SIGARETTE ELETTRONICHE I RISCHI PER LA SALUTE

 

 

DI >>Danilo Quinto>

 

 

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità sono circa due milioni gli italiani che fanno uso e di sigarette elettroniche

 

L’ultimo allarme sui rischi per la salute delle sigarette elettroniche l’ha reso noto l'Agenzia americana per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (Cdc): è legato ad ad un ingrediente, la vitamina E acetato, aggiunta ai prodotti a base di tetraidrocannabinolo (Thc), uno dei maggiori principi attivi della cannabis. E’ stata identificata come una causa importante nelle malattie collegate all’uso delle sigarette elettroniche, che hanno fatto ammalare negli Stati Uniti 2051 persone, uccidendone una quarantina. La scoperta si è basata sull'analisi di campioni di fluidi presi dai polmoni di 29 pazienti malati, dove sono stati trovati composti della vitamina. E’ aperta l'ipotesi che altre sostanze chimiche o tossine possano causare gravi malattie respiratorie.

La sigaretta elettronica – si usa di solito l’abbreviazione e-cig - è un dispositivo che consente d’inalare vapore, in genere aromatizzato, contenente quantità variabili di nicotina. Raggiunge l'apparato respiratorio senza che ci sia combustione del tabacco. Lo svapare  consente al fumatore di tabacco d’immettere nel suo organismo la quantità di nicotina necessaria e gli dà la possibilità di fare un'esperienza che richiama quella della sigaretta. La miscela è composta da acqua, glicole propilenico, glicerolo ed altre sostanze, tra cui gli aromatizzanti e una quantità variabile di nicotina (in genere, tra 6 e 24 mg), in una miscela composta. Alcuni modelli contengono  solo un vapore aromatizzato.

Il dispositivo è stato messo a punto per la prima volta in Cina. In Occidente si è diffuso nel 2006. In base ai dati rilevati nel 2016 dall’Istituto Superiore di Sanità, circa due milioni di italiani fanno uso occasionale o regolare di sigarette elettroniche. Il fenomeno si sta diffondendo purtroppo in maniera significativa tra gli adolescenti.

Il 10 ottobre 2019, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP) sulle Nuove Sostanze Psicoattive (NSP) - coordinato dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) - ha diramato un’allerta di grado 2 sulle sigarette elettroniche, in base alle segnalazioni ricevute dall’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona (European Monitoring Centre for drugs and drug addiction, EMCDDA) relative al focolaio di malattia polmonare associata all’uso di prodotti per e-cig registrato negli Usa. Infatti, alla data delllo scorso primo ottobre, 48 Stati americani e un territorio Usa hanno segnalato ai Centers for Disease Control and Prevention (CDC), 1080 casi e 18 decessi. Tutti i pazienti usavano sigarette elettroniche. In base ai rilievi effettuati, in molti hanno usato prodotti a base sia di THC che di nicotina, altri solo nicotina. Molti casi sono collegati all’utilizzo di prodotti acquistati attraverso canali non ufficiali e da rivenditori non autorizzati; al momento nessuna singola sostanza o prodotto di sigaretta elettronica è stato associato alla malattia, anche se la causa sospetta sembra essere un’esposizione chimica. Non c’è – almeno, ancora non emerge dalle ricerche - un nesso di causalità tra i casi di malattia polmonare e una singola sostanza, marchio o metodo di utilizzo: poichè nella sigaretta elettronica si può inserire il prodotto che si preferisce, occorre prestare attenzione alle modalità di utilizzo.

In base alla statistiche disponibili, in Italia sono circa 900.000 gli utilizzatori di e-cig con più di 15 anni di età. Di questi, l’80,1% si dichiara consumatore “duale”, cioè fuma sia le sigarette tradizionali che quelle elettroniche. Il 72,3% usa liquidi di ricarica contenenti nicotina (in particolare: il 24,3% usa liquidi a base sia di nicotina sia di altre sostanze; il 48% liquidi con solo nicotina). Il 5% dei fumatori (occasionali o abituali) di sigaretta elettronica, prima di utilizzare l’e-cig non risulta aver mai fumato sigarette tradizionali.

Questi dati fanno riflettere sul fatto che l’uso della sigaretta elettronica ai fini della disassuefazione e cessazione non inserito in un percorso sanitario guidato rischia di fallire e consegna il fumatore a diventare un consumatore duale. Bisogna anche considerare che la dipendenza da nicotina è una dipendenza estremamente forte e veloce e risulta molto pericolosa in età evolutiva poiché questa sostanza può interferire sulla plasticità neuronale.

Gli studi disponibili sugli effetti sulla salute delle sigarette elettroniche sono ancora parziali, perchè sono ancora poche le informazioni su questi prodotti, specialmente a lungo termine. Una cosa è certa, nell’attesa che la scienza fornisca elementi più chiari: sottoporre l’uso delle sigarette elettroniche alle stesse regole stabilite dalla legge 3/2003 (“Legge Sirchia”) sul divieto di fumo nei luoghi pubblici, in quanto coloro che usano le sigarette elettroniche tendono ad usarle anche nei luoghi dove vige il divieto di fumo per le sigarette tradizionali.


>> Scelti per te:


1 Valido per spedizioni verso Italia. Per i tempi di consegna verso altri Paesi e le informazioni sul loro calcolo vedi qui: Condizioni di consegna e pagamento