HIC ET NUNC SANITA'

Al Governo e al Parlamento quest’ultima riflessione del 2019 non può che riconoscere un interesse prioritario – finalmente! - per la Sanità. Lo dimostrerebbe l’incremento di 3,5 miliardi delle risorse per il 2020 che porta il livello di finanziamento complessivo a circa 118 miliardi.

Negli ultimi tempi, il mondo della professione infermieristica ha cercato di fare del proprio meglio per lanciare l’allarme. Puntando soprattutto sul numero di infermieri che entro pochi anni mancherebbero all’Italia. Cifre già elevate, approssimativamente tra le 50 e le 60, 65mila unità. Elevate ma non tanto da scioccare politici, giornalisti, in ultima analisi l’opinione pubblica.

“Allarme sanità in Molise! Per fare fronte alla carenza di medici negli ospedali della regione appello al ministero della Difesa perché permetta l’utilizzo dei camici bianchi con le stellette”. Come di regola, solo un’emergenza, che poi starebbe rientrando mentre andiamo in stampa, ha sbattuto la sanità in prima serata televisiva o sulle prime pagine dei giornali (e dei siti). Chi segue l’informazione tradizionale e/o informale si è abituato a questo andazzo.

Vaccini sì, vaccini no? Non mi appassionano le guerre di religione. Ma mi impauriscono le posizioni per partito preso. E vieppiù i dogma del mainstream, quello che sa sempre tutto meglio di tutti e poi nasconde i propri errori sotto la sua saccenteria.

Risorse umane e liste d’attesa sono i primo nodi che, per sua stessa ammissione, si troverà ad affrontare il nuovo ministro della Salute, Giulia Grillo. Nodi che, per essere sciolti, più della spada usata da Alessandro Magno a Gordio avranno bisogno della collaborazione e delle capacità dell’altrettanto neofita (per la carica, non certo per esperienza scientifica e professionale) ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

Periodicamente torna a impazzare la polemica sulle migrazioni sanitarie di cittadini italiani da una regione all’altra. Come se fosse colpa loro e non dell’anormalità di un Paese che li costringe a percorrere centinaia di chilometri per godere di un’assistenza sanitaria aggiornata e adeguata, anche alla tar-tassazione subita dal contribuente medio italiano.

Al margine orientale di Sesto San Giovanni i circa 17mila residenti di Cascina de’ Gatti non hanno cominciato bene il 2018. Hanno saputo che i loro tre medici di base stavano per andare in pensione e che non sarebbero stati sostituiti. E constatato subito dopo che, nei quartieri limitrofi o in centro, nella cittadina lombarda non è facile trovare medici non massimalisti. Con buona pace del diritto alla cura.

DI Pietro Romano L’indaginite non ha lasciato indenne il settore sanitario. Anzi, a occhio e croce, ci pare che ne sia uno dei più affetti. Con molti lavori che, al di là del loro valore scientifico, vengono spesso presentati con titoli bomba e ripresi dagli organi d’informazione tradizionale e social. Complice la crisi, vanno molto di moda gli studi relativi alla difficoltà, vera o presunta, per un numero crescente di italiani di accedere all’assistenza medico-farmaceutica. Dieci anni...

Ha fatto scalpore e creato polemiche la recente radiografia della spesa sociale in Italia. In particolare, la quota destinata agli ultra 65enni, pari al 77,2 per cento del totale.


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