttuario. Oggi infatti una fetta sempre maggiore di prodotti cosmetici viene in aiuto ai pazienti per risolvere problemi estetici collegati a patologie o a trattamenti sanitari. 

Ciò è reso possibile anche grazie a una qualità produttiva che sempre più spesso si può paragonare a quella farmaceutica in quanto a test e controlli.

Ed è proprio in virtù dell’elevata qualità del cosmetico Made in Italy, che l’export di questi prodotti continua ad aumentare – le previsioni per il 2019 parlano di +4,5 per cento, circa 5 miliardi di euro – e ricopre un ruolo di primo piano in termini di crescita produttiva delle aziende.

Approfondiamo insieme al presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti, le ragioni di questo successo.

 

Quali sono i tratti distintivi del cosmetico italiano dal punto di vista di qualità, sicurezza ed efficacia per il consumatore?

In Europa abbiamo uno dei regolamenti più severi al mondo per quanto riguarda la sicurezza dei prodotti e degli ingredienti cosmetici. Ogni prodotto, prima di essere messo in commercio, deve superare un lungo iter e passare al vaglio di numerosi esperti, al fine di garantire la massima tutela per la salute dei consumatori. Dietro ogni prodotto di uso quotidiano ci sono anni di ricerca scientifica e in Italia siamo estremamente impegnati su questo aspetto: il settore cosmetico nazionale investe circa il doppio della media del manifatturiero in ricerca e sviluppo: il 7-8%, contro il 3-4% degli altri comparti.

 

Secondo i vostri dati, l’export continua a ricoprire un ruolo fondamentale per le aziende del comparto cosmetico italiano: quali sono le caratteristiche qualitative che fanno percepire all’estero il cosmetico italiano ancora superiore a quello prodotto in altri Paesi?

Made in Italy è un marchio sinonimo di qualità, creatività e originalità in tanti settori e quello cosmetico non fa eccezione. Basti pensare che il 65% del make-up consumato in Europa è prodotto da aziende italiane. La filiera industriale cosmetica risponde con la competitività di sistema a uno scenario internazionale di profondi cambiamenti sia della domanda del consumatore che della realtà distributiva, mantenendo e migliorando i già alti standard qualitativi e puntando sull’innovazione continua dei prodotti.

 

Vi sono sotto-segmenti del mercato cosmetico, come la dermocosmesi, che in molti casi si rivolgono alle persone che devono trattare problematiche estetiche causate da patologie o da trattamenti medico-sanitari. Qual è la relazione che esiste oggi, dal punto di vista di informazione e comunicazione, tra i produttori di cosmetici e la classe medica?

Non si tratta tanto di segmenti di mercato, quanto di ruolo sociale del cosmetico più in generale. È un valore che Cosmetica Italia promuove continuamente. La cosmesi non è qualcosa di frivolo: è un alleato indispensabile per il benessere e l’autostima di ognuno senza interferire o sostituirsi alle cure mediche. Il progetto di responsabilità sociale “La forza e il sorriso”, patrocinato dalla nostra associazione, ne è il chiaro esempio. L’iniziativa offre laboratori di bellezza gratuiti per le donne in trattamento oncologico in tutta Italia, presso ospedali e associazioni, con il supporto diretto del personale sanitario. Le cure antitumorali hanno effetti molto evidenti sull’aspetto fisico, come perdita di capelli, pelle ingrigita, macchie, e questo spesso genera una sensazione di grande sconforto per chi le affronta. In un paio d’ore di laboratorio le partecipanti, armate di crema idratante, correttore e rossetto, riescono a rivedersi belle e a ritrovare, appunto, la forza e il sorriso per affrontare la vita e la sfida che hanno davanti.

 

I prodotti dedicati a queste specifiche condizioni vengono veicolati attraverso il canale farmacia. Quali sono e saranno le caratteristiche del rapporto tra aziende e farmacista? 

Ogni persona è diversa e ogni caso va trattato a sé, non c’è una specifica linea di prodotto che vada bene per tutti. In presenza di particolari problematiche, bisogna sempre affidarsi a un esperto, in primis al dermatologo. Il canale farmacia può essere più indicato di altri per chi cerca un cosmetico da applicare su una pelle resa particolarmente delicata dagli effetti delle cure, proprio per la presenza di un professionista competente, il farmacista, che può fornire la sua consulenza.

 

Parliamo di digital trasformation e di e-commerce, che quest’anno si stima registrerà una crescita del 22% rispetto al 2018. Come garantire il consumatore sulla sicurezza dei prodotti cosmetici acquistati online?

Quello che ribadiamo sempre è di acquistare cosmetici solo attraverso canali accreditati, sia che si tratti di punti vendita fisici, sia che si tratti di e-commerce. Come dicevo prima, il regolamento a cui ci atteniamo è una dei più severi al mondo, dunque non c’è motivo di dubitare della sicurezza di alcun prodotto venduto e distribuito attraverso canali ufficiali.