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Risorse umane e liste d’attesa sono i primo nodi che, per sua stessa ammissione, si troverà ad affrontare il nuovo ministro della Salute, Giulia Grillo. Nodi che, per essere sciolti, più della spada usata da Alessandro Magno a Gordio avranno bisogno della collaborazione e delle capacità dell’altrettanto neofita (per la carica, non certo per esperienza scientifica e professionale) ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

Periodicamente torna a impazzare la polemica sulle migrazioni sanitarie di cittadini italiani da una regione all’altra. Come se fosse colpa loro e non dell’anormalità di un Paese che li costringe a percorrere centinaia di chilometri per godere di un’assistenza sanitaria aggiornata e adeguata, anche alla tar-tassazione subita dal contribuente medio italiano.

Al margine orientale di Sesto San Giovanni i circa 17mila residenti di Cascina de’ Gatti non hanno cominciato bene il 2018. Hanno saputo che i loro tre medici di base stavano per andare in pensione e che non sarebbero stati sostituiti. E constatato subito dopo che, nei quartieri limitrofi o in centro, nella cittadina lombarda non è facile trovare medici non massimalisti. Con buona pace del diritto alla cura.

Ha fatto scalpore e creato polemiche la recente radiografia della spesa sociale in Italia. In particolare, la quota destinata agli ultra 65enni, pari al 77,2 per cento del totale.


di Pietro Romano La vulgata ricorrente limita il ruolo futuro dell’Italia a una sorta di Disneyland delle antichità. Del resto, il nostro ultimo Premio Nobel non è stato un geniale guitto medievaleggiante, geniale ma pur sempre guitto, come Dario Fo? E il Parlamento non è avaro, avarissimo, di menti scientifiche tra i suoi banchi al contrario dei Parlamenti post-unitari, ricchi di speranze e ribollenti di proposte? E anche la letteratura dei primi decenni post-unitari così come degli anni...

DI Pietro Romano Un adagio sostiene che la guerra è troppo importante per lasciarla fare ai militari. Ma spesso le guerre le hanno provocate scelleratamente, e condotte in maniera disastrosa, i civili. Insomma, a proposito di chi-deve-fare-che, ci pare molto più sensato dirla, con i milanesi di un tempo, “offelee, fa el tò mestee”, “pasticciere, fai il tuo mestiere”. Se, infatti, ognuno facesse al meglio quello che fa, il mondo procederebbe più diritto. Una regola che vale anche, è...