Dare voce a chi forse non l'ha mai avuta: il nuovo libro di Eugenio Cardi

>DI N. Ryan Carrassi >>  #12life

 

“Come pipistrelli nella notte” è il titolo dell’ultimo libro di Eugenio Cardi. Ispirato ad una storia vera, è un romanzo di denuncia sociale contro omofobia e femminicidio. L’autore ci accompagna in un mondo dove l’omosessualità femminile si deve ancora nascondere, almeno in famiglia,  e dove la violenza sulla donna, la moglie, l’amica o la compagna occasionale rappresenta una prassi supportata dal silenzio e dalla rassegnazione.  Voce narrante è la stessa protagonista del romanzo, una ragazza che cerca con fatica la strada giusta per non perdersi.  

Che cosa ha scatenato la necessità di far emergere questa vicenda e di portarla a conoscenza del pubblico:

L'esigenza nasce dal fatto che da sempre impegnato nel Sociale (a seguito del conseguimento della laurea in Scienze politiche, indirizzo politico-sociale, ho trascorso più di 20 anni impegnato nel volontariato, in particolare nei settori CARCERI, MINORI IN DIFFICOLTA' E IMMIGRAZIONE), cerco con i miei romanzi di lanciare un messaggio, un warning, su quel che non va nella nostra società, in particolare quando trattasi delle mille forme di violenza su donne e minori, fenomeni che non solo non accennano a diminuire ma che vanno incrementandosi. Lo faccio raccontando storie vere delle quali sono venuto a conoscenza, storie che spesso mi raccontano via email le mie stesse lettrici. Sono storie molto dure, che racconto con altrettanta durezza proprio per scagliare un sasso simbolico contro la vetrata dell'indifferenza  

 

Non è la prima volta che Lei si dedica all'argomento. Che cosa l'attrae in queste figure travagliate, a tratti geniali, spesso letali per se stesse e per gli altri?

Sono da sempre appassionato alle tematiche del disturbo mentale, studiavo con attenzione i casi clinici di Freud fin dai tempi del Liceo. Ad oggi sono al nono romanzo, tutti sostanzialmente legati dal filo rosso del disagio mentale. Inoltre, scrivendo e pubblicando ormai da 15 anni, ricevo numerose lettere di persone (donne per oltre il 90%) che mi raccontano delle loro problematiche, sofferenze e difficoltà, instauro un rapporto epistolare frequente con diverse di loro e loro stesse mi chiedono di raccontare la loro storia, di farle emergere, di essere il loro portavoce in qualche modo, proprio per scoperchiare così questo terribile vaso di Pandora di violenze e sofferenze varie e perché il tutto possa essere da monito per chi non riesce ad emanciparsi o comunque ad uscire da situazioni di gravi difficoltà

 

Che cosa pensa della chiusura del manicomi, dei ricoveri contingentati di oggi, e dei servizi di igiene mentale che spesso sono ospitati in luoghi fatiscenti e con personale volontario?

Il discorso qui si complica, difficile rispondere con poche frasi ma ad ogni modo ci provo: naturalmente sono sempre stato estremamente a favore della chiusura dei manicomi, in particolare degli OPG, veri e propri luoghi di tortura. Fin dai tempi di Basaglia (o anche di Goffman, con il suo fondamentale manuale "Asylums. Le istituzioni totali: i meccanismi dell'esclusione e della violenza")  infatti è stato chiarito che la persona con disturbi mentali non può esser rinchiusa in quella sorta di lager ma - seppur controllata e protetta, per il suo bene e di chi gli sta attorno - per la sua salvezza e cura è fondamentale che sia totalmente immerso nella società. Purtroppo come sempre le cose in questo Paese si fanno a metà: son stati chiusi infatti manicomi ed OPG ma non sono mai decollati quei servizi alternativi, molto più umani, che sarebbero dovuti nascere da quel momento in poi, così oggi chi ha seri problemi di equilibrio mentale (vedasi ad esempio chi soffre di schizofrenia) resta perlopiù relegato alle cure e attenzioni del proprio nucleo familiare, spesso con tutte le difficoltà che si possono immaginare. Per quanto riguarda i servizi di igiene mentale va fatta una grande differenza tra le varie zone del Paese: non è possibile generalizzare infatti, perché sappiamo tutti fin troppo bene che in alcune aree funzionano benissimo, in particolare nel Nord Italia, per il resto si va a macchie di leopardo, il che naturalmente non dà assolutamente un'idea di efficienza e soprattutto di parità di assistenza al cittadino. 

 

E' più facile alla fine interagire con una persona disfunzionale o neuro diversa, rispetto ad una normale, o così considerata? I pazzi veri sono fuori?

