NUIE SIMM' DO' SUD

Non fu un miracolo, dicono e scelgono come titolo per il loro sull’intervento straordinario nel Mezzogiorno Enzo Scotti e Sergio Zoppi (Eurolink editore). Non fu un miracolo perché l’infrastrutturazione e poi l’industrializzazione della parte arretrata del Paese furono pervicacemente volute e perseguite da un gruppo di persone – i ceti dirigenti dell’epoca – che non lesinarono in sacrifici, sforzi, competenza.

Ha ragione il ministro Paolo Savona quando scrive che in Italia la cultura dello sviluppo che ha caratterizzato e animato gli anni del dopoguerra, quando i nostri nonni e genitori hanno rimesso in piedi un Paese a pezzi, si è strada facendo trasformata in cultura della garanzia (“Come un incubo e come un sogno”, Rubbettino editori) con una serie di implicazioni con le quali ci troviamo oggi a fare i conti.

Uno studio di Srm e Fondazione Matching Energies offre una prospettiva interessante e inedita costruita sommando forze e debolezze di due regioni leader del Mezzogiorno come Campania e Puglia. Ne scaturisce una macro area con le caratteristiche economiche della Lombardia, che se fosse uno Stato europeo si troverebbe per altezza di Pil tra la Repubblica Ceca e la Romania.

Gli italiani, diceva Montanelli, alla collaborazione preferiscono la collusione. Esattamente come preferiscono l’inaugurazione alla manutenzione… E si spiega così perché, individualmente intelligenti messi insieme non riescono a combinare nulla di buono eccellendo invece nel malaffare.