Cambia passo la formazione medica

>Eugenio Gaudio*>>

 

Viviamo tempi in cui i cambiamenti si susseguono repentini e ci pongono di fronte a una sfida ineludibile: non solo quella di stare al passo con l’innovazione, ma quella di saperla anticipare come formatori, compiendo scelte didattiche efficaci affinché i professionisti del futuro abbiano la capacità di orientarsi tra scenari e strumenti non ancora ipotizzabili. Non è un compito facile, ma questo è il senso dei progetti che come università abbiamo scelto già da alcuni anni di portare avanti, in linea con quanto emerso dai recenti studi sull’argomento. L’obiettivo strategico è quello di superare lo stile di insegnamento didascalico e favorire la partecipazione attiva degli studenti al processo di apprendimento, per migliorare la qualità della didattica e formare professionisti consapevoli. 

 

Il campo medico è uno di quelli in cui il cambio di passo è tangibile e necessita risposte concrete, perché attiene a una professione caratterizzata da situazioni non sempre prevedibili in cui la capacità di operare scelte tempestive e di gestire le emergenze è importantissima. In quest’ottica, si collocano i laboratori ad alta tecnologia che Sapienza ha messo a disposizione di una platea di oltre 25.000 tra studenti e specializzandi di area medica: sono costituiti da ambienti simulati dove è possibile fare training in condizioni prive di rischio, aumentando la capacità di prendere decisioni in autonomia e riducendo l’impatto emotivo connesso alle prime esperienze sul paziente. Si tratta di strutture ad alta efficienza in cui si sperimentano pratiche mediche nelle situazioni di crisi e di emergenza, avvalendosi di “pazienti virtuali”: questi sono collegati a monitor identici a quelli utilizzati in corsia, che consentono di valutare in tempo reale l’adeguatezza degli interventi effettuati da studenti. Questa metodologia rende possibile rallentare il tempo del soccorso, una sorta di “messa in pausa” dell’azione che nella realtà ospedaliera e ambulatoriale non è ovviamente possibile, assai utile per ragionare a caldo sullo scenario, discutere e correggere. L’esperienza pratica comincia dunque in un ambiente controllato, in assoluta sicurezza, e su casistiche ampie e variegate, proposte in gradi di complessità crescenti, permettendo agli aspiranti medici di approcciare una gamma di casi maggiore rispetto a quelli disponibili in corsia. Un aspetto da non trascurare, infatti, è che negli skill labs di area medica si lavora su tecniche a bassa tecnologia, come accessi venosi, inserimento di sondini o cateteri, ma sono proposte anche procedure molto complesse, con manichini altamente sofisticati: gli studenti possono sperimentare per esempio le manovre del parto – è presente una sala parto completa - o attività legate al primo soccorso, come intubazioni in condizioni di traumi gravi o alterazioni cardiocircolatorie, respiratorie e renali. La strumentazione all’avanguardia è completata dalla tavola anatomica digitale da 65 pollici, l’unica presente su tutto il territorio nazionale, che propone la visualizzazione in 3d di organi interni e facilita la comprensione delle conoscenze anatomiche utilizzando immagini reali raccolte in cloud da centri medici sparsi in tutto il mondo.

Alla base di questo nuovo approccio formativo dunque c’è una vera e propria rivoluzione del paradigma di insegnamento, in cui il punto focale non è solo evitare l’errore, il cosiddetto “error avoidance training”, ma sviluppare la capacità di gestire l’errore individuando la migliore strategia per portare comunque a compimento la procedura medica, quello che le recenti teorie pedagogiche chiamano “error management training”.

 

Personalizzare l’insegnamento e renderlo a misura di studente, dunque, è nei fatti la strategia che si è andata consolidando e che ormai troviamo - un po’ a sorpresa forse per alcuni - anche nel campo della letteratura medica. Il cambio di passo, infatti, si è realizzato anche in questo ambito, grazie alla possibilità di accedere in modo “fluido” al patrimonio bibliografico, grazie alle banche dati e a strumenti informatici sempre più potenti. Da qualche anno, in particolare, il nostro patrimonio bibliografico si è arricchito di una nuova risorsa, il portale Access Medicine. Questo strumento mette a disposizione oltre 140 volumi pubblicati della casa editrice americana McGraw Hill, aggiornati periodicamente e che consentono di aver accesso alle novità in campo scientifico, superando i tempi di traduzione, pubblicazione e diffusione delle testi, e questo rappresenta un indubbio vantaggio sia per l’aggiornamento professionale sia per la didattica. Alla consultazione delle fonti si associa la presenza di risorse multimediali visuali, fotografiche e sonore, collegamenti ipertestuali a motori di ricerca bibliografici (PubMed, McMaster), ma anche calcolatori per la gestione quotidiana dei pazienti, casi clinici standardizzati e un prontuario farmaceutico. 

Da un punto di vista didattico, la piattaforma consente non solo di utilizzare ebook comodamente da casa ma è un’opportunità di personalizzare l’insegnamento in relazione agli obiettivi formativi. Il docente, infatti, ha la possibilità di creare un proprio percorso, individuando sulla piattaforma l’elenco di risorse disponibili a partire da parole chiave e cioè di costruire un proprio manuale composito, assemblando i vari elementi a disposizione: collegamenti ipertestuali, immagini, video, audio, copiando e incollando parti di testo tratti da volumi differenti. Una prassi che sostituisce i libri “chiusi” con libri “aperti”, stimolando un’analisi critica del testo “fluido” diventato così esso stesso un ambiente di apprendimento in cui lo studente è al centro, attivamente coinvolto in un processo formativo. 

 

A fronte dei tanti stimoli e delle tante informazioni disponibili, oggi più che mai il sapere è legato al saper discernere, e il campo medico non fa eccezione. L’esercizio critico nelle pratiche mediche e la flessibilità nell’approccio diagnostico-terapeutico sono elementi imprescindibili che l’attività didattica deve saper trasfondere ai medici del futuro.

 

*Rettore

Sapienza Università di Roma