Nella mia esperienza di vita, avendo vissuto sia "fuori" che "dentro" (nel senso di aver a lungo operato  in carcere anche con persone che uscivano da 10 anni di manicomio criminale, son stato tra l'altro membro della Consulta Permanente del Comune di Roma per le problematiche penitenziarie) posso certamente affermare che la "normalità" non esiste: è un'invenzione, un concetto fin troppo facile e rassicurante a cui disperatamente ci aggrappiamo (così come autorevolmente ci insegna l'ultimo DSM-5 che ha sdoganato tutta una serie di disturbi precedentemente catalogati come patologici, per via del fatto che ne soffre una quantità enorme di persone e che di conseguenza essendo molto diffusi non possono più classificarsi come patologici) ma che mostra sempre più i suoi limiti. Onestamente non so quindi se come diceva la grandissima Alda Merini i pazzi sono "unicamente" quelli che stanno fuori, credo semplicemente che l'essere umano sia una miscellanea di molteplici virtù e difetti e che nessuno possa esser definitivamente catalogato in un senso o nell'altro dato che eminenti scienziati della mente ci spiegano che la lucidità può esser facilmente un effetti temporaneo, nel senso che a seconda di quel che ci accade nella vita è estremamente facile che l'equilibrio che ci dominava fino a ieri possa andar perduto in un sol attimo come è anche assolutamente vero il contrario, ho visto infatti persone giovanissime aver seri problemi di equilibrio (particolarmente sofferenti di disturbo di personalità borderline) e poi riuscire a rientrare in società con grande equilibrio e fattiva determinazione. Direi che viviamo tutti in un equilibrio perennemente instabile

 

Potrebbe innamorarsi di una persona neuro diversa?

Per tutto quel che ho affermato precedentemente non posso rispondere a questa domanda con un secco SI' o un altrettanto secco NO, dato che nella vita non sai mai quel che può accaderti. Posso dire di aver conosciuto menti brillantissime in giovanissime ragazze sofferenti di serie problematiche mentali e perfetti idioti nel normalissimo mondo che ci circonda. Ad ogni modo "Mai dire mai" 

 

"Come pipistrelli nella notte" uscirà a giugno, è già al lavoro sul prossimo libro?

In verità sì, e questa è davvero una assoluta anteprima, sto scrivendo infatti il sequel del mio romanzo di maggior successo "Irene F. Diario di una borderline" (molto diffuso anche all'estero) che uscirà il prossimo anno in occasione del decennale della prima edizione italiana di "Irene F."   

 

Il libro sarà nelle librerie a partire dal 4 giugno prossimo, contemporaneamente in Italia e in Argentina.


zoom on...

Eugenio Cardi, scrittore, vive e lavora a Roma.

Ha pubblicato ad oggi otto romanzi, pubblicati in Italia e all’Estero (Francia,

Spagna, Canada, Argentina). Il suo nuovo romanzo, “Come pipistrelli nella notte”,

contemporaneamente in libreria in Italia e in Argentina da maggio 2020, ispirato ad

una dura storia vera, è un romanzo di denuncia sociale contro omofobia e

femminicidio. I suoi romanzi - tutti basati su un percorso di introspezione

psicologica o inerenti temi di forte rilevanza sociale - sono stati presentati in

numerose occasioni da nomi di eccellenza del panorama nazionale ed internazionale

del mondo accademico, della cultura e del giornalismo (Paola Gassman, Emanuela

Panatta, Franco di Mare, Mariella Venditti, Irene Ferri, Sandro Petrone, Prof. Matteo Villanova,

Dott. Pompeo Martelli, On. Paola Binetti, On. Aldo Di Biagio, e molti altri…). Spesso le

presentazioni dei suoi romanzi sono avvenute in ambito accademico.

Tra i vari suoi romanzi, “Irene F. Diario di una borderline” (romanzo di denuncia

sociale contro il terribile fenomeno dell’abuso sessuale infantile) è stato presentato in

anteprima presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati nel maggio del 2011 e

successivamente il 25 febbraio 2016 presso il Senato della Repubblica Italiana.

Irene F. è stato tradotto e pubblicato in diversi altri Paesi.

Laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Perugia (indirizzo

politico-sociale), Eugenio Cardi ha conseguito negli anni una lunga esperienza nella

Comunicazione nell’ambito del Non Profit, in particolare negli ambiti: CARCERI,

MINORI IN DIFFICOLTA’, IMMIGRAZIONE. 

Cardi è stato infine docente nell’ambito del Master “Educazione affettiva, estetica ed emozionale

e Criminologia interventistica per Sindromi pedofile e Sex-offenders” organizzato dall’Università

degli Studi Roma 3 e diretto dal Professor Matteo Villanova.

 


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