HIC ET NUNC ECONOMIA

Lo spread sotto i 200 punti, che significa importanti risparmi sul debito pubblico e ricadute positive sulle banche e sulle società che hanno bisogno di risorse per investire. Il record di occupati dal 1977 benché con una media pro capite di ore lavorate inferiore a quella degli anni pre-crisi. Il “Misery Index” di Confcommercio, che misura il disagio sociale, al livello più basso degli ultimi otto anni.

Duecentomila euro in un bilancio regionale come quello del Lazio non sono una grande cosa. Ma perché spendere questa somma al solo scopo di valutare la percezione esterna della regione? E’ difficile comprenderlo per il cittadino comune. Tanto più se si calcola quante medicine, a esempio, si possono comprare con 200mila euro. Ma ai vertici della regione Lazio evidentemente la pensano diversamente. Liberissimi.

Il 14 maggio è l’ultimo giorno utile (si fa per dire) al presidente della Repubblica per sciogliere le Camere e votare entro il 30 giugno. Altrimenti, in caso di crisi governativa successiva, gli italiani si recherebbero alle urne in piena estate.

Sono tanti i nemici di questo governo, della sue politiche e della manovra. Ognuno è libero di pensarla come vuole sul governo e sulle sue politiche, ma le cose cambiano quando a dichiarare ostilità sono istituzioni che dovrebbero essere supra partes o commentatori che fanno mostra abbondante di neutralità. Dalla Banca d’Italia alle agenzie di rating, dal Fondo monetario internazionale all’Upb.

osse per Matteo Salvini abolirebbe ogni limite all’uso del contante nelle transazioni, oggi fissato a 3mila euro. Ma Luigi Di Maio gli ha ribattuto che l’argomento non è oggetto del contratto di governo. Insomma, di carne al fuoco ce n’è già abbastanza.

In nome di una presunta solidarietà internazionale e in barba alla secca sconfitta elettorale, il governo dimissionario di Paolo Gentiloni ha deciso di espellere dal suolo italiano due diplomatici russi. Una decisione più formale che sostanziale, ma che potrebbe avere conseguenze disastrose per la sicurezza e per l’economia del nostro Paese.

Le irruzioni nella campagna elettorale ancora alle prima battute dell’eurocommissario francese all’Economia, Pierre Moscovici, e del presidente, pure lui francese, Emmanuel Macron rappresentano la conferma della inadeguatezza della classe dirigente, politica e non solo, del vecchio continente.

Una campagna elettorale ininterrotta dai primi del 2016. Destinata a durare, se tutto andasse bene (ma i pro e i contro quasi si equivalgono nelle valutazioni di politici e costituzionalisti), ancora fino a marzo/aprile prossimi.