Nasce all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano il Vein Center

 

>Di Caterina Del Principe>> 

 

Sono 7 milioni, prevalentemente donne, gli italiani che soffrono di vene varicose, problematica che insorge quando il sangue non circola correttamente dagli arti inferiori verso il cuore. Sono dilatazioni permanenti delle vene del circolo superficiale che si manifestano quando è presente un’insufficienza venosa. Le causa principale è la perdita di tono delle pareti venose associata al mal funzionamento delle valvole, che regolano la risalita del sangue.  

Gli esperti pongono l’accento sull’importanza di non trascurare il problema perché, informa il Professor Roberto Chiesa, primario dell’Unità di Chirurgia Vascolare: «Le varici non sono solo un inestetismo e possono avere conseguenze importanti. Nei casi più avanzati infatti il ristagno venoso può causare flebiti, tromboflebiti e in casi più rari anche ulcere cutanee da stasi, che si sviluppano solitamente intorno al malleolo».

Formicolii, pesantezza alle gambe, gonfiore e comparsa di rigonfiamento nelle vene, sono alcuni sintomi che non vanno sottovalutati e che richiedono un approfondimento diagnostico. L’ecocolordoppler è l’esame che dà informazioni precise sullo stato di salute delle pareti venose, sull’eventuale presenza di ritorno venoso alterato e permette di valutare la presenza di ostruzioni.

In caso di lieve insufficienza, la prevenzione e lo stile di vita possono ridurre notevolmente i rischi di malattia. Sin da giovani allora è bene tenere sotto controllo il peso, non fumare e fare movimento aerobico che aiuta l’attivazione della pompa muscolare e facilità il ritorno venoso al cuore. Evitare di mantenere la posizione eretta per periodi prolungati, mantenere un’alimentazione bilanciata e povera di sale, prediligere gli alimenti che contengono bioflavonoidi. Quando invece le varici diventano problematiche e possono essere causa di patologie maggiori è necessario intervenire con trattamenti mirati.  

Oggi abbiamo la possibilità di offrire ai pazienti interventi su misura: lo stripping, per esempio, è una delle tecniche più utilizzate e consiste nell’asportazione chirurgica – parziale o totale – della vena (piccola safena o grande safena) che viene sfilata. E’ un intervento sicuro e poco invasivo che si esegue con l’anestesia spinale e richiede una minima degenza ospedaliera, qualche giorno di riposo e l’utilizzo delle calze elastiche”, afferma il dottor Domenico Baccellieri, chirurgo vascolare e coordinatore del Vein Center all’interno dell’unità diretta dal Prof. Roberto Chiesa.

 

Oggi - spiega Baccellieri - abbiamo la possibilità di offrire ai pazienti un intervento su misura: abbiamo nuove tecniche endovascolari ancora meno invasive come l’ablazione della vena safena con calore (laser o radiofrequenza) o mediante la somministrazione di sostanze sclerosanti (MOCA) o colle (cianacrilato). L’intervento di ablazione termica, effettuato in day hospital, viene eseguito sotto controllo ecografico con anestesia locale lungo il decorso della vena e prevede l’inserimento di una sonda nella safena patologica irradiando onde che sviluppano calore e provocano il restringimento e la successiva chiusura della vena. Con le sostanze sclerosanti e con il cianoacrilato la procedura è la stessa, con una minore somministrazione di anestetici locali. Dopo l’intervento è consigliata la profilassi antitrombotica e la calza elastica. Tengo a specificare che l’indicazione al tipo di intervento va valutata sul singolo caso: se in un paziente la grande safena è troppo tortuosa o con un calibro eccessivo esistono delle limitazioni, in casi di concomitante patologia delle valvole del circolo profondo, la chirurgia risulta sempre più indicata”.

È importante non trascurare segnali evidenti perché le complicanze possono essere importanti, in particolare un’insufficienza venosa severa trascurata può dare origine a tromboflebiti superficiali degli arti inferiori che a loro volta possono creare trombosi venose. 

Esistono diversi fattori di rischio per la trombosi venosa profonda, tra questi: un’anamnesi familiare di trombosi venosa profonda; malattie del sangue ereditarie; l’utilizzo di terapia ormonale per il controllo delle nascite o per ridurre i sintomi post-menopausa; la gravidanza, fino a 6 settimane dopo il parto; lesioni causate da un intervento chirurgico, le fratture oppure i traumi; la prolungata mancanza di movimento a causa di un ricovero ospedaliero, per malattia, per infortunio, a causa di una paralisi odi un lungo viaggio  “e non dimentichiamo – conferma il dottor Baccellieri – anche il fumo e l’obesità sono importanti fatto di rischioLa trombosi è la terza causa di malattia cardiovascolare più comune dopo l’ischemia miocardica e l’icuts cerebrale. A determinarla è la presenza di un trombo in una vena e può essere gravata da due pericolose complicanze: l’embolia polmonare e la sindrome post trombotica. Dopo averne identificato l’estensione attraverso esami diagnostici come l’ecocolordoppler, la patologia trombotica può essere trattata “in fase acuta”, ovvero nei primi 14 giorni, attraverso la tromboaspirazione con cateteri endovascolari che liberano i vasi dal coagulo e ripristinano la circolazione venosa. In caso di "trombosi di vecchia data", i pazienti con sindrome post-trombotica e occlusioni già stabilizzate dei vasi iliaci e femorali possono beneficiare di nuove tecnologie per ricanalizzare le vene occluse e mantenere la loro pervietà con stent che dilatano il lume”.

 

Il Vein Center dell’Unità di Chirurgia Vascolare dell’IRCCS Ospedale San Raffaele è un centro di riferimento per il trattamento della patologie venose, dalle vene varicose alle trombosi venose acute e croniche, e grazie al team di professionisti dedicati segue il paziente dalla diagnosi alla cura.


Il Vein Center è un centro di riferimento per il trattamento e la cura delle patologie del circolo venoso, superficiale e profondo, che offre al paziente un percorso di cura su misura: dall’inquadramento diagnostico alle tecniche di intervento all’avanguardia per problematiche che vanno dalle vene varicose alle trombosi venose acute e croniche.