Il LASER VERDE CHE SALVA LA PROSTATA

DI MARTINA DE VIVO

 

L’aumento di volume della prostata (tecnicamente, Ipertrofia o Iperplasia Prostatica Benigna – IPB) è una delle patologie più diffuse tra la popolazione maschile, seconda solo all’ipertensione arteriosa.

Strettamente legata all’invecchiamento, colpisce circa il 50% degli uomini in età compresa tra 51 e 60 anni e fino al 90% degli ultraottantenni, con una stima complessiva di  7 milioni di uomini in Italia e di oltre 110 nel mondo.

La dimensione della patologia, insieme al progressivo e generalizzato innalzamento dell’età media ne fanno, comprensibilmente, uno dei “grandi problemi” per i Sistemi Sanitari di vari paesi.

Per inquadrare clinicamente il tema va ricordato che la prostata è una piccola ghiandola - situata davanti al retto e sotto la vescica - attraverso cui passa l’uretra, il condotto che porta l’urina dalla vescica verso l’esterno. Il suo ingrossamento, che si verifica normalmente proprio nella zona centrale, determina la compressione dell’uretra e ostacola il passaggio dell’urina. Questo provoca molteplici sintomi che, se non adeguatamente trattati, possono provocare infezioni, insufficienza renale e calcolosi renale.

 

Le prime terapie per fronteggiare la patologia sono, di norma, farmacologiche. Quando però l’utilizzo dei farmaci non si dimostra efficace, si ricorre all’intervento di “resezione transuretrale della prostata” (TURP), con una procedura chirurgica che prevede l’utilizzo di un filo metallico riscaldato elettricamente per eliminare il tessuto in eccesso. L’evoluzione costante delle tecnologie biomedicali ha però consentito di sviluppare nuove metodiche meno invasive, finalizzate anche a ridurre le possibili complicanze e i tempi di degenza. 

Come la nuova terapia laser GreenLightTM, già adottata da 49 Centri sul territorio nazionale (così come riportato in figura), che consente una “vaporizzazione fotoselettiva” della prostata (PVP – Photoselective Vaporization of Prostate) con un raggio laser a luce verde. Durante l’intervento, il tessuto in eccesso viene riscaldato e vaporizzato con grande rapidità. Il processo di vaporizzazione fotoselettiva, cioè di trasformazione dell’acqua intra e intercellulare in vapore con conseguente ablazione del tessuto biologico, viene effettuato per via endoscopica e in anestesia locale. 

 

Il raggio laser verde, introdotto nel pene attraverso lo strumento endoscopico, raggiunge l’area ipertrofica e vaporizza il tessuto in eccesso consentendo così l’apertura del canale uretrale senza generare sanguinamento: il raggio laser verde coagula infatti istantaneamente i vasi dell’area trattata, consentendo di operare in tutta sicurezza anche pazienti ad alto rischio emorragico, spesso sottoposti a terapie con anticoagulanti.

 

I benefici clinici della terapia con il laser verde nel trattamento dell’ipertrofia prostatica sono confermati da innumerevoli studi e pubblicazioni scientifiche. E’ ampiamente dimostrato infatti che questo intervento ha efficacia clinica pari alla tradizionale procedura di resezione transuretrale (TURP), presentando però un minor numero di eventi avversi, tempi ridotti di cateterizzazione, ridotto sanguinamento e tempi di recupero complessivamente più rapidi, con degenze più brevi.

 

Nella valutazione complessiva della nuova terapia rientra, inoltre, il parametro economico, un aspetto niente affatto marginale. 

La fotovaporizzazione con GreenLightTM è costo-efficace se confrontata alla TURP, mostrandosi dunque vantaggiosa anche sotto il profilo economico. Le considerazioni sui costi di una nuova procedura devono infatti andare oltre l’investimento in attrezzatura, e comprendere  anche i costi della procedura, e, ancora più importanti, quelli eventualmente generati dalle complicazioni post-procedurali e dalla lunga degenza ospedaliera.

 

Nel caso della terapia laser GreenLightTM la valutazione più importante in termini di costo non deve riguardare il solo dispositivo, ma deve tenere conto dei comprovati tempi di recupero (-26.8 h per il raggiungimento di una condizione di stabilità di salute GL vs TURP, p < 0.001) e di degenza ridotti (-31.4 h di degenza GL vs TURP, p < 0.001 nel più grande studio multicentrico randomizzato Europeo, 29 Centri, 9 Paesi – studio GOLIATH), oltre che del minor numero di complicazioni post-chirurgiche, elementi che favoriscono un significativo ritorno sugli investimenti (ROI).

