Radiologia Interventistica

DI Roberto Cianni*

Dal 15 maggio us hanno preso avvio le attività della UOC di recente istituzione  di Radiologia Interventistica, presso l’Azienda San Camillo Forlanini di Roma.

In realtà una unità di Radiologia Vascolare ha operato all’interno del Padiglione Puddu, nel corso degli ultimi 50 anni  anni con vicende alterne, nell’ambito della programmazione aziendale. Basti ricordare che proprio presso codesta Azienda fu introdotta la prima Unità Operativa Complessa in Italia, con le caratteristiche tipiche della diagnostica mininvasiva e delle procedure mininvasive interventistiche in ambito vascolare ed extravascolare. Il Prof. Augusto Castrucci ha diretto le attività di questa nuova gloriosa specialità  nel panorama nazionale ( prima ed unica all’epoca Unità Operativa Complessa ospedaliera in Italia) , dal 1968 fino al 1992 contribuendo a dare uno straordinario impulso, assieme fondamentalmente grazie alla scuola romana di Radiologia Interventistica della Università La Sapienza (Prof. Plinio Rossi, Prof. Roberto Passariello, Prof. Giovanni Simonetti), alla formazione di giovani radiologi che iniziavano a muoversi nell’ambito della diagnostica mininvasiva e delle procedure radiologico interventistiche in ambito nazionale. Ma dopo l’ultima esperienza legata alla direzione della UOC di Radiologia Vascolare da parte del dr. Lorenzo de Medici nel periodo 1992 – 2009 e caratterizza da ulteriore impulso alle attività di radiologia interventistica in campo extravascolare, si apre un periodo di incertezze legato al declassamento ad unità operativa semplice,  concomitante ad una crescita repentina delle attività mininvasive  effettuate dai chirurghi vascolari, che riconvertivano nel frattempo, le loro attività prevalentemente chirurgiche  fino all’inizio degli anni 2000 in attività cosiddette endovascolari (radiologico interventistiche).

E quindi dopo un interregno durato 8 anni, La Direzione Generale ha ritenuto opportuno in un ambito strategico, reindividuare  nell’Atto Aziendale, una unità operativa complessa di Radiologia Interventistica che desse impulso alle attività prevalentemente extravascolari legate al POIT ( Centro Trapianti) alle UOC di Epatologia Aziendali alla Chirurgia d’urgenza e sostanzialmente a tutte le UOC di area chirurgica e medica che sempre più frequentemente si rivolgono ai radiologi interventisti.

Da qui il progetto affidato al sottoscritto di favorire ed incrementare le procedure di chemioembolizzazione per i tumori primitivi e secondari epatici, le termoablazioni nello stesso ambito  in quello dei tumori renali e polmonari, dei drenaggi e degli stenting delle vie biliari e nei tumori pancreatici etc.

Le attività di radiologia interventistica rappresentano anche un supporto alle procedure di Chirurgia vascolare, attraverso l’esecuzione di ricanalizzazioni con trombolisi meccanica e farmacologica nella patologia ostruttiva acuta degli arti inferiori, nel trattamento endovascolare o percutaneo (TC   assistito) degli endoleak,  secondari all’impianto di protesi aortiche addominali. La collaborazione con la  UOC di Chirurgia Vascolare diretta dal prof. Nicola Mangialardi verterà a sviluppare in un prossimo futuro , rapporti di collaborazione nell’ambito del trattamento di ricanalizzazione  della patologia ostruttiva cronica degli arti inferiore, patologia molto frequente in pazienti diabetici.

Uno dei progetti concordati con i vertici Aziendali , con i Direttori del POIT e della Chirurgia Generale riguardo l’introduzione della tecnica della Radioembolizzazione con isotopo radioattivo 90Y nell’ambito dell’oncologia epatica, cosa che ha caratterizzato parte dell’esperienza personale presso l’Azienda Usl di Latina.

Nel periodo 2005-2017 il sottoscritto ha organizzato e diretto una delle più importanti esperienze al mondo in tale ambito, con l’applicazione di tale metodica nei tumori primitivi e metastatici del fegato effettuando più di 1100 trattamenti,  con risultati di Progression Free Survival incoraggianti nell’ambito delle patologie metastatiche del fegato, ed ancor di più nell’ambito dei tumori primitivi del fegato ( Epatocarcinomi) esperienza,  sviluppata particolarmente con il dr. Giuseppe Ettore e la sua equipe, che ha portato nel corso degli anni al trapianto,  pazienti esclusi prima del trattamento con tecnica SIRT( Radioembolizzazione). 

La Direzione Generale dell’Azienda San Camillo Forlanini, nella figura del dr. Fabrizio d’Alba ha avviato un percorso che porterà alla individuazione di un’area, deputata alla installazione di una sala ibrida Radio-Chirurgica, al fine di raggiungere lo stato dell’arte per quanto riguarda l’obbligazione dei mezzi da un punto di vista tecnologico. Questo al fine di permettere alle varie equipe di Cardiochirurgia, Chirurgia Vascolare, Radiologia Interventistica e Neuroradiologia interventistica di poter effettuare le prestazioni mininvasive all’avanguardia in spazi dedicati , con tecnologia e personale altamente qualificato nel pieno utilizzo,  h 24 di sale operatorie radio chirurgiche.

Un progetto assolutamente in linea con le ambizioni dell’Azienda San Camillo Forlanini, DEA di II livello e struttura sanitaria di interesse nazionale. Uno spunto di alto valore  tecnologico, oltrechè di carattere motivazionale con possibili ricadute,  nell’ambito della qualità delle prestazione e della produttività in generale. 

*Direttore UOC Radiologia Interventistica – Azienda San Camillo Forlanini