RIVOLUZIONE LIFTING: NUOVO APPROCCIO MININVASIVO

DI Flavia Scicchitano

 

Rivoluzione sul lettino del chirurgo per il ringiovanimento del viso e del collo: è il ‘minilifting composito’, l’intervento di chirurgia estetica, che potrebbe cambiare per sempre il modo di affrontare il ritocco facciale. Questa innovativa tecnica di lifting, ideata da Sam Hamra di Dallas (USA), diffusa dall’australiano Mendelson e resa più pratica dal tedesco Funk, permette di sollevare i tessuti con un approccio mininvasivo e con un’esposizione minore ma con effetti più duraturi di un intervento tradizionale completo. Risultato: la richiesta è sempre maggiore e, oltre alle donne, a cedere è anche il sesso maschile. 

 

Daniele Spirito, chirurgo plastico di Roma e docente alla Scuola di specializzazione in Chirurgia Plastica, Università di Milano. Lei è stato il primo ad importare in Italia l’intervento di minilifting composito. Quali sono le caratteristiche di questa nuova tecnica di chirurgia estetica?

 

Nell’aprile 2017 ho finalmente eseguito il primo intervento di ‘minilifting composito’ riducendo l’incisione e rendendola corta, quasi invisibile e sottile. Da quel giorno la richiesta è sempre più alta. L’idea è rivoluzionaria e i risultati sono entusiasmanti: i tessuti vengono sollevati in maniera ‘composita’ ovvero tutti insieme, e gli effetti hanno durata maggiore di quelli del classico lifting. L’incisione è unica davanti l’orecchio e ripercorre le sue pieghe, si esegue in anestesia locale con sedazione. I rischi di complicanze sono ridotti, il recupero è più rapido e la durata nel tempo sensibilmente superiore. Da un progetto di chirurgia conservativa, cosiddetto ‘minilifting’, riusciamo ad ottenere, con uno scollamento minore, esiti da lifting completo. 

 

E quali sono le modalità di esecuzione dell’intervento?

 

L’operazione viene eseguita in anestesia locale con sedazione e, soprattutto, in regime di day hospital. Si effettua una piccola incisione davanti al padiglione auricolare e si procede ad uno scollamento di 5-6 cm nel sottocute. Da qui si fa ingresso nei piani profondi e si riposizionano i tessuti in verticale. Si aggancia il “composto” di tessuto sottocutaneo, fasce e muscoli, e si tira in maniera compatta verso l’alto. L’eccesso di pelle viene rimosso, infine si sutura. La cicatrice è piccola, quasi invisibile. Negli uomini addirittura resta nascosta con le basette. L’intervento dura circa un’ora.

 

Quanto dura il post-operatorio e quali sono le accortezze da avere nel periodo di ripresa? 

 

La ripresa è molto rapida: si applica sulla zona trattata una fasciatura completa per 24 ore e poi si esegue una speciale medicazione compressiva e adesiva che avvolge il collo fino al davanti le orecchie per quattro giorni. Una volta tolte le bende il risultato è già evidente: volto e collo sono ringiovaniti di dieci anni. Il paziente torna a stare bene nel giro di una settimana ed è perfettamente in grado di riprendere la propria vita. E i risultati sembrano essere più duraturi di un intervento tradizionale completo. 

 

Ci può raccontare in sintesi quali sono i vantaggi del minilifting composito rispetto al lifting tradizionale completo? 

 

Si tratta di una tecnica talmente vantaggiosa per il paziente che potrebbe sostituire in via definitiva il lifting tradizionale completo. L’esposizione dei tessuti è minore, quindi meno punti, meno coagulazione, meno rischi di complicanze. Inoltre la procedura è meno invasiva rispetto a quella di un lifting classico, la cui incisione arriva fin dietro l’orecchio con uno scollamento della pelle fino a metà mento, ma la durata è la stessa se non maggiore. In questo caso la cicatrice è invisibile e ciò significa che ringiovanire senza mostrare i segni si può. Per questo la tecnica del lifting composito può essere ormai considerata una valida alternativa al classico lifting facciale, i risultati sono di molto superiori alle aspettative.

 

Cosa ci si deve aspettare una volta eseguito il ritocco? Quali sono gli effetti su viso e collo in termini di ringiovanimento?

 

L’effetto è quello di un viso più giovane di dieci anni. Si tratta di un intervento rivoluzionario nel modo di concepire la chirurgia estetica della faccia. L’indicazione maggiore riguarda persone che sono dapprima ingrassate e poi dimagrite perché la pelle ha ceduto. Ma la tendenza tra le persone che hanno superato i 50 anni sta crescendo sempre di più. E’  proprio una volta superati i 50 che si sente l’esigenza di andare avanti ritrovando un aspetto più giovane, e questo accade tanto alle donne quanto agli uomini. Il viso tende a scendere, come sappiamo, per la forza di gravità e perché le ossa diventano più sottili; noi lo riposizioniamo verso l’alto. I risultati sono davvero rivoluzionari. E come detto sempre più spesso è anche il sesso maschile a sfidare la forza di gravità. 

 

In che modo il minilifting potrà incidere nel panorama della chirurgia estetica della faccia? Cosa possiamo aspettarci per il futuro? 

 

Si tratta di un ‘minilifting’ ma con risultati da grande lifting, un intervento rivoluzionario che porterà un cambiamento radicale nel modo di pensare l’operazione ‘regina’ della chirurgia estetica. Come ho già detto, la procedura è meno invasiva e i rischi di complicanze sono ridotti, il recupero è più veloce e la durata sembra maggiore. Si tratta di enormi vantaggi per i pazienti, che sempre più scelgono di sostituire in via definitiva il lifting tradizionale completo per l’approccio mininvasivo. Il minilifting riesce a trasformare in realtà il desiderio di milioni di donne e di uomini: un viso e un collo più distesi nonostante il passare dell’età,  senza segni e cicatrici visibili.