L’ASST Spedali Civili di Brescia celebra i 60 anni di attività dell’Istituto del Radio

“Un importante compleanno per l’Istituto del Radio del nostro Ospedale – ricorda il Direttore Generale Dr. Trivelli – e un grazie da parte mia, di tutta la Azienda, e sono certo anche da parte di tutta la cittadinanza e da tutti i pazienti curati dal Prof. Stefano Maria Magrini e dai suoi collaboratori.

 

Tra i principali indirizzi strategici della Azienda vi è la valorizzazione delle attività assistenziali oncologiche degli Spedali Civili, che già coprono i fabbisogni della cittadinanza e rispondono anche alle esigenze di trattamenti specialistici della nostra Regione e a livello nazionale.  L'attività oncologica clinica svolta dall’Istituto del Radio si colloca in questo indirizzo, in un quadro multidisciplinare forte e coeso, e rappresenta anche di per sé un esempio di lavoro in team.”

 

In occasione del 60° anno di attività dell’Istituto del Radio l’ASST Spedali Civili ha fatto importanti investimenti che si collocano nel quadro di un programma pluriennale e coordinato di ammodernamento delle strutture dell'Istituto del Radio.

 

Recentemente sono stati installati due macchinari di altissima precisione che consentono trattamenti radioterapici stereotassici e di radiochirurgia, sia di lesioni cerebrali che del resto del corpo.

 

Nello scorso mese di ottobre è stato infatti trattato il primo paziente con la nuova apparecchiatura Radixact per Tomoterapia elicoidale. Presso l'lstituto del Radio l'attività clinica radioterapica si è avvalsa di una apparecchiatura per Tomoterapia sin dal 2010, trattando circa 250 pazienti all'anno (per circa 5500 sedute di trattamento/anno) con questa moderna tecnologia.

 

L'apparecchiatura è stata impiegata per ii trattamento di patologie complesse afferenti al nostro Ospedale, e si è dimostrata uno strumento importante per la cura dei pazienti oncologici.

 

Le apparecchiature per tomoterapia si differenziano dai normali acceleratori lineari per la possibilità di realizzare tecniche ad intensità modulata elicoidale; in pratica, possono essere affrontate le problematiche relative al trattamento radioterapico di volumi tumorali complessi in modo più adeguato, rispetto ai più diffusi acceleratori lineari, soprattutto in casi che presentano alcune caratteristiche cliniche particolari. 

 

Radixact, la nuova versione di apparecchiatura per Tomoterapia, garantisce importanti progressi rispetto alla precedente. In particolare i principali benefici per il paziente sono il ridotto tempo di trattamento e l'introduzione di due sistemi semi-automatici di verifica del trattamento che, con l'ausilio di software basato sull'intelligenza artificiale, permettono di migliorare ulteriormente la qualità  e la personalizzazione  dei trattamenti.

 

Una conseguenza di queste migliorie è la possibilità di trattare un numero maggiore di pazienti con l'apparecchiatura, fino al 20% in più, garantendo pertanto un più ampio accesso a questa sofisticata e ulteriormente migliorata tecnologia.

 

L'installazione della apparecchiatura e tutte le necessarie procedure di verifica successive si sono svolte nel rigoroso rispetto dei tempi previsti, anche grazie allo sforzo del personale infermieristico, tecnico, fisico e dei medici dell'Istituto, che hanno accettato di lavorare anche in orario serale per ridurre ii rischio di un allungamento eccessivo dei tempi di attesa per ii trattamento durante questo periodo.

 

Infatti, nonostante la necessità di bloccare per un periodo l’attività di due macchine (quelle obsolete da sostituire) ed effettuare tutti i lavori edili e quelli necessari per l’installazione delle nuove apparecchiature, si è riusciti a contenere i tempi di attesa per il trattamento radioterapico in limiti assolutamente accettabili.

 

A breve è infatti è inoltre previsto   anche   l'avvio dell'attività   della seconda   modernissima apparecchiatura per radioterapia robotizzata (Cyberknife), che completa una prima, significativa parte del percorso.

 

Questa apparecchiatura per Radioterapia a braccio robotico è utilizzata per i trattamenti cosiddetti “radiochirurgici” di casi selezionati di neoplasie.

 

Consente un elevatissimo risparmio dei tessuti sani circostanti al tumore ed è in grado di “seguire” i movimenti del tumore stesso nel corso di ogni seduta di trattamento (“tracking”). È lo strumento ottimale per il trattamento stereotassico delle metastasi cerebrali, ma è utile anche per il trattamento con alte dosi per seduta di localizzazioni neoplastiche di altre parti del corpo, in particolare in combinazione con i nuovi farmaci immunoterapici.

 

L’entrata in esercizio clinico delle due apparecchiature, che si aggiungono ai due acceleratori già in funzione, rende l’Istituto del Radio in grado di fornire trattamenti adeguati per tutte le neoplasie, selezionando per ogni paziente l’apparecchiatura più adeguata al singolo caso.

 

“Ringrazio la Direzione Strategica – sottolinea il Prof. Magrini, Direttore dell’Istituto del radio - che ha consentito questo sensibile miglioramento della dotazione tecnologica dell’Istituto grazie a scelte coraggiose e, con particolare gratitudine, i tecnici, gli infermieri e i miei colleghi dell’Istituto del Radio che hanno consentito, insieme al personale della Fisica Sanitaria, l’installazione e l’entrata in funzione delle nuove apparecchiature, riducendo il disagio per gli ammalati grazie a turni di lavoro straordinario.

 

Vorrei sottolineare inoltre che queste macchine sono al servizio della attività oncologica clinica dell’Istituto e dei Colleghi delle altre specialità diagnostiche, mediche e chirurgiche dell’area oncologica dell’Azienda, con cui quotidianamente collaboriamo nelle numerose attività multidisciplinari che operano per mettere il paziente al centro dell’attività di cura.”

 

Ricordiamo ancora con piacere che domani, 22 novembre, alle 17.30, presso l’Auditorium San Barnaba in Corso Magenta, a conclusione del convegno internazionale annuale “Brescia Meetings in Radiation Oncology” si terrà un breve incontro con la cittadinanza per la presentazione delle nuove apparecchiature per radioterapia acquisite dalla nostra Azienda.

 

Sarà anche un’occasione per festeggiare i 60 anni di vita dell’Istituto del Radio, fondato nel 1959, che ha trattato e seguito ad oggi quasi 100.000 pazienti oncologici, fornendo loro circa 120.000 trattamenti radioterapici e decine di migliaia di trattamenti chemioterapici