 

Tuttavia, nonostante i documentati benefici clinico-economici, in Italia, l’esecuzione di questo intervento trova ancora molte difficoltà di attuazione a causa delle procedure di rimborso agli Enti Ospedalieri. In particolare, gli interventi in regime di Day Hospital, vantaggiosi sotto il profilo dell’efficienza ospedaliera, sono purtroppo “disincentivati”, in quanto le tariffe del corrispondente DRG (l’attuale sistema di finanziamento dell’assistenza ospedaliera in Italia) non consentono di coprire adeguatamente i costi della procedura stessa. La tariffa di riferimento nazionale per il regime di Day Hospital è infatti pari a € 1.109, mentre quella per il regime di ricovero ordinario è pari a € 2.652.

A riprova del vantaggio economico di questa procedura, va anche ricordato che nel giugno 2016 la terapia laser GreenLightTM ha ricevuto una raccomandazione positiva dal NICE inglese (National Institute for Health and Care Excellence), una delle più prestigiose istituzioni internazionali in ambito sanitario. Nella sua valutazione, seppur riferita alla Gran Bretagna, il NICE ha rilevato che l’adozione del sistema GreenLightTM XPS per il trattamento dei pazienti non ad alto rischio può ridurre significativamente i costi per il Servizio Sanitario Nazionale. Il NICE ha stimato, infatti, che una più ampia adozione di questa tecnologia rispetto al trattamento chirurgico tradizionale (TURP), si tradurrebbe in un risparmio per il Servizio Sanitario Inglese da 2.3 milioni a 3.2 milioni di Sterline all’anno, effettuando il trattamento in regime di Day Hospital. 

In linea con la posizione del NICE, la British Association for Day Case Surgery (BADS 2013) ha auspicato che nei prossimi 5 anni più del 90% delle chirurgie urologiche possa essere effettuato in regime di Day Hospital.

 

[Centri utilizzatori della tecnologia GreenLightTM sul territorio nazionale]

 

ABRUZZO: 

MARCHE: CDC Villa dei Pini (Civitanova Marche)

Osp. San Salvatore (L’Aquila)

PIEMONTE: 

Osp. San Pio (Vasto) Osp. SS Annunziata (Chieti)

Osp. Santa Croce e Carli (Cuneo)

Osp. di Pescara (Pescara)

Osp. Cardinal Massaia (Asti)

CALABRIA: CDC Romolo Hospital (Rocca di Neto)

AO Maggiore della Carità (Novara)

CAMPANIA: Osp. Cardarelli (Napoli)

Città della Salute (Torino)

EMILIA ROMAGNA: 

Osp. San Lazzaro (Alba)

Arcispedale S. Maria Nuova (Reggio Emilia)

Osp. San Giacomo (Novi Ligure)

Hesperia Hospital (Modena)

Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo)

Osp. Ercole Franchini (Montecchio)

Osp. San Giovanni Bosco (Torino)

Osp. S. Maria delle Croci (Ravenna)

PUGLIA: 

CDC Montanari (Morciano di Romagna)

Osp. Santa Maria  Spa (Bari)

FRIULI VENEZIA GIULIA: Osp. S. Maria degli Angeli (Pordenone)

Policlinico di Bari (Bari)

LAZIO:

SARDEGNA: Osp. SS Trinità di Cagliari

Osp. Sant’Andrea (Roma)

SICILIA: 

CDC Sanatrix (Roma)

Policlinico di Catania (Catania)

Osp. S. Giovanni (Tivoli)

AO OR Villa Sofia Cervello (Palermo)

Policlinico Tor Vergata (Roma)

AO Papardo (Messina)

CDC Nuova Villa Claudia (Roma)

TOSCANA: 

Fondaz. Policlinico Gemelli (Roma)

CDC Barbantine (Lucca)

UCP Villa Tiberia (Roma)

CDC Ulivella e Glicini (Firenze) 

CDC S. Maria di Velletri (Velletri)

Osp. San Luca di Lucca (Lucca)

LIGURIA: 

CDC Rugani (Monteriggioni)

Osp. Evangelico Internazionale di Voltri (Genova)

TRENTINO ALTO ADIGE: Osp. Di Rovereto (Rovereto)

Osp. San Bartolomeo (Sarzana)

VENETO:

LOMBARDIA: 

CDC Giovanni XXIII (Monastier)

Nuovo Osp. Civile (Legnano)

Osp. Ca’ Foncello (Treviso)

AO Bolognini di Seriate (Lovere) 

Osp. Bassano del Grappa (Bassano d/G)

Osp. Maggiore di Lodi (Lodi) 

Spedali Civili di Brescia (Brescia)

 

PUBBLICATO LA PRIMA VOLTA IN DATA 20. luglio 2017