I RIGONI DI ASIAGO

UNA ECCELLENZA DELL’AGROALIMENTARE MOLTO ATTENTA ALLA RESPONSABILITA’ SOCIALE

 

DI Renato Pedullà

La ripresa è in atto. E in più settori le imprese italiane sentono  – aria di rilancio. Ma tra di loro ce ne sono alcune che si caratterizzano perché investono parte dei loro introiti nel  sociale, nella valorizzazione  delle opere d’arte, nel miglioramento della qualità della vita dei propri dipendenti. Una di queste è la Rigoni di Asiago e con questa vorrei iniziare il mio nuovo progetto editoriale. Quella di Rigoni di Asiago è una storia bella e semplice, che si caratterizza per passione, amore per la natura e di attaccamento ai luoghi che sono rimasti intatti in tanti anni, facendo espandere l’azienda senza intaccare quei valori sani e semplici in cui la famiglia ha sempre creduto.

L’azienda nasce circa un secolo fa, quando nonna Elisa con un’idea lungimirante trasforma la sua piccola attività di apicoltrice, svolta fino a quel momento a livello amatoriale in una piccola attività commerciale coinvolgendo l’intera famiglia. Ed eccoci qui, ancora oggi sono i nipoti a portare avanti l’azienda, Andrea, Antonio, Luigi e Mario, con lo stesso amore, la stessa serietà, lo stesso entusiasmo, lo stesso rispetto verso la natura. Una avventura – che come detto – ha avuto inizio il secolo scorso con una traccia tipicamente famigliare e che nel tempo, ha trasformato la piccola bottega in una azienda di successo alla base della quale c’è un misto di tradizione ed innovazione. L’azienda è ormai leader per la produzione di prodotti di marmellate e miele rigorosamente biologici.

E’ ovvio che il miele la fa da protagonista all’interno dell’azienda Rigoni, un po' perché effettivamente ed “affettivamente”, da lì tutto è partito, ma anche perché oggi il miele è il prodotto di eccellenza con le varietà monofloreali, ovvero legate alle piante di origine. Miele ma anche marmellate, con un unico denominatore comune, la qualità prima di tutto. Altissima qualità, dove tutte le fasi della lavorazione sono sottoposte a meticolosi controlli, così da garantire sempre prodotti top all’altezza del marchio Rigoni. Primi in Italia per la scelta di una produzione biologica, e convinti sostenitori dell’eco sostenibilità, la famiglia Rigoni ha dimostrato sempre un immenso rispetto ed amore per i collaboratori che portano avanti l’attività di famiglia. L’azienda, giustamente, ne fa un punto di onore, offrendo condizioni lavorative e retribuzioni di buon livello. Questi fattori determinanti hanno posto l’azienda ad un alto livello qualitativo. Da oltre 15 anni si possiede una propria filiera che controlla tutti i processi di lavorazione dalla coltivazione della materia prima fino all’imballaggio del prodotto finito. Il tutto avviene sotto le direttive del centro di Asiago che si occupa della gestione strategica dell’attività commerciale.

Il centro della produzione è a Foza, nell’altopiano di Asiago, dove molte linee di produzione, realizzate in Italia, sono state brevettate e fabbricate per la Rigoni di Asiago. Tanto per dare alcuni numeri, a dimostrazione dell’entità della produzione, ogni anno circa 6mila tonnellate di frutta vengono lavorate e trasformate per immettere sulle nostre tavole le famose marmellate e altri prodotti di qualità. Lo stabilimento di Foza ha una capacità di messa in opera di quasi 18mila unità all’ora. Ad Alabaredo di Adige, vicino Verona esiste il centro logistico (25.000 metri quadrati) ed il deposito di stoccaggio automatico che ha una capacità di contenimento di 13 milioni di vasetti. L’Azienda è sempre alla ricerca della perfezione, così si è pensato di avere all’interno un laboratorio proprio che possa verificare costantemente la qualità dei propri prodotti in tutte le varie fasi della produzione. Ma non finisce qui l’eccesso di zelo nell’essere sempre al top della qualità, ha fatto si che il laboratorio proprio, si occupa di far effettuare oltre cento analisi ogni anno ad altri laboratori agricoli indipendenti. Ma la storia non finisce qui, la famiglia Rigoni da qualche anno, ha voluto intraprendere una strada che non può che fargli onore, cioè quella del recupero di beni del patrimonio artistico nelle più importanti città italiane. Ed è questa la caratteristica etica che fa differenziare questa azienda da tante altre. L’azienda, sensibile e amante del territorio in cui vive ed opera nel 2015, grazie all’idea di Fondaco Italia, ha intrapreso questo nobile processo di nuovo mecenatismo, che l’ha portata già a investire nel recupero dell’atrio dei Gesuiti (l’entrata storica del prestigioso palazzo di Brera a Milano), e nel restauro della statua di San Teodoro – primo patrono di Venezia – all’interno del palazzo ducale. Ma la missione non finisce qui, quest’anno l’azienda ha deciso di arrivare a Roma. Un nuovo progetto di valorizzazione del patrimonio artistico porta la firma della nota azienda di Asiago, “La natura nel cuore di Roma”, è la frase identificativa del progetto culturale che porterà la Rigoni a dare nuovo splendore alla fontana settecentesca “Venezia sposa il mare” dello scultore Carlo Monaldi all’interno dei giardini di Palazzo Venezia a Roma. “Con questa iniziativa di responsabilità sociale d’impresa- dichiara l’amministratore delegato Andrea Rigoni - vogliamo contribuire a ridare il giusto valore ad un momento e a un luogo che da sempre sintetizzano e rappresentano il legame tra il Veneto e la Capitale, convinti che le aziende abbiano il dovere di restituire al territorio quello che il patrimonio culturale dell’Italia ci offre in termini di bellezza e notorietà nel mondo. Durante questo percorso che si concluderà a luglio di quest’anno- conclude Rigoni – avremo modo di sviluppare diverse iniziative con il Polo Museale del Lazio. Posso anticipare tra le altre le merende Rigoni che avranno l’obiettivo di contribuire a portare le famiglie in questo luogo splendido e prestigioso per vivere naturalmente l’arte. Un connubio di sicuro interesse che auspico possa attirare un’ampia partecipazione di pubblico”. Ritengo che la vita di un buon imprenditore non debba essere ricordata, soltanto, per le ottime performance che ha saputo dare alla sua azienda, ma anche è soprattutto per quello che ha saputo dedicare alla vita sociale del territorio in cui opera, e ha quanto è riuscito a donare a quella terra che tanto gli ha dato.