CARDIOLOGIA: Il mappaggio con sistema Rhythmia nel trattamento ablativo delle aritmie cardiache

 

 

 

>Di Roberto Mantovan>> 

 

Introduzione

L’aritmia è un disturbo del ritmo cardiaco o della frequenza cardiaca (cioè del numero di battiti al minuto); il cuore può cioè battere troppo velocemente (tachicardia) o troppo lentamente (bradicardia) o con un ritmo completamente irregolare (ad es. fibrillazione atriale). La maggior parte delle aritmie sono innocue ma a volte possono impedire al cuore di riempirsi adeguatamente e di svolgere la sua funzione di pompa del sangue in circolo; questo può arrecare gravi danni a diversi organi (cervello, cuore, reni, ecc.).

In base a dove si origina e alla tipologia avremo:

  • Aritmie Sopraventricolari e più specificatamente
    • Fibrillazione Atriale e Flutter Atriale
    • Tachicardia parossistica sopraventriclare e sindrome di Wolff-Parkinson-White.
  • Aritmie Ventricolari, quali
    • Tachicardia Ventricolare
    • Fibrillazione Ventricolare

 

Sintomi

I sintomi dipendono dal tipo di aritmia. Un ritmo troppo lento può manifestarsi con vertigini, debolezza e perdita di coscienza a breve termine; un ritmo troppo veloce con palpitazioni e battiti fortemente accelerati. Alcune persone avvertono un polso irregolare, mancanza di respiro, sudorazione o una pressione sul petto e riduzione del rendimento. Altri non si accorgono quasi per niente della loro aritmia. I disturbi possono essere temporanei e poi sparire, oppure durare diversi giorni o essere permanenti.

 

Cause

Le cause sono molteplici, possono verificarsi inaspettatamente senza ragione apparente, e a qualsiasi età a cui è associato un aumentato rischio di sviluppare un'aritmia. Analogo discorso vale per le malattie cardiovascolari, quali ipertensione arteriosa, infarto cardiaco, malattie valvolari o insufficienza cardiaca. Gli stili di vita sregolati, inoltre, facilitano l’insorgenza di aritmie.

 

Impatto Clinico

Al giorno d’oggi si evidenzia una crescita preoccupante delle patologie cardiache, legate soprattutto al progressivo invecchiamento della popolazione, il cui costo per l'economia UE è stimato in oltre 196 miliardi di euro all'anno, di cui 26 – 30 miliardi per la sola fibrillazione atriale. In Europa sono 8,8 milioni le persone che soffrono di fibrillazione, fattore responsabile del 20% degli ictus ischemici, il cui costo grava per il 3% sulla spesa sanitaria globale. 

La spesa annuale in Italia si attesta a circa 16 miliardi di euro per le malattie cardiovascolari, a cui si aggiungono altri 5 miliardi di euro derivanti dalla perdita di produttività. 

 

Ablazione, l’alternativa efficace ai farmaci

Sviluppata alla fine degli Anni ’80, l’ablazione cardiaca rappresenta oggi uno dei trattamenti di maggiore efficacia per la fibrillazione atriale ed è stata praticata nel 2014 a circa 140.000 pazienti europei, che potrebbero arrivare a 200.000 entro la fine del 2019. In Italia ogni anno si effettuano più di 6.000 ablazioni di fibrillazione atriale, il cui intervento è stato inserito nelle linee-guida della società Europea di Cardiologia (ESC) come un’efficace alternativa alle terapie farmacologiche, con vantaggi dimostrabili in termini di diagnosi, sicurezza e miglioramento della qualità di vita dei pazienti e con impatto positivo anche in termini economici e conseguentemente di sostenibilità. 

 

Un centro specializzato in Aritmologia

L’Ospedale di Conegliano Veneto in provincia di Treviso ospita da molti anni un avanzato reparto di Cardiologia, diretto dal dottor Roberto Mantovan, dove oggi si utilizzano tecniche all’avanguardia per la cura delle aritmie tra cui Rhythmia una nuova e sofisticata apparecchiatura per il mappaggio cardiaco 3D sviluppata da Boston Scientific. «Approcciamo le aritmie da trattare secondo un approccio innovativo» spiega Mantovan. «Solo lo scorso anno abbiamo eseguito più di 300 ablazioni trans-catetere utilizzando tecnologie avanzate come i sistemi di mappaggio. La fibrillazione è l’aritmia che più frequentemente trattiamo, vista la sua diffusione, ma non l’unica. Infatti, seppur meno frequentemente, vengono trattate anche aritmie sopraventricolari, che colpiscono una fascia di popolazione più giovane, oltre alle aritmie ventricolari, ad alto rischio di morte improvviso. Per quest’ultime, è previsto anche l’impianto di un defibrillatore.  

 

L’ablazione cardiaca è una procedura terapeutica avanzata, risolutiva in molte aritmie

«La tecnica prevede l’inserimento nel cuore di un catetere diagnostico che fornisce una “panoramica” globale del cuore dal punto di vista anatomico ed elettrico, e di un catetere “ablatore” per trattare selettivamente le aree coinvolte. Il catetere ablatore eroga l’energia in modo mirato, determinando in questo modo l’eliminazione delle cellule malate», spiega il dottor Mantovan. «Con l’attuale tecnologia siamo in grado di risolvere in maniera definitiva alcuni tipi di tachicardia come le tachicardie intranodali, la Sindrome di Wolff Parkinson White, alcune forme comuni di flutter atriale. In altre patologie possiamo ottenere risposte molto buone nell’80% dei pazienti. In ogni caso, riusciamo a modificare drasticamente il corso della patologia, riportando indietro le lancette dell’orologio del paziente di 10-15 anni. Nei pazienti con tachicardie ventricolari riusciamo a scongiurare quegli aggravamenti emodinamici, tipici dell’aritmia, che portano al progressivo peggioramento dello stato del cuore». 

 

Mappaggio e l’ablazione avanza

 

«Oggi grazie anche ai moderni sistemi di mappaggio come il più recente Rhythmia, presente nel nostro reparto di Cardiologia, siamo in grado di trattare aritmie difficili come il flutter atriale, le tachicardie atriali, le tachicardie ventricolari, aritmie queste ultime estremamente rapide e pericolose che possono degenerare provocando anche arresto cardiaco. Questi sistemi consentono di fornire una mappa accurata delle regioni del cuore e di individuare con precisione millimetrica i punti da trattare. Rhythmia, grazie a un sofisticato catetere diagnostico dal design innovativo, con diametro variabile e dotato di ben 64 elettrodi (la maggior parte dei sistemi utilizzano cateteri con un massimo di 20 elettrodi) permette di individuare con estrema accuratezza particolari di dimensioni microscopiche e di raccogliere, simultaneamente, un numero molto elevato di dati: diecine di migliaia, rispetto alle poche migliaia fornite dalle apparecchiature attualmente in uso. La nuova tecnologia è inoltre estremamente rapida nel creare mappe elettro-anatomiche ad alta densità, e questo riduce anche di 60 minuti i tempi della procedura, rendendo più semplice anche l’ablazione di aritmie potenzialmente letali come, già detto, le tachicardie ventricolari. Sebbene a piccoli passi, le tecniche di ablazione trans-catetere continuano a svilupparsi, anche grazie a tecnologie sempre più sofisticate, le quali ci permettono di trattare con tranquillità, e in estrema sicurezza, aritmie che solo dieci anni fa sembravano impossibili o pericolose da affrontare con risultati sempre più significativi e minori complicanze».